Giappone, il creatore di Winny finirà in carcere?

Chiesto un anno di reclusione per Isamu Kaneko, il programmatore che ha realizzato il software P2P più diffuso del Sol Levante. Winny avrebbe promosso la diffusione abusiva di contenuti protetti dal diritto d'autore

Kyoto – Continua l’odissea legale di Isamu Kaneko, creatore di Winny , la piattaforma P2P più amata dagli utenti giapponesi. A due anni dall’ arresto del programmatore, da sempre professatosi innocente , i magistrati giapponesi hanno raggiunto una decisione sulla pena da infliggere all’imputato: un anno di reclusione , per aver creato un software che “promuove la violazione del diritto d’autore”, si legge in un comunicato dell’agenzia nipponica Kyodo .

Secondo i magistrati, lo sviluppo di Winny ha provocato “gravi ripercussioni” sulla società giapponese ed ha permesso agli utenti Internet di compiere numerosi crimini legati alla sfera della proprietà intellettuale. Kaneko continua a difendersi sostenendo di aver realizzato Winny “unicamente per motivi di studio” e di carattere accademico. Il sistema, concettualmente basato sul celebre WinMX, è il punto d’incontro tra reti crittografate e programmi di file sharing “tradizionali”.

In base alle accuse comminate a Kaneko, che nel 2002 ha iniziato a distribuire gratuitamente Winny dal suo sito web personale, “il programma dà la possibilità agli utenti di scaricare file illegalmente”. Per molti osservatori la criminalizzazione degli strumenti di condivisione è intrinsecamente errata, sia secondo il senso comune, in quanto il programma in sè è assolutamente neutro, sia sotto il profilo giuridico, poiché le violazioni del copyright attraverso un sistema P2P sono una conseguenza del comportamento dei singoli utenti.

Non sono mancati alcuni eclatanti episodi di cronaca legati a questo software: il più disastroso è quello del commissario che ha condiviso l’archivio del dipartimento di polizia presso il quale lavorava. Malgrado le funzionalità di cifratura dei dati offerte dalla piattaforma di condivisione, alcuni utenti di Winny sono finiti in manette ed hanno scatenato una lunga serie di indagini e processi da parte delle forze di polizia nipponiche.

Winny ha da sempre rappresentato una sorta di “grande magazzino” per la diffusione illecita delle produzioni animate giapponesi, particolarmente apprezzate anche al di fuori del paese del Sol Levante. Sebbene la popolarità di Winny si estenda soprattutto nel sud-est asiatico, ed in particolar modo tra la Corea del Sud ed il Giappone, il software è largamente utilizzato anche nel resto del globo.

Tommaso Lombardi

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