Germania: Google ascolti i consumatori

Mountain View risponde ai dubbi dei propri utenti con una email automatica, nella quale segnala di non poter leggere le missive e di non potervi rispondere. La giustizia tedesca chiede a Google più comunicazione

Roma – Google non può continuare a riservare agli utenti tedeschi l’attenzione di una risposta automatica alle email che contengano richieste di informazioni: le autorità tedesche hanno imposto a Mountain View un cambio di atteggiamento, pena una multa che può raggiungere i 250mila euro.

A denunciare Google è stata l’associazione di consumatori Verbraucherzentrale Bundesverband (VZVB): tutti gli utenti che abbiano provato a contattare la Grande G attraverso l’indirizzo email dedicato, support-de@google.com , hanno ricevuto una risposta automatica nella quale si avverte che a causa della mole di richieste Google non è in grado di leggere la comunicazione né di rispondere al mittente, e indirizza il cittadino della Rete verso dei servizi di assistenza più specifici e relativi ai singoli servizi, in modo che possano fornire loro delle soluzioni.

VZVB, sulla base del quadro normativo tedesco che regola i servizi di telecomunicazioni, ha portato il caso di fronte al tribunale di Berlino, il quale ha stabilito che la condotta di Google viola il Telemediengesetz a presidio del settore delle comunicazioni elettroniche: il servizio di assistenza offerto da Google non è definibile come tale, in quanto la comunicazione del consumatore, a senso unico, non raggiungerà mai un destinatario ma verrà in sostenza ignorata.

Il tribunale ha riconosciuto che risulterebbe impossibile per Google analizzare singolarmente tutte le richieste che raggiungono l’email support-de@google.com . D’altro canto, ha stabilito che Google debba mettere a disposizione un canale di comunicazione che consenta agli utenti almeno di raggiungere l’azienda: le email inviate dai cittadini della Rete tedeschi dovranno essere in qualche modo analizzate, affinché gli utenti possano sperare in una risposta, nei casi in cui l’intervento di un individuo in carne ed ossa sia effettivamente necessario.

Mountain View è dunque stata invitata a predisporre un sistema diverso per accogliere le richieste dei consumatori, pena una multa che potrebbe raggiungere i 250mila euro. I consumatori di VZVB si sono detti soddisfatti della decisione del tribunale, che potrebbe avvicinarli a Google e alle soluzioni dei loro problemi. Google, seppure probabilmente non si lasci impensierire dalle sanzioni, potrà ricorrere in appello per difendere la propria posizione e la propria immagine.

