Giù le mani dal netstrike

Le manifestazioni virtuali sono equiparate in Europa ad atti di sabotaggio informatico e di terrorismo. Una situazione intollerabile. Interviene il senatore dei verdi Fiorello Cortiana. La questione è seguita anche negli USA
Le manifestazioni virtuali sono equiparate in Europa ad atti di sabotaggio informatico e di terrorismo. Una situazione intollerabile. Interviene il senatore dei verdi Fiorello Cortiana. La questione è seguita anche negli USA


Roma – Sono in molti a non digerire il fatto che una manifestazione elettronica come un netstrike possa essere equiparata a gravi crimini elettronici, eppure è quanto accaduto in Europa con il varo nei giorni scorsi delle nuove sanzioni per azioni di cracking e di sabotaggio informatico o terrorismo.

In Italia la notizia, accolta con un sostanziale silenzio da parte della classe politica, ha però suscitato le ire del senatore dei verdi Fiorello Cortiana, da tempo impegnato su un altro fronte della rivoluzione digitale: l’open source.

In una piccata nota diffusa ieri, Cortiana ha spiegato che il Consiglio europeo della Giustizia ha avviato una direttiva che equipara spammer, netstriker e terroristi informatici sotto l’unica definizione di coloro che inviano materiale elettronico non richiesto.

“E’ assolutamente inaccettabile – ha attaccato Cortiana – che chi protesta in modo pubblico e virtuale, come è avvenuto il 15 febbraio con il blocco di diversi siti dell’amministrazione americana, possa essere equiparato a chi riempie le caselle postali di migliaia di messaggi pubblicitari, magari pornografici, e addirittura a chi usa gli strumenti informatici con intenzioni terroristiche”.

“Un netstrike – ha continuato – cioè una contemporanea richiesta di accesso ad un server da parte di migliaia di utenti o l’intasamento di e-mail di una casella da parte degli utenti, è un atto equivalente ad un corteo, quando le strade vengono intasate dai manifestanti, ed è un atto perfettamente legale”.

Per queste ragioni, e perché l’equiparazione al terrorismo informatico è irragionevole a livello comunitario e incostituzionale a livello italiano, Cortiana ha già presentato una interrogazione al ministro della Giustizia Castelli perché verifichi se la decisione presa a Bruxelles “non sia, come io ritengo, inapplicabile nel nostro Paese, vista la nostra legislazione e la nostra costituzione”.

Da segnalare che il New York Times ha dedicato un lungo articolo proprio in queste ore al clamoroso divieto espresso dalla UE nei confronti del netstrike.

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05 03 2003
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