Garanzie di due anni sui prodotti.. cui prodest?

Se lo chiede un lettore che lavora nel settore informatico dinanzi a quanto sta succedendo sul fronte delle garanzie, dei diritti degli utenti e della situazione dei negozianti
Se lo chiede un lettore che lavora nel settore informatico dinanzi a quanto sta succedendo sul fronte delle garanzie, dei diritti degli utenti e della situazione dei negozianti

Gentile redazione di Punto Informatico, sono dipendente di un’azienda d’informatica e vorrei porre alla vostra attenzione l’estrema confusione che regna nel nostro settore in merito alle nuove norme sulla garanzia europea di due anni .

Se in un primo tempo le disposizioni introdotte dal Decreto Legislativo 2 febbraio 2002, n. 24 hanno suscitato un certo clamore e favorevoli aspettative, oggi, a distanza di 2 anni, si può sicuramente affermare che la confusione generata da questa normativa è un problema concreto e rilevante per tutte le aziende che lavorano in questo come in altri settori.

In mancanza di sentenze della giurisprudenza, ed in presenza di una estrema genericità della disposizione di legge, molti operatori del mondo IT si trovano a dover affrontare quotidianamente questioni legate alle garanzie sui prodotti venduti direttamente tramite i propri negozi o indirettamente, tramite le catene di rivendita.

In particolare, non sfuggono ad un occhio attento le problematiche che possono sorgere su certi aspetti:

– La norma si riferisce al rapporto tra venditori e consumatori, tutelando giustamente i secondi, ma lasciando in una situazione di imbarazzo coloro che hanno venduto materiale non a proprio marchio . Il venditore è infatti il diretto responsabile della sostituzione o riparazione del bene non conforme, salvo poi essere titolare di un generico potere di recesso nei confronti del produttore del bene. A distanza di due anni ben pochi venditori hanno capito come rivalersi sui produttori (specie quelli extra unione Europea, ovvero la maggior parte dei produttori di componenti informatici) che molto spesso ignorano del tutto certe richieste, con evidenti danni economici per i diretti venditori.

– Certi produttori riconoscono due anni di garanzia sui propri prodotti ma fanno partire tale periodo dalla data di vendita del materiale ai negozianti al dettaglio. Questo implica che un venditore possa trovarsi con prodotti che, prima ancora di essere venduti, hanno meno dei 24 mesi riconosciuti per legge (magari a causa di una lunga giacenza in magazzino o a seguito di ritardi nelle consegne da parte dei produttori stessi). Il negoziante deve infatti fornire al consumatore due anni di garanzia a partire dalla data presente sul proprio documento di vendita (scontrino o fattura).

– La norma prevede che, in caso di difetto di conformità, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione del prodotto. Qui non si tiene in considerazione il fatto che quasi tutti i centri di assistenza dei vari produttori non si fanno carico delle spese di trasporto da e verso il centro di assistenza stesso. Comprendo che l’acquirente non debba pagare nulla, un po meno che questo onere debba ricadere totalmente sul venditore. Non sfugge come questi enormi costi di gestione a fine anno pesino (e non poco) sull’attività svolta, specie in un settore come quello dell’informatica, dove i margini sono ormai ridotti all’osso.

Non mi voglio dilungare oltre, ma sembra che il legislatore abbia tenuto in considerazione solo i più che leciti interessi dell’acquirente, senza però gettare le basi per una chiara soluzione dei problemi che ogni venditore è costretto ad affrontare ogni giorno nella fase del Post vendita.

Faccio da ultimo notare come svariati grossi “marchi” abbiano lasciato invariate le proprie garanzie in questi ultimi due anni (addirittura alcuni sono passati da due a un solo anno).

Cordiali saluti
A.L.

Gentile A.L.
in un articolo dell’avv. Valentina Frediani pubblicato da Punto Informatico è descritto il quadro giuridico delle nuove garanzie. È probabilmente venuto il momento di cercare di fare il punto anche sul piano pratico, diciamo “applicativo” delle nuove regole.
Auspico che il forum in questa pagina e la mail della redazione ( pi@edmaster.it ) possano consentire a chi si trova nella situazione caotica descritta di far sentire la propria voce, cui certo PI darà spazio. Una situazione di questo tipo non colpisce soltanto gli operatori del settore ma anche, inevitabilmente, gli acquirenti.
A presto, per Punto Informatico: Adele Chiodi .

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24 02 2004
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