Gaia Bottà

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  • Leguleio scrive:
    La direttrice se ne va
    La direttrice Alessandra Poggiani appena otto mesi dopo la nomina da parte del ministro Marianna Madia lascia l'agenda digitale:http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/29/lagenda-digitale-governo-renzi-perde-pezzi-lascia-direttice-poggiani-2/1547612/Si candida in Veneto. Voci di corridoio dicono che Renzi voglia abolire l'ente e dirigere le questioni del digitale direttamente dalla presidenza del consiglio.
  • Red Pet scrive:
    Parolaio
    Renzi è un altro parolaio come il berlusca.Uno così è solo in grado di affondare ancora di più il Paese.L'"agenda digitale" (ma chi li inventa questi nomi assurdi?) in italia è solo un altro buco nel mare magnum del nostro crescente debito.
  • suca scrive:
    eh già...
    Hai centrato il punto direi!Tra l'altro la parte dell'articolo dove si parla della folgorazione sulla via della Silicon Valley è da antologia dell'umorismo ah ah ah!Evidentemente cercare qualcuno che sappia di cosa si parli e cosa dovrebbe ammministrare non è cosa in questo paese.
  • Sisko212 scrive:
    un altro...
    magna magna... nulla più...
  • evviva scrive:
    crème de la crème
    Io gli auguro buona fortuna... perin perin però un po' di cose mi perplimono e come sempre, come si fa di solito in questi casi prima per non scrivere falsità, ci si prende la briga di fare un giretto sul web giusto per farsi un' idea nonostante l' articolo faccia un accenno ai suoi trascorsi passati.Bene!...Bene?!Sembrerebbe un giornalista come tanti che si avvicina al gossip tecnologico in età già avanzata:http://www.festivaldelgiornalismo.com/speaker/riccardo-lunaSi occupa di mondanità e politica, poi scopre il pallone. Due anni al corriere dello sport, lascia nel 2003 e fonda su proposta di Carlo Zampa (quello che si sgola alle partite della Roma) un quotidiano per i tifosi della Roma.Poi il battesimo digital-tecnologico come direttore di wired, rivista di cui conoscevo solo il nome e che non ho mai letto prima. Dando un' occhiata sulla homepage sembra che si occupino di tutto e niente, un intreccio pazzesco dove si scrive a proposito di una miriadde di argomenti: automobili, computer, tv, animali, cinema ecc... ecc... senza mai entrare troppo nel dettaglio. E va beh. Sostiene la candidatura di Internet al premio Nobel per la pace.Il suo ultimo libro parla di ottimismo... ... ... ... questo c' è scritto sulla pagina dell' editore. E no! Questa volta non me la sento di postare il link e tantomeno citare il nome dell' opera.Così a prima vista non sembrerebbe la persona ideale.Ma poi ci si mette pure l' UE, ma come gli è venuta l' ispirazione per chiamarli "digital champions"? Dai pokemon? Dai power rangers? Dalle partite di coppa? Renzi come al solito ha capito tutto ed ha mandato un giornalista sportivo in "champions".P.S.: God save ItaGlia.
    • panda rossa scrive:
      Re: crème de la crème
      - Scritto da: evviva
      Io gli auguro buona fortuna... perin perin però
      un po' di cose mi perplimono e come sempre, come
      si fa di solito in questi casi prima per non
      scrivere falsità, ci si prende la briga di fare
      un giretto sul web giusto per farsi un' idea
      nonostante l' articolo faccia un accenno ai suoi
      trascorsi
      passati.

      Bene!...
      Bene?!

      Sembrerebbe un giornalista come tanti che si
      avvicina al gossip tecnologico in età già
      avanzata:

      http://www.festivaldelgiornalismo.com/speaker/ricc

      Si occupa di mondanità e politica, poi scopre il
      pallone. Due anni al corriere dello sport, lascia
      nel 2003 e fonda su proposta di Carlo Zampa
      (quello che si sgola alle partite della Roma) un
      quotidiano per i tifosi della
      Roma.

      Poi il battesimo digital-tecnologico come
      direttore di wired, rivista di cui conoscevo solo
      il nome e che non ho mai letto prima. Dando un'
      occhiata sulla homepage sembra che si occupino di
      tutto e niente, un intreccio pazzesco dove si
      scrive a proposito di una miriadde di argomenti:
      automobili, computer, tv, animali, cinema ecc...
      ecc... senza mai entrare troppo nel dettaglio. E
      va beh.


      Sostiene la candidatura di Internet al premio
      Nobel per la
      pace.

      Il suo ultimo libro parla di ottimismo... ... ...
      ... questo c' è scritto sulla pagina dell'
      editore. E no! Questa volta non me la sento di
      postare il link e tantomeno citare il nome dell'
      opera.Ok, il solito fuffaro che deve restituire diversi favori a tanta gente.
    • Funz scrive:
      Re: crème de la crème
      - Scritto da: evviva
      Io gli auguro buona fortuna... perin perin però
      un po' di cose mi perplimono e come sempre, come
      si fa di solito in questi casi prima per non
      scrivere falsità, ci si prende la briga di fare
      un giretto sul web giusto per farsi un' idea
      nonostante l' articolo faccia un accenno ai suoi
      trascorsi
      passati.
      Ma anche ammettendo che sia la persona più competente e più adatta per il ruolo, pensiamo forse che qualsiasi proposta faccia al governo verrà mai minimamente presa in considerazione?La scusa sarà quella delle 4S: siamo sempre senza soldi!E quelli che ci sono verranno spesi in altri "progetti" utili solo a foraggiare gli amici e gli amici degli amici.Siamo in Italia, non dimentichiamocelo.
  • f1037969@rmqkr.net scrive:
    la posta del direttore
    Io scrissi una mail a Luna quando era direttore di Wired e promuoveva la gratuità dei contenuti in Rete, gli chiesi perché non esisteva una copia elettronica della sua rivista disponibile a tutti e perché il suo libercolo in proposito costasse 10 Eu. (mi pare).Secondo voi ho ricevuto una risposta?:-)
  • Nome e cognome scrive:
    E' l'ex direttore di "Sposa Moderna"
    Un factotum tra i controllori dell'innovazione.A giudicare dalla sua presentazione, dovremmo essere a postohttp://www.chefuturo.it/author/riccardo-luna/Passi per un Quintarelli, che almeno di esperienza ne ha tanta, ma il promotore del Nobel per la Pace ad Internet sara' adatto ad un ruolo dove persone capaci a frotte hanno gia' fallito moiseramente?A voi la risposta
    • ehm scrive:
      Re: E' l'ex direttore di "Sposa Moderna"

