Giappone, lo smartphone in tutti sensi

Feedback aptico per tastiere virtuali e conduzione ossea per la trasmissione sonora. Soluzioni per gli smartphone del futuro proposte dalla giapponese KDDI

Roma – Non tutti amano la scivolosità del touchscreen e il fatto che lo schermo dello smartphone non possa restituire un qualche feedback “fisico” alla pressione. Per questo motivo diverse aziende stanno provando a far diventare reale la tastiera virtuale, lavorando sul vibro-tattile.

L’operatore telefonico giapponese KDDI è impegnato in prima linea sull’argomento feedback aptico , con un prototipo di smartphone tattile che prova ricreare il rilievo tipico dei pulsanti sul display touch, anche per venire incontro alle esigenze dei non vedenti.

Il prototipo del dispositivo mostrato al CEATEC 2011 utilizza la vibrazione a diversi livelli, per far distinguere, ad esempio, tra la pressione del tasto e il semplice scorrimento del polpastrello sulle lettere. Chi ha già toccato con mano la tecnologia KDDI parla di risultato convincente e di un sistema che consente un controllo del touchscreen indubbiamente più accurato.

Con l’occasione, KDDI ha mostrato anche la sua idea di audio applicata allo smartphone, utile per chi presenta una qualche disabilità uditiva. L’azienda nipponica ripropone infatti il concetto della conduzione ossea , che fa vibrare i suoni in testa puntando al nervo acustico, senza passare per le orecchie. Appoggiando lo smartphone in prossimità di un osso del cranio è possibile rispondere ad una telefonata anche con i tappi nelle orecchie.

Roberto Pulito

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    spaculatori
    "C'era" e "una volta" vanno d'accordo come il latte e il vino o la nutella e la birra. Orrenda espressione.Al di la dell'orrorifica espressione che trova disgraziatamente posto nei racconti per bambini, le operazioni contro la borsa e gli arrampicatori dei risparmi altrui, la condivido.Il sistema va cambiato, gli alibratori dovrebbero essere una razza già estinta.Invece sono tutti li: sono loro che manipolano la crisi, insieme alle agenzie di rating che sinceramente, non si capisce a cosa servono se non a vendere valutazioni ovverossia, progetti di speculazione.Tutta questa gente la manderei in miniera a spalare il carbone.
    • ABC scrive:
      Re: spaculatori
      Le agenzie di rating sono fondamentali , per evitare che fenomeni come quelli della Lehman Brother siano ordinaria amministrazione.Il fatto è che capita che siano collusi nelle speculazioni ed invece che vigilare sui conti delle grosse aziende (per tutelare gli investitori) ci speculano.Fortunatamente , quando una di queste ditte viene colta a speculare fallisce all'istante in quanto perde di credibilità.Condivido il rancore per questo sistema che non va , ma non credo che ragionamenti semplicistici , quasi da bar siano la soluzione.Forse non è la finanza in se , ma questo ritorno al liberismo selvaggio , che ci porta a misurare il benessere con il Pil e a svendere (distrutturare ossia ristrutturare distruggendo) le cose dello stato (ivi inclusa la sovranità) in modo indiscriminato senza effettuare miglioramenti o investimenti che non siano solamente virtuali (pura finanza ma nulla di concreto , nessun innovazione delle infrastrutture).Ecco se i nostri governanti non avessero commesso questi , che per me sono a torto o ragione , errori bhe allora forse non saremmo messi così male.
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