Gmail: lotta ai malware tra gli allegati con l'IA

Da bigG l'annuncio di una tecnologia grazie alla quale viene rafforzato il sistema di protezione delle caselle Gmail contro gli allegati pericolosi.
Da bigG l'annuncio di una tecnologia grazie alla quale viene rafforzato il sistema di protezione delle caselle Gmail contro gli allegati pericolosi.

Il lavoro di Google per rendere sicure le caselle di Gmail non si è mai interrotto, facendo fronte di volta in volta a minacce in continua evoluzione che vanno dalle campagne di phishing allo spam. Anche sul fronte malware e allegati sospetti il gruppo di Mountain View non si è adagiato sugli allori: a tal proposito, in quest’ottica si inserisce una nuova iniziativa annunciata oggi e che fa leva sul deep learning.

Google: l’IA per rendere Gmail più sicuro

L’intelligenza artificiale al servizio della sicurezza per la piattaforma, più precisamente un modello TensorFlow istruito con TFX (TensorFlow Extended) per lavorare in accoppiata con uno strumento in grado di analizzare ogni diverso formato di file, cercando per ognuno segnali identificativi di un attacco o la presenza di codice maligno: dalle macro nei fogli di lavoro fino alle tecniche impiegate per sottrarre i dati. Grazie a questo approccio, introdotto a fine 2019, è stato finora intercettato il 10% in più di documenti Office corrotti e fino al 150% in più se si prendono in considerazione altri tipi di violazioni.

I margini di miglioramento sono in ogni caso molto ampi: al momento l’attività dello scanner si concentra esclusivamente sui documenti (che costituiscono il 58% dei malware scovati su Gmail) e ancor più nel dettaglio su quelli Office. Nella roadmap una sua applicazione anche ad altri formati.

Delle modalità di accesso da parte di Mountain View a messaggi e allegati si è scritto molto negli anni scorsi, soprattutto a proposito dell’esigenza di trovare un equilibrio tra la necessità offrire un servizio evoluto (catalogazione automatica delle email in categorie, assegnazione di priorità a quelle più importanti ecc.) e il bisogno di tutelare la privacy. Il post di bigG che annuncia la novità afferma che Google è attualmente in grado di esaminare oltre 300 miliardi di allegati ogni settimana.

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