Gameternity, sanzioni per milioni di euro?

Secondo la Guardia di Finanza l'admin del sito sequestrato avrebbe messo in piedi un vero e proprio magazzino pirata, attirando utenti e pubblicità verso il suo portale specializzato in videogame. Rischia fino a 3 anni

Roma – È passata quasi una settimana dai sigilli apposti su ordine del Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze. Un blitz repentino ed improvviso, guidato dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Arezzo nei confronti di Gameternity, portale specializzato in videogiochi, fumetti manga e anime .

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze ha ora diffuso un comunicato stampa, ad annunciare il sequestro di “due siti internet utilizzati per il download di decine di migliaia di files protetti dal copyright”. Due “negozi virtuali”, gestiti da un non meglio identificato giornalaio di un paese nella provincia di Roma .

“Due siti dai quali era possibile scaricare gratuitamente non solo videogiochi, ma anche files video, musicali, software, e-book e persino fumetti – si può leggere nel comunicato diramato dalla Guardia di Finanza – Tutto online e rigorosamente pirata”. Il misterioso F.D. , il ventisettenne creatore e gestore di Gameternity, è stato ora denunciato per violazione della normativa sul diritto d’autore (legge 633/41) .

“Gestire affari della specie è come affittare un magazzino per la vendita, solo che si tratta di una porzione di memoria di un server – si legge ancora nel comunicato – Invece che riempirlo di merce e chiamarlo sito commerciale si riempie di files e diventa un sito internet”. Secondo i dati forniti, Gameternity avrebbe attirato nel tempo oltre 100mila utenti , mettendo a loro disposizione quasi 400mila contenuti illeciti .

E la Guardia di Finanza ha fatto due conti in tasca all’amministratore del portale. I suoi guadagni sarebbero derivati dai vari compensi elargiti dai banner pubblicitari, ovviamente lievitati grazie al traffico giornaliero di 18mila utenti. F.D. avrebbe guadagnato tra i 300 e i 400 euro al giorno . Rischia ora fino a tre anni di reclusione e una multa pari al doppio del valore di mercato di ciascuna opera condivisa online.

“Considerando il grande numero di opere protette rinvenute, la sanzione potrebbe raggiungere l’ammontare di diversi milioni di euro – la Guardia di Finanza ha sottolineato come la multa non sarà inferiore ai 103 euro per file sequestrato – È al vaglio degli investigatori anche il profilo fiscale connesso ai consistenti introiti conseguiti per l’attività illegale posta in essere”.

Mauro Vecchio

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