La partita a poker tra UE e Google sul caso Fitbit

Nessun vantaggio per il motore di ricerca e accesso alle informazioni per le terze parti: le richieste di Bruxelles al gruppo di Mountain View.
Nessun vantaggio per il motore di ricerca e accesso alle informazioni per le terze parti: le richieste di Bruxelles al gruppo di Mountain View.

L’acquisizione di Fitbit da parte di Google, annunciata nel novembre scorso a fronte di un investimento da 2,1 miliardi di dollari, ha attirato l’attenzione delle autorità sia in Europa sia oltreoceano. Come scritto alcune settimane fa, nel vecchio continente l’operazione otterrà il definitivo via libera solo in seguito alla sottoscrizione formale di alcuni impegni da parte del gruppo di Mountain View.

Google-Fitbit: l’Europa chiede maggiori garanzie

Dal canto suo bigG ha già promesso che le informazioni raccolte attraverso dispositivi indossabili quali smartwatch e bracciali per il fitness non verranno impiegate con finalità pubblicitarie o legate al marketing. Questo non basta, stando a quanto riportato oggi da alcune fonti ritenute a conoscenza dei piani di Bruxelles. La Commissione chiederà all’azienda di non sfruttare i dati nemmeno per il miglioramento dei servizi connessi al motore di ricerca e di renderli nel caso liberamente accessibili anche alle terze parti.

Lo smartwatch Fitbit Versa 2

Non è da escludere la possibilità che Google scelga di respingere le richieste, portando così all’apertura di un’indagine con tutto ciò che ne consegue in termini di tempistiche e non solo. L’esito della procedura sarebbe in tal caso tutt’altro che scontato come testimonia la recente vittoria di Apple, uscita a testa alta dal confronto con le autorità europee in merito al cosiddetto Sweetheart Deal siglato con l’Irlanda.

Secondo le fonti dell’indiscrezione “è come una partita di poker”. Senza la sottoscrizione a breve di un accordo tra le parti la Commissione potrebbe trovarsi più avanti costretta a dare il proprio via libera alla fase finale dell’acquisizione senza aver ottenuto in cambio alcun impegno da parte della società californiana sulle modalità di trattamento dei dati. Se ne saprà di più tra non molto: un pronunciamento ufficiale è atteso entro l’8 agosto.

Fonte: Ars Technica
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