Il primo annuncio arrivato dal palco del Google Cloud Next 19 è quello relativo ad Anthos. Si tratta di una nuova piattaforma ibrida e open, fino ad oggi nota come Cloud Services Platform durante la fase beta, strutturata in modo da consentire l’esecuzione delle applicazioni in modo semplice, flessibile e sicuro, compatibile con gli standard del settore.

Anthos per il multi-cloud

Anthos (chissà se il nome è un riferimento voluto alla tragedia greca o all’universo Marvel) si rivolge a tutte quelle aziende e a quei professionisti che pur intravedendo e comprendendo le potenzialità legate al cloud ancora faticano ad abbracciare questo tipo di innovazione perché bloccati dalla prospettiva di rimanere legato a un unico fornitore. Entra in gioco dunque per offrire una soluzione compatibile con i più disparati ecosistemi, compresi quelli forniti da concorrenti come Amazon Web Services e Microsoft Azure, senza dimenticare i software on-premises già impiegati.

Il cliente ha così la possibilità di gestire come meglio desidera, anche a seconda delle specifiche esigenze, i propri carichi di lavoro. E lo può fare lanciando un’applicazione sull’infrastruttura gestita da uno qualunque dei provider a cui si affida, senza dover per forza conoscere ogni ambiente e ogni API. È la concretizzazione della filosofia Write Once, Run Anywhere. Questo si traduce in un risparmio sia in termini economici sia per quanto concerne tempo e risorse.

Google Anthos

Tra coloro che hanno già avuto modo di sperimentare le potenzialità di Anthos (basato su Kubernetes) ci sono aziende del calibro di HSBC, Cisco e Siemens. L’elenco dei partner comprende inoltre più di 30 realtà, hardware e software, tra i quali citiamo VMware, Dell EMC, HPE, Intel e Lenovo, impegnati ad affiancare i loro clienti guidandoli nell’adozione della soluzione proposta da Google con Anthos.

Il logo di Google Anthos

Il servizio è proposto dal gruppo di Mountain View con la formula della sottoscrizione, con prezzi a partire da 10.000 dollari al mese per 100 vCPU. Per coloro che già gestiscono le proprie applicazioni affidandosi ad altre soluzioni, bigG mette a disposizione in versione beta lo strumento Anthos Migrate.

Fonte: Google
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