      un ruolo dove persone capaci a frotte hanno
      gia' fallito moiseramente?
      The first meeting of the Digital Champions and Vice-President Kroes was held in Brussels in June 2012. http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_Champions
  • Leguleio scrive:
    L'impressione
    Dal sito web CheFuturo! fondato da Riccardo Luna leggo questo articolo:http://www.chefuturo.it/2014/09/make-in-italy-elementi-per-una-timeline-su-50-anni-di-rivoluzione-digitale/ <B
    Make in Italy | Elementi per una timeline su 50 anni di rivoluzione digitale </B
    Un po' di entusiasmo di troppo, o sbaglio?!? Nel 1964 in Italia una rivoluzione? Ma se c'era giusto la CEP e l'Elea 9003; poi c'erano due computer importati, il CRC 102A della Computer Research Corporation californiana, a Milano, e il MARK I della ditta britannica Ferranti, a Roma. Me sfuggito qualcosa, sempre nell'anno di grazia 1964?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 settembre 2014 19.00-----------------------------------------------------------
    • ... scrive:
      Re: L'impressione
      e daje legu, non stare sempre lì a puntualizzare...
    • bubba scrive:
      Re: L'impressione
      - Scritto da: Leguleio
      Dal sito web CheFuturo! fondato da Riccardo Luna
      leggo questo
      articolo:

      http://www.chefuturo.it/2014/09/make-in-italy-elem

      <B
      Make in Italy | Elementi per una
      timeline su 50 anni di rivoluzione digitale
      </B



      Un po' di entusiasmo di troppo, o sbaglio?!? si, Luna e' cosi'....... e imho e' un male, perche' non di rado fa la figura del peracottaro, ma cmq....
      Nel
      1964 in Italia una rivoluzione? Ma se c'era
      giusto la CEP e l'Elea 9003; poi c'erano due
      computer importati, il CRC 102A della Computer
      Research Corporation californiana, a Milano, e il
      MARK I della ditta britannica Ferranti, a Roma.

      Me sfuggito qualcosa, sempre nell'anno di grazia
      1964?A parte che nell'elenco hai pescato roba abnorme, e il luna, ovviamente si riferiva all'oggetto da tavolo, la Programma 101 (il primo personal computer alias calcolatrice programmabile, secondo gli attuali parametri)...... ci si potrebbe chiedere perche' 50 anni, visto che e' stata presentata nel '65 (ovviamente e' stata progettata e costruita prima... ma non mi risulta ci sia un "giorno preciso" per la nascita.... ) ma cmq....... nel '64 in effetti una cosa e' accaduta in Olivetti... l'inizio della fine gh. Ossia la creazione di OGE Olivetti-General Electric. Forse Luna e' sadico :)
      • Leguleio scrive:
        Re: L'impressione


        Un po' di entusiasmo di troppo, o sbaglio?!?
        si, Luna e' cosi'....... e imho e' un male,
        perche' non di rado fa la figura del peracottaro,
        ma
        cmq....E tu come lo sai?

        Nel

        1964 in Italia una rivoluzione? Ma se c'era

        giusto la CEP e l'Elea 9003; poi c'erano due

        computer importati, il CRC 102A della Computer

        Research Corporation californiana, a Milano, e
        il

        MARK I della ditta britannica Ferranti, a Roma.



