Germania, la privacy del lavoratore è sacra

Un disegno di legge per garantire i candidati rispetto ai datori di lavoro curiosi. Profili di Facebook off limits. E in ogni caso, gli errori di gioventù non saranno tenuti in redazione. È la legge sul diritto all'oblio?
Un disegno di legge per garantire i candidati rispetto ai datori di lavoro curiosi. Profili di Facebook off limits. E in ogni caso, gli errori di gioventù non saranno tenuti in redazione. È la legge sul diritto all'oblio?

Privacy e Germania: un connubio che, dalle ultime vicende , appare indissolubile. A rinforzare questa convinzione le ultime iniziative del legislatore tedesco a tutela del privato dell’impiegato.

Un nuovo disegno di legge al vaglio in Germania, infatti, proibirebbe al datore di lavoro di controllare i candidati ad una posizione aperta dando un’occhiata alla loro pagina Facebook , o ad altri social network non specificatamente orientati alla divulgazione di curriculum (come LinedIn o Xing).

Ancora possibile, invece, cercare su Google informazioni sulla persona da assumere: in ogni caso, tuttavia, non dovrebbero essere valutate le informazioni troppo vecchie e quelle non direttamente controllabili dal candidato. Da verificare, una volta che la legge sarà applicata, come verranno considerate gli status update (o le foto) di Facebook et similia indicizzate dal motore di ricerca o come verrà verificato l’eventuale utilizzo di informazioni teoricamente proibite .

La proposta di legge, avanzata dal Ministro degli interni Thomas de Maiziere, dovrebbe essere votata mercoledì. Oltre a queste disposizioni la proposta disporrebbe anche i confini della videosorveglianza (ribadendo, per esempio, la proibizione di videocamere in bagni, camerini e stanze da letto), le situazioni in cui possono essere richiesti esami medici in ambito lavorativo e le condizioni a cui sono sottoposte le misure di tecnocontrollo sull’ambiente di lavoro .

Claudio Tamburrino

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