Google Glass, smanettoni e imbarazzi

Gli occhiali di Mountain View senza veli: gli sviluppatori svelano i dettagli dei componenti hardware, gli hacker sbloccano il gadget. Intanto Eric Schmidt parla di situazioni imbarazzanti e i blogger si dividono: rivoluzione o hype?
Gli occhiali di Mountain View senza veli: gli sviluppatori svelano i dettagli dei componenti hardware, gli hacker sbloccano il gadget. Intanto Eric Schmidt parla di situazioni imbarazzanti e i blogger si dividono: rivoluzione o hype?

Le recentemente svelate specifiche ufficiali di Google Glass avevano lasciato fuori qualche piccolo “dettaglio” come il processore alla base del nuovo gadget di Mountain View, ma a colmare la lacuna ci pensano ora gli sviluppatori di app armati di debugger e un po’ di lavoro sul codice.

Jay Lee, uno dei suddetti sviluppatori, ha infatti adattato il tool “Android Debug Bridge” per funzionare con la versione di Android “Ice Cream” su cui è basato Glass (4.0.4), scoprendo che la CPU integrata negli occhialini è un SoC OMAP 4430 (ARMv7, clock ignoto) realizzato da Texas Instruments e che la memoria disponibile ai programmatori è di 682 Megabyte – probabilmente la porzione “visibile” di un totale da 1 Gigabyte.

Le specifiche corrispondono a quello che è classificabile come l’hardware per smartphone “high end” del 2011, pari al Galaxy S II di Samsung. Non che abbia molta importanza, considerando l’utilizzo tutto ricerca web e cattura video-fotografica su cui Google ha sin qui basato la promozione della utilità di Glass.

L’uso dell’eyewear di Mountain View è fortemente irreggimentato , ma un hacker è già riuscito a sbloccare la sua copia sfruttando le vulnerabilità di Ice Cream note in precedenza. Risponde Stephen Lau, tecnico di Google: al momento Glass è stato intenzionalmente distribuito senza blocco per permettere agli sviluppatori di sperimentare lo sperimentabile.

Più che ad esperimenti con il codice, però, Google Glass si candida a essere un vero e proprio test delle convenzioni sociali e di interazione umana codificate nei millenni: il presidente Erich Schmidt ammette la bizzarria di interrompere improvvisamente una conversazione per guardare nel vuoto e fornire comandi vocali al gadget, e anticipa la “sconvenienza” di usare Glass in certi luoghi pubblici o in certi contesti sociali.

Si dividono i blogger, infine, e per un “tech guru” come Robert Scoble estasiato e convertito al nuovo verbo degli occhialini Internet-dipendenti e camera-dotati, c’è chi classifica Glass come l’ennesima rivoluzione annunciata senza futuro nella società di massa. In sostanza, un nuovo Segway .

Alfonso Maruccia

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29 04 2013
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