        Me sfuggito qualcosa, sempre nell'anno di grazia

        1964?
        A parte che nell'elenco hai pescato roba abnorme,Sono i quattro computer operanti in Italia nel 1964. Cosa avrei dovuto elencare, quando lui parla di 50 anni?
        e il luna, ovviamente si riferiva all'oggetto da
        tavolo, la Programma 101 (il primo personal
        computer alias calcolatrice programmabile,
        secondo gli attuali parametri)...... ci si
        potrebbe chiedere perche' 50 anni, visto che e'
        stata presentata nel '65 Ecco, appunto. :|Tra l'altro è vero che l'Olivetti era italiana, ma la Programma 101 vendette quasi esclusivamente all'estero. Non c'era mercato in Italia, all'epoca, non c'era richiesta. Quindi di nuovo: ma quale rivoluzione, anche spostando l'anno un po' dopo il 1964?
        • 72 jaguar e un furgone scrive:
          Re: L'impressione
          "Me sfuggito" il particolare che facendo un censimento "today" nessun computer italiano è presente in Italia. E all'epoca non è che fossero poi tante le nazioni che potevano vantare un numero di computer installati che non si potesse contare con le dita. Ciò detto nulla di tutto questo aggiunge o toglie nulla al titolo o all'articolo in oggetto che è ovviamente del tutto opinabile.
          • Leguleio scrive:
            Re: L'impressione

            "Me sfuggito" il particolare che facendo un
            censimento "today" nessun computer italiano è
            presente in Italia.No, non è del tutto vero, c'è Eurotech:http://www.eurotech.com/DLA/PressRoom/Pressreview/200503/AffarieFinanza20050307.pdfMa il contesto internazionale della produzione dei computer è molto cambiato, da allora. :Per dire, non è che ci siano aziende britanniche o tedesche degne di nota, nella produzione di computer.
            E all'epoca non è che fossero poi tante le
            nazioni che potevano vantare un numero di
            computer installati che non si potesse contare
            con le dita.Probabilmente no. L'Italia su alcune cose in quegli anni era all'avanguardia, ad esempio, se le informazioni di cui dispongo non sono errate, è stato il primo Paese in Europa (e fra i primi al mondo) ad avere la teleselezione interurbana: niente più operatori centralinisti a partire dal 1960.
        • bubba scrive:
          Re: L'impressione
          - Scritto da: Leguleio


          Un po' di entusiasmo di troppo, o
          sbaglio?!?



          si, Luna e' cosi'....... e imho e' un male,

          perche' non di rado fa la figura del
          peracottaro,

          ma

          cmq....


          E tu come lo sai?beh se facessi il proctologo, non lo saprei... ma visto che mi occupo di cose ITC da +30 anni.... ho letto (a scrocco) anche parecchi numeri della variante ITC di Vogue.. ossia wired italia :) Sullo 'scrocco' ci sarebbe da raccontare anche un episodio emblematico del Luna entusiasta (bene) ma che fa figure da peracottaro (male)....



          Nel


          1964 in Italia una rivoluzione? Ma se
          c'era


          giusto la CEP e l'Elea 9003; poi
          c'erano
          due


          computer importati, il CRC 102A della
          Computer


          Research Corporation californiana, a
          Milano,
          e

          il


          MARK I della ditta britannica Ferranti,
          a
          Roma.





          Me sfuggito qualcosa, sempre nell'anno
          di
          grazia


          1964?


          A parte che nell'elenco hai pescato roba
          abnorme,

          Sono i quattro computer operanti in Italia nel
          1964. Cosa avrei dovuto elencare, quando lui
          parla di 50
          anni?lui non parla di mainframe (ne di computer). era una idea tua. ma di invenzioni/innovazioni hitech. Ovviamente il riferimento ai 50 anni -come avevi certamente letto- era all'olivetti della Programma 101. ossia non di un armadio (che gia' c'erano) ma di un personal computer (ossia innovazione mondiale. poi possiamo disquisire sul fatto se non fosse "soltanto" una calcolatrice programmabile.... )Come abbiamo gia' scritto, si puo' pignolare sui "50 anni" -motivo della tua polemica-, visto che fu presentato nel 1965 (cosa che poi scrive Luna stesso nella timeline).... io son andato oltre, visto nel nel '64 l'olivetti ha firmato l'inizio della fine (delle innovazioni) :P



