Google ed il brevetto anti-spoiler

Mountain View ha la soluzione per impedire le anticipazioni di trame e intreccia più o meno volontarie snocciolate dai propri contatti sui social network

Roma – Proprio nella settimana in cui farà il suo esordio la quinta stagione del Trono di Spade, quella in cui tornerà dal passato Aegon Targaryen , Google ha ottenuto un brevetto per individuare e bloccare automaticamente gli spoiler condivisi sui social network.

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Il sistema innovativo di Google è l’oggetto del brevetto 9,002,942 appena concesso a Mountain View dall’Ufficio Marchi e Brevetti a stelle e strisce: dal titolo “Processing content spoilers” descrive (e rivendica) un sistema automatico per individuare ed oscurare gli spoiler condivisi online .

Dal momento che si intende per spoiler un’anticipazione indebita e sgradita dello svolgimento di un film, di un libro o di una puntata di un telefilm ancora non vista, la definizione di un contenuto come tale è assolutamente soggettiva: per questo il sistema di Google è ritagliato sulle necessità del singolo utente e legato all’utilizzo presso un social network che abbia la possibilità di verificare serie e film seguiti (e il punto a cui si è arrivati nella narrazione).

La logica su cui si fonda del brevetto, insomma, è che gli utenti segnalino al suo servizio l’ultima puntata vista di un determinato telefilm o l’ultima pagina letta di un determinato libro: quello sarà il confine oltre il quale si attiverà il meccanismo automatico in grado di individuare i contenuti successivi a tale linea temporale, bloccandoli ed oscurandoli con un messaggio di spoiler alert .

Il raffronto, quindi, è fatto con il database di una parte terza che concede a Google la possibilità di scandagliare e analizzare i contenuti interessati.

Sembra un sistema , insomma, che potrebbe ben funzionare nell’integrazione tra un social network e l’abbonamento a servizi streaming, come per esempio Netflix, che permette di condividere il progresso delle proprie visioni ed eventuali commenti, o con sistemi di lettura sincronizzati via app (come quello di Amazon).

Claudio Tamburrino

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