La scena è familiare: si ospita una riunione su Google Meet, arrivano cinquanta richieste di ingresso contemporaneamente, e si deve decidere in fretta chi far entrare senza sapere se dietro quei nomi ci sono colleghi, ospiti legittimi o bot che cercano di intrufolarsi. Google ha aggiornato Meet per rendere questa decisione meno caotica e stressante, con due code separate nella funzione “bussata”, una per gli utenti sicuri, una per quelli potenzialmente rischiosi.
L’aggiornamento di Google Meet distingue utenti sicuri e sospetti all’ingresso
La prima coda raccoglie le connessioni che Google considera potenzialmente rischiose, quindi bot, utenti sconosciuti, account sospetti. L’azione predefinita per questa coda è il rifiuto automatico, l’ospite deve esaminare manualmente ogni richiesta e decidere se fare un’eccezione.
La seconda coda è per gli utenti confermati, come persone già nell’invito del calendario o membri dell’organizzazione dell’host. L’azione predefinita in questo caso, è l’ammissione automatica.

L’host mantiene la possibilità di gestire le code in blocco, cliccando “Visualizza tutti” si vede la lista completa, e con “Ammetti tutti” o “Rifiuta tutti” si può svuotare una coda istantaneamente.
I bot, un problema crescente
L’aggiornamento risponde a un problema che è peggiorato con la proliferazione di bot e agenti AI che tentano di partecipare alle riunioni, per registrare, trascrivere o semplicemente raccogliere informazioni. Separare automaticamente gli utenti verificati da quelli sospetti risparmia all’host il lavoro di controllare ogni singola richiesta e riduce il rischio di ammettere un bot per errore in una riunione riservata.
Disponibilità
Il roll out è iniziato per i clienti Google Workspace nel dominio Rapid Release. Chi è nel dominio Scheduled Release dovrà aspettare il 7 aprile 2026. Per verificare il proprio dominio, basta andare su admin.google.com > Account > Impostazioni account > Preferenze > “Nuove funzionalità.”