          e il luna, ovviamente si riferiva
          all'oggetto
          da

          tavolo, la Programma 101 (il primo personal

          computer alias calcolatrice programmabile,

          secondo gli attuali parametri)...... ci si

          potrebbe chiedere perche' 50 anni, visto che
          e'

          stata presentata nel '65

          Ecco, appunto. :|
          Tra l'altro è vero che l'Olivetti era italiana,
          ma la Programma 101 vendette quasi esclusivamente
          all'estero. Non c'era mercato in Italia,
          all'epoca, non c'era richiesta. Quindi di nuovo:
          ma quale rivoluzione, anche spostando l'anno un
          po' dopo il
          1964?per quello il riferimento alla general electric risulta particolarmente sadico :P il mercato stava nascendo (=quindi sarebbe stato ottimo essere in prima linea) ma parecchie cose hanno cospirato contro... politicanti proni agli Usa (che guardavano storto olivetti e l'ict autoctono), la morte del dinamico duo ecc. Il merito cmq all'inventiva e al pionierismo non si cancella (anzi ci hanno pure clonato), anche se non ha avuto il corrispettivo 'premiante' del mercato interno. All'estero invece ha venduto relativamente bene.
          • Leguleio scrive:
            Re: L'impressione

            beh se facessi il proctologo, non lo saprei... ma
            visto che mi occupo di cose ITC da +30 anni....Seee, dal 1981... Ricordi ancora il giorno dell'annuncio che la IBM entrava nel mercato del personal computer, magari. Nel 1981 non eri ancora nato.
            ho letto (a scrocco) anche parecchi numeri della
            variante ITC di Vogue.. ossia wired italia :) Ma lo sa Riccardo Luna che c'è chi la definisce così? (newbie)Meno male che non è stata definita la Novella 2000 dell'ITC.


            A parte che nell'elenco hai pescato roba

            abnorme,



            Sono i quattro computer operanti in Italia nel

            1964. Cosa avrei dovuto elencare, quando lui

            parla di 50

            anni?
            lui non parla di mainframe (ne di computer). era
            una idea tua. ma di invenzioni/innovazioni
            hitech.Nel 1964 di digitale c'era questo. Non c'erano né le calcolatrici tascabili, né la Rete internet, né i DAT e i CD. Perfino in ambito professionale c'era sì la videoregistrazione Ampex e Telcan, ma era in formato analogico.Fammi pensare cosa c'era di digitale nel 1964, oltre ai quattro bestioni citati......Il telegrafo e la telescrivente! :D
            Il merito cmq all'inventiva e al pionierismo non
            si cancella (anzi ci hanno pure clonato), anche
            se non ha avuto il corrispettivo 'premiante' del
            mercato interno. All'estero invece ha venduto
            relativamente
            bene.I famosi prodotti da esportazione dell'Italia. Per il mercato interno sono poco appetibili.
          • bubba scrive:
            Re: L'impressione
            - Scritto da: Leguleio

            beh se facessi il proctologo, non lo
            saprei...
            ma

            visto che mi occupo di cose ITC da +30
            anni....

            Seee, dal 1981... Ricordi ancora il giorno
            dell'annuncio che la IBM entrava nel mercato del
            personal computer, magari.ibm? ma hai mai letto i miei post? sono stato C= addicted per secoli :)(cmq si l'ho letto, l'annuncio. ma nell'82 o 83 gh. il 5150 cmq lo usai in azienda da mio padre. io avevo un molto piu' economico z80 )
            Nel 1981 non eri ancora nato.magari :


            ho letto (a scrocco) anche parecchi numeri
            della

            variante ITC di Vogue.. ossia wired italia
            :)


            Ma lo sa Riccardo Luna che c'è chi la definisce
            così?
            (newbie)
            Meno male che non è stata definita la Novella
            2000
            dell'ITC."novella 2000" non avuto avrebbe senso...... l'hai mai sfogliato wired italia?



            A parte che nell'elenco hai
            pescato
            roba


            abnorme,





            Sono i quattro computer operanti in
            Italia
            nel


            1964. Cosa avrei dovuto elencare,
            quando
            lui


            parla di 50


            anni?


            lui non parla di mainframe (ne di computer).
            era

            una idea tua. ma di invenzioni/innovazioni

            hitech.

