Google: i contenuti generati dall'IA come lo spam

Google: i contenuti generati dall'IA come lo spam

Un monito nei confronti di chi pubblica testi e contenuti generati automaticamente dall'IA: Google li considera al pari dello spam.
Un monito nei confronti di chi pubblica testi e contenuti generati automaticamente dall'IA: Google li considera al pari dello spam.

I contenuti generati automaticamente da algoritmi di intelligenza artificiale (o da altri sistemi con la stessa finalità) e pubblicati senza un successivo intervento umano sono considerati spam. Di conseguenza, possono innescare una penalizzazione su Google. A ribadirlo in modo chiaro e netto è John Muller, Webmaster Trends Analyst di bigG.

I contenuti generati dall’IA sono considerati spam da Google?

Lo ha fatto durante una sessione a tema SEO organizzata nei giorni scorsi. Ne riportiamo di seguito in forma tradotta il passaggio più significativo (dal minuto 23:10)., Si fa esplicito riferimento a una violazione delle linee guida per i webmaster.

Per noi, rientrano essenzialmente nella categoria dei contenuti generati automaticamente. È qualcosa presente nelle linee guida per i webmaster fin dall’inizio o quasi. Le persone lo hanno fatto in molti modi differenti. Per noi, se utilizzate strumenti di machine learning per generare i vostri contenuti, è essenzialmente come se mischiaste le parole in ordine casuale, cercaste sinonimi o impiegaste trucchi legati alla traduzione. Tutte pratiche comuni. Nonostante la qualità possa oggi risultare migliore rispetto a quanto ottenuto con strumenti più datati, si tratta pur sempre di contenuti generati automaticamente e, per noi, continua a costituire una violazione delle linee guida per i webmaster. Lo considereremmo spam.

Muller cita quanto riportato nella documentazione ufficiale, in cui è messo nero su bianco che Nei casi in cui l’intento è manipolare i ranking di ricerca e non aiutare gli utenti, Google potrebbe prendere provvedimenti relativamente a tali contenuti. Alcuni esempi:

  • un testo che non ha senso per il lettore, ma che può contenere parole chiave per la ricerca;
  • testi tradotti da uno strumento automatico, senza revisione umana o selezione prima della pubblicazione;
  • testo generato tramite processi automatizzati, ad esempio catene di Markov;
  • testi generati utilizzando tecniche di creazione di sinonimi o di offuscamento automatizzate;
  • un testo generato mediante appropriazione di risultati di ricerca o feed Atom/RSS;
  • aggregazione o combinazione di contenuti provenienti da pagine Web differenti, senza apporto di un valore aggiunto sufficiente.

Google è in grado di riconoscere un testo scritto dall’IA?

A una successiva domanda in merito alla capacità, da parte di Google, di riconoscere un testo scritto interamente da un’intelligenza artificiale, Muller non fornisce una risposta altrettanto chiara.

Non posso affermarlo. Però, se notiamo qualcosa generato automaticamente, il team addetto allo spam può sicuramente intervenire.

Tradotto: anche nel caso in cui gli automatismi incaricati di indicizzare pagine e contenuti non dovessero applicare una penalizzazione in modo diretto, lo potrebbe fare il team che monitora e controlla il corretto funzionamento del motore di ricerca.

Al momento le linee guida definite da Mountain View non tengono in considerazione il grado di evoluzione delle IA. Tutto ciò che è redatto da un algoritmo e pubblicato online senza l’intervento di un autore in carne e ossa è etichettato come spam, con tutto ciò che ne consegue.

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Pubblicato il 7 apr 2022
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