Galileo, il GPS europeo è moribondo

Da Bruxelles arriva un ultimatum alle imprese che fanno parte del consorzio che dovrebbe dar vita al sistema satellitare europeo, che accumula ritardi intollerabili
Da Bruxelles arriva un ultimatum alle imprese che fanno parte del consorzio che dovrebbe dar vita al sistema satellitare europeo, che accumula ritardi intollerabili

Bruxelles – C’è insofferenza nell’Unione Europea per i vistosi ritardi che si stanno accumulando attorno al Progetto Galileo , il sistema di localizzazione satellitare che sulla carta dovrebbe sfidare il GPS americano: ieri è arrivato un ultimatum alle imprese del Consorzio Galileo (Alenia Spazio, Alcatel, Astrium Germany, Astrium UK, Galileo Systemas y Servicios).

Il Consiglio dei Trasporti dell’Unione, ha spiegato il ministro italiano Alessandro Bianchi, esprime infatti “la più viva preoccupazione” per questi ritardi. “Il messaggio politico – sottolinea Bianchi – è che non ne possiamo più”. Conseguenza di questo è il mandato affidato alla Commissione Europea e alla Presidenza dell’Unione affinché si assumano “iniziative nei confronti del Consorzio, sia genericamente per un richiamo, ma anche fissando scadenze temporali precise”. Queste scadenze potranno essere tra maggio e giugno, quando si riunirà nuovamente il Consiglio.

Se a quella data non si avrà una inversione di tendenza sul progetto, allora “si dovranno indicare scelte alternative”.

Nei giorni scorsi anche il commissario ai Trasporti, Jacques Barrot, aveva lanciato un allarme per i ritardi accumulati dal progetto, che in origine avrebbe dovuto vedere la luce nel 2008 , e che aveva già subito alcuni slittamenti: l’ultima data prevista, quella del 2010, viene ora considerata a rischio . Secondo Barrot l’appalto aggiudicato dal Consorzio non è stato rispettato, il che significa anche che “dobbiamo temere significativi aumenti dei costi che potrebbero andare oltre il budget previsto”.

Ad ostacolare il varo della costellazione di 30 satelliti che dovrebbe fornire servizi di localizzazione persino più precisi di quelli attualmente offerti dal GPS made in USA sono problemi amministrativi riscontrati dal Consorzio con i propri fornitori. Una questione che da Bruxelles fanno sapere essere considerata “intollerabile”.

La situazione è arrivata al punto di rottura e Bianchi non lo nasconde. A suo dire occorre “realisticamente cominciare a pensare che altre strade sono possibili”. “Non è accettabile – ha sottolineato – che gli interessi dei 27 (i paesi della UE, ndr.) siano rallentati da problemi di carattere aziendale”.

Di interesse segnalare che in Cina prosegue il progetto per realizzare una versione tutta cinese della localizzazione satellitare. La data di avvio prevista è il 2008.

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22 03 2007
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