            Nel 1964 di digitale c'era questo. Non c'erano né
            le calcolatrici tascabili, né la Rete internet,
            né i DAT e i CD. Perfino in ambito professionale
            c'era sì la videoregistrazione Ampex e Telcan, ma
            era in formato
            analogico.
            Fammi pensare cosa c'era di digitale nel 1964,
            oltre ai quattro bestioni
            citati...
            .
            .
            .
            Il telegrafo e la telescrivente! :Dstrane capriole mentali... :P si e' gia' detto che nel '64 tirar fuori la programma 101 e' un po' forzato, ma era quello il senso del post di Luna... "50 anni di hitech : da p101 ad arduino" ..... scandiva 50 e oltre anni inframezzando invenzioni e inventori italiani al fluire mondiale degli eventi (nel mercato hitech). Il resto del tuo discorso non ha molto senso... ossia, prima del '64 c'erano gia' molte invenzioni hitech... considerando che il transistor e' degli anni '40.. e i modem ('militari') c'erano gia' negli anni '50.. per dire.


            Il merito cmq all'inventiva e al pionierismo
            non

            si cancella (anzi ci hanno pure clonato),
            anche

            se non ha avuto il corrispettivo 'premiante'
            del

            mercato interno. All'estero invece ha venduto

            relativamente

            bene.

            I famosi prodotti da esportazione dell'Italia.
            Per il mercato interno sono poco
            appetibili.beh purtroppo c'e' poco da sXXXXXXX... Quella olivetti era un Esempio innovativo per molti versi (e NON a tutti piaceva, ne, in quanto pioneristica, veniva da tutti capita)
          • Leguleio scrive:
            Re: L'impressione


            Ma lo sa Riccardo Luna che c'è chi la definisce

            così?

            (newbie)

            Meno male che non è stata definita la Novella

            2000

            dell'ITC.
            "novella 2000" non avuto avrebbe senso......
            l'hai mai sfogliato wired
            italia?No. Solo la versione online, un paio di volte.

            Nel 1964 di digitale c'era questo. Non c'erano


            le calcolatrici tascabili, né la Rete internet,

            né i DAT e i CD. Perfino in ambito professionale

            c'era sì la videoregistrazione Ampex e Telcan,
            ma

            era in formato

            analogico.

            Fammi pensare cosa c'era di digitale nel 1964,

            oltre ai quattro bestioni

            citati...

            .

            .

            .

            Il telegrafo e la telescrivente! :D
            strane capriole mentali... :P Io mi attengo alle definizioni. Il digitale non è quello che ha in testa Riccardo Luna. Ma quello che funziona in base al sistema binario.
            si e' gia' detto
            che nel '64 tirar fuori la programma 101 e' un
            po' forzato, ma era quello il senso del post di
            Luna... "50 anni di hitech : da p101 ad arduino"
            ..... scandiva 50 e oltre anni inframezzando
            invenzioni e inventori italiani al fluire
            mondiale degli eventi (nel mercato hitech).In effetti in quell'articolo si capisce che confonde bellamente high technology e digitale. Ma sono cose ben diverse, high technology si può benissimo applicare al settore aerospaziale oppure alla fisica nucleare.
            Il resto del tuo discorso non ha molto senso...
            ossia, prima del '64 c'erano gia' molte
            invenzioni hitech... Va' a dirlo a Riccardo Luna. La cifra tonda "50 anni" è sua. :D
            considerando che il
            transistor e' degli anni '40.. e i modem
            ('militari') c'erano gia' negli anni '50.. per
            dire.E il pacemaker. E le telecomunicazioni via satellite.

            I famosi prodotti da esportazione dell'Italia.

            Per il mercato interno sono poco

            appetibili.
            beh purtroppo c'e' poco da sXXXXXXX... Quella
            olivetti era un Esempio innovativo per molti
            versi (e NON a tutti piaceva, ne, in quanto
            pioneristica, veniva da tutti
            capita)Lo scollamento fra ricerca e società reale. Uno scollamento anche economico, inutile nasconderlo, in quegli anni il prezzo della Olivetti Programma 101 era proibitivo in Italia, ma sostenibile in Nordamerica.
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