Giappone, liberato il papà di Winny

La Corte Suprema nipponica scagiona lo sviluppatore del software P2P da un milione di utenti. Non avrebbe mai avuto l'obiettivo di distribuire contenuti in violazione del copyright. L'abuso non è insito nel client
La Corte Suprema nipponica scagiona lo sviluppatore del software P2P da un milione di utenti. Non avrebbe mai avuto l'obiettivo di distribuire contenuti in violazione del copyright. L'abuso non è insito nel client

Ad intervenire sono stati i giudici della Corte Suprema in terra nipponica: Isamu Kaneko, creatore della piattaforma P2P Winny, è stato definitivamente scagionato dalle accuse mosse nel 2004 per violazione massiva del copyright. Dichiarato non responsabile delle attività illecite intraprese da oltre un milione di netizen del Sol Levante .

È stata dunque confermata la sentenza in appello che aveva annullato la multa da 1,5 milioni di yen (12mila euro circa) stabilita dai legittimi detentori dei diritti. Il ricercatore dell’Università di Tokyo non avrebbe sviluppato il software Winny con l’obiettivo di distribuire materiale non autorizzato .

Sempre secondo i giudici della Corte Suprema – 4 a 1 l’esito delle votazioni – l’informatico giapponese non avrebbe mai incoraggiato gli utenti del suo programma a violare le vigenti leggi sul copyright . L’uso più o meno legale del programma verrebbe deciso solo ed esclusivamente dai netizen.

Ha così vinto ancora la posizione portata avanti in aula dalla difesa: l’unico proposito del software sarebbe la verifica pratica di una tecnologia, non essendoci peraltro nessun contatto diretto con un numero indefinito di utenti che avrebbero caricato contenuti non autorizzati.

Mauro Vecchio

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27 12 2011
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