Gmail, le reazioni con emoji anche per gli utenti Workspace

Gmail, le reazioni con emoji anche per gli utenti Workspace

Le reazioni con emoji esistono su Gmail da oltre due anni. Dal 9 febbraio diventano predefinite su Workspace, ecco come funzionano.
Gmail, le reazioni con emoji anche per gli utenti Workspace
Le reazioni con emoji esistono su Gmail da oltre due anni. Dal 9 febbraio diventano predefinite su Workspace, ecco come funzionano.

C’è una funzione su Gmail che esiste da oltre due anni e che probabilmente nessuno ha mai usato. Forse non si sapeva nemmeno che esistesse. È lì, nascosta dietro una faccina sorridente microscopica accanto al pulsante “Inoltra”, a fare compagnia a tutti gli altri pulsanti che Google infila nelle sue interfacce sperando che qualcuno prima o poi ci clicchi sopra.

Stiamo parlando delle reazioni con emoji. Sì, quelle che si usano su WhatsApp, Telegram e praticamente ogni altra piattaforma di messaggistica esistente. Solo che su Gmail erano molto ben camuffate. Ora Google le ha rese predefinite per tutti gli account Workspace a partire dal 9 febbraio.

Le reazioni emoji di Gmail attive di default per gli utenti Workspace, come funzionano

Il meccanismo è semplice. Si clicca sulla faccina nascosta, si sceglie un’emoji, e invece di scrivere un’email che dice Grazie, si manda un pollice in su. Il destinatario, se usa Gmail, vedrà la reazione in fondo al messaggio e un aggiornamento del thread nella posta in arrivo.

Se invece usa Outlook, Yahoo Mail, o qualsiasi altro client di posta elettronica che non sia Gmail, riceverà un’email separata con scritto l’utente ha reagito tramite Gmail.

Quando le email diventano messaggini, sarà un bene?

Google aveva già introdotto le reazioni come opzione per Workspace lo scorso aprile, quindi forse qualcuno le ha viste spuntare nelle email di lavoro prima di questo annuncio ufficiale. Ora diventeranno predefinite, il che significa che ci si ritroverà con icone sorridenti, pollici alzati e cuoricini in mezzo alle comunicazioni aziendali.

Se più persone reagiscono allo stesso messaggio, Gmail mostra quante persone hanno usato ogni emoji. Passando il mouse sopra, si scopre chi ha mandato cosa. È come i “like” su Facebook, ma per le email.

I limiti bizzarri

Naturalmente, Google ha messo dei paletti. Le reazioni non funzionano se il messaggio è inviato a una mailing list di gruppo, se ci sono più di 20 destinatari, o se sono già state inviate più di 20 reazioni allo stesso messaggio… Ma chi diavolo manda 20 reazioni diverse alla stessa email?

Il vero dilemma esistenziale è un altro, ha senso usare le emoji nelle email? Cliccare una faccina è oggettivamente più veloce che scrivere Perfetto, grazie, ma fa strano rispondere a un’email di lavoro con un cuoricino.

Forse Google ha ragione e questa è l’evoluzione naturale della comunicazione professionale. Forse tra qualche anno risponderemo tutti alle presentazioni trimestrali con un pollice in su e un applauso. O forse no. Forse le reazioni con emoji resteranno quella funzione nascosta che nessuno usa.

Fonte: Google
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Pubblicato il
10 gen 2026
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