Google Home: 20 nuovi automatismi per routine più intelligenti

Google Home: 20 nuovi automatismi per routine più intelligenti

Dalle tende intelligenti ai robot aspirapolvere, fino alle routine basate su volume e luminosità, Google Home introduce 20 nuove automazioni.
Google Home: 20 nuovi automatismi per routine più intelligenti
Dalle tende intelligenti ai robot aspirapolvere, fino alle routine basate su volume e luminosità, Google Home introduce 20 nuove automazioni.

Mentre tutti si lamentano che Gemini in Google Home confonde le lampadine con i gatti, e no, non è un’esagerazione, succede davvero, Google ha deciso di concentrarsi su qualcosa di più concreto: dare agli utenti il controllo effettivo della loro casa smart.

Arrivano 20 nuove automazioni per Google Home, e sono davvero utili

Venti nuovi strumenti di automazione stanno arrivando nell’app Google Home. Non sono funzioni spettacolari, ma sono utili, che è quello che conta. Apertura e chiusura di tende smart. Comandi avanzati per robot aspirapolvere. Controllo di lavatrici, asciugatrici, macchine da caffè. Routine basate sullo stato della TV o sul livello del volume. Anish Kattukaran, Chief Product Officer di Google Home, ha annunciato l’aggiornamento su X.

Le note di rilascio elencano una lunga serie di nuove azioni. È possibile aprire e chiudere tende motorizzate. Accendere più tipologie di dispositivi che prima l’app ignorava, attivare, solo attivare, non disattivare, sistemi di sicurezza. I robot aspirapolvere guadagnano comandi che sembrano ovvi ma che stranamente mancavano, come tornare alla base, mettersi in pausa, riavviarsi. Ora si può creare una routine tipo quando esco di casa, il robot inizia a pulire.

La vera novità è che alcuni dispositivi smart non sono più solo oggetti da comandare, ma possono diventare “condizioni” che fanno scattare altre azioni. Ad esempio: la lavatrice finisce il ciclo. Questo evento può far partire una routine, tipo accendere una luce specifica o mandare una notifica al telefono. Oppure la macchina del caffè che si accende può far scattare l’apertura delle tende, perché se ci si sta facendo un caffè probabilmente ci si è svegliati. Sono piccole catene logiche, automazioni semplici che però eliminano passaggi mentali e gesti ripetitivi.

I nuovi trigger che fanno sembrare la casa un po’ più furba

Gli attivatori, i “trigger” che fanno partire le automazioni, si arricchiscono di opzioni interessanti, come:

  • Stato di riproduzione dei contenuti multimediali: Kattukaran fa quest’esempio: Se la TV è accesa, abbassa l’intensità delle luci al 50%.
  • Livello del volume: Quindi se si alza il volume oltre una certa soglia, magari perché si sta guardando un film d’azione, le luci si abbassano automaticamente per l’esperienza cinematografica. Oppure se si abbassa il volume sotto un certo livello, le luci si riaccendono perché probabilmente il film è finito.
  • Soglie di luminosità delle lampadine: Utile per creare routine che si adattano all’illuminazione effettiva invece che all’ora del giorno.

Google Home è nato come interfaccia vocale, ma più l’ecosistema matura, più diventa chiaro che il vero valore sta nelle automazioni silenziose. La casa diventa “intelligente” quando smette di aspettare i comandi e inizia ad anticipare schemi prevedibili. E questi venti nuovi strumenti permettono esattamente questo: costruire catene di causa-effetto che rendono tua routine quotidiana leggermente più fluida.

Disponibilità

Come sempre con Google, l’accesso alle novità sarà progressivo. Inoltre, la disponibilità effettiva dipende dai produttori hardware. Google può aggiungere tutti gli strumenti di automazione che vuole, ma se il robot aspirapolvere comprato su offerta lampo non supporta i nuovi comandi, non c’è niente da fare. Google può standardizzare l’interfaccia quanto vuole, ma alla fine dipende dai singoli dispositivi implementare il supporto. E molti produttori sono… diciamo poco diligenti con gli aggiornamenti.

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Pubblicato il
13 gen 2026
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