Giornalista rapito, SOS via Twitter

Detenuto in Afganistan, sembrerebbe riuscito ad utilizzare il cellulare di uno dei carcerieri. Comunicando la sua sorte e il luogo dove era trattenuto. Ora è libero

Roma – Kosuke Tsuneoka, inviato giapponese in Afganistan e tenuto prigioniero da terroristi, sarebbe riuscito a comunicare la sua sorte e il fatto che fosse vivo via Twitter.

Dopo cinque mesi in cui è stato tenuto prigioniero da membri del gruppo Hizb-e-Islami, la vicenda ha assunto connotati intricati: un secondino sprovveduto avrebbe mostrato al prigioniero il suo Nokia N70 e, non capace di utilizzarne la connessione Internet, avrebbe chiesto aiuto al giapponese .

Tsuneoka a quel punto, approfittando dell’inaspettato mezzo di comunicazione, avrebbe spiegato il funzionamento della connessione e suggerito l’utilizzo di Twitter come mezzo per rintracciare altri giornalisti: nel frattempo, però, ne approfittava per accedere al suo account Twitter e tramite di esso comunicare la propria postazione e lanciare l’SOS .

“Sono ancora vivo, ma in prigione” e “Mi trovo a Kunduz. Nella prigione del comandante Lativ”, i due cinguettii. Il fatto che fossero scritti in inglese e che non provenissero dal consueto client utilizzato dal giornalista nelle ore successive alla loro comparsa hanno subito attirato l’attenzione e i dubbi dei suoi follower.

Qualche giorno dopo, si pensa senza alcun collegamento con i cinguettii, le porte di uscita dalla sua prigionia gli sono state aperte per la seconda volta: già nel 2001, in Georgia, era stato rapito. A salvarlo da una fine peggiore, forse il fatto che nel 2000 si sia convertito all’Islam: nessun riscatto sarebbe d’altraparte stato pagato secondo quanto riferito dal Governo giapponese.

Claudio Tamburrino

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  • panda rossa scrive:
    Voglio sperare che il libro sia libero..
    Questo si e' copiato testi e discussioni che la wiki rilascia con licenza CC, e ne ha fatto un libro.Voglio sperare che il libro sia libero e distribuito in CC.
    • Antony scrive:
      Re: Voglio sperare che il libro sia libero..
      Si ma di certo devi pagare, almeno per il lavoro di aver messo insieme tutti i pezzi in senso logico e comunque il materiale cartaceo come materia prima ;)
      • panda rossa scrive:
        Re: Voglio sperare che il libro sia libero..
        - Scritto da: Antony
        Si ma di certo devi pagare, almeno per il lavoro
        di aver messo insieme tutti i pezzi in senso
        logico e comunque il materiale cartaceo come
        materia prima
        ;)Lavoro che non e' comunque soggetto a diritto d'autore.
        • Burp scrive:
          Re: Voglio sperare che il libro sia libero..
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: Antony

          Si ma di certo devi pagare, almeno per il lavoro

          di aver messo insieme tutti i pezzi in senso

          logico e comunque il materiale cartaceo come

          materia prima

          ;)

          Lavoro che non e' comunque soggetto a diritto
          d'autore.Infatti basta vedere come sono fatti questi volumi:http://www.flickr.com/photos/stml/4932045976/in/set-72157624693833091/http://booktwo.org/notebook/wikipedia-historiography/Da quel che vedo e leggo, sembrerebbe che abbia preso una delle edit war di Wikipedia e abbia fatto un copia e incolla della cronologia della pagina. Se pubblicava un link alla cronologia era lo stesso, anzi si risparmiava qualche albero. Serve a qualche esquimese senza Internet? Serve a qualcuno che ha la pruderia di spulciarsi tutte le modifiche, ma che fatica a leggere sui monitor, è disposto a comprare qualcosa che c'è gratis e gli vanno bene dei volumi che appena usciti sono già indietro? Serve ad immortalare tutte queste modifiche, le edit war e le XXXXXte? Scolpirle sulla pietra, già che c'era? Nelle immagini che ho visto, non ho visto analisi o qualsivoglia cosa che provenga dal suo sacco. E della licenza CC, in una immagine si vede che...http://www.flickr.com/photos/stml/4932045000/in/set-72157624693833091/A questo punto mi aspetto che come minimo li venda al prezzo di costo (carta, rilegatura, trasporto), senza guadagno.
          • AllYourBase AreBelongT oUs scrive:
            Re: Voglio sperare che il libro sia libero..
            - Scritto da: Burp
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Antony


            Si ma di certo devi pagare, almeno per il
            lavoro


            di aver messo insieme tutti i pezzi in senso


            logico e comunque il materiale cartaceo come


            materia prima


            ;)



            Lavoro che non e' comunque soggetto a diritto

            d'autore.

            Infatti basta vedere come sono fatti questi
            volumi:
            http://www.flickr.com/photos/stml/4932045976/in/se
            http://booktwo.org/notebook/wikipedia-historiograp
            Da quel che vedo e leggo, sembrerebbe che abbia
            preso una delle edit war di Wikipedia e abbia
            fatto un copia e incolla della cronologia della
            pagina. Se pubblicava un link alla cronologia era
            lo stesso, anzi si risparmiava qualche albero.
            Serve a qualche esquimese senza Internet? Serve a
            qualcuno che ha la pruderia di spulciarsi tutte
            le modifiche, ma che fatica a leggere sui
            monitor, è disposto a comprare qualcosa che c'è
            gratis e gli vanno bene dei volumi che appena
            usciti sono già indietro? Serve ad immortalare
            tutte queste modifiche, le edit war e le XXXXXte?
            Scolpirle sulla pietra, già che c'era?


            Nelle immagini che ho visto, non ho visto analisi
            o qualsivoglia cosa che provenga dal suo sacco. E
            della licenza CC, in una immagine si vede
            che...
            http://www.flickr.com/photos/stml/4932045000/in/se
            A questo punto mi aspetto che come minimo li
            venda al prezzo di costo (carta, rilegatura,
            trasporto), senza
            guadagno.Sei confuso... Libero e gratuito sono concetti differenti. Ciò detto, non trovo affatto scandaloso fare pagare il proprio lavoro, cioè il proprio tempo e il proprio impegno.
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