Google News lascia la Spagna

L'aggregatore rinuncia al mercato spagnolo, in vista dell'approvazione del cosiddetto Canon AEDE. In Germania il tentativo di costringere il servizio gratuito a pagare non ha funzionato: in Spagna andrà diversamente?

Roma – Come Mountain View aveva preannunciato , dal prossimo 15 dicembre Google News non supporterà più la Spagna ed i media spagnoli.

Lo ha comunicato il vertice di Google News Richard Gingras con un post : sul servizio, che è nato in seguito all’attacco terroristico dell’11 settembre e all’impossibilità di trovare riferimenti ad esso con una ricerca con le parole “World Trade Center” e che ora opera in più di 70 edizioni in 35 diverse lingue diverse, non troveranno più posto i giornali spagnoli.

Si tratta della una conseguenza di una nuova legge che nel Paese entrerà in vigore da gennaio e che modificherà – in particolare con l’art. 32.3 – il diritto d’autore obbligando gli aggregatori di notizie a pagare un contributo ai produttori di contenuti anche per poterne pubblicare solo una piccola anteprima : questo è il risultato della pressione dell’ Asociaciòn de Editores de Diarios Espanoles (AEDE).

Mountain View, d’altra parte, ha decisamente cambiato strategia nei confronti di questo tipo di rivendicazioni di categoria trasformate in legge: non si oppone più strenuamente, ma semplicemente preferisce far pesare la propria assenza.
In questo modo ha agito in Germania, dove alle proteste degli editori Google aveva risposto realizzando i loro desideri di non comparire più sull’aggregatore, un risultato che probabilmente si sarebbe potuto raggiungere anche con un intervento sugli algoritmi, piuttosto che con un procedimento legale. Ha così ottenuto che gli editori tedeschi si accorgessero dell’utilità del servizio in termini di traffico e tornassero uno dopo l’altro a comparire con link e anteprime su Google News.

La normativa spagnola, tuttavia, fa un passo in più rispetto a quella tedesca, cui si erano appellati gli editori in rivolta contro Google: obbliga i produttori di contenuti a richiedere il balzello agli aggregatori. In questo modo non dovrebbe dunque crearsi quella situazione concorrenziale che in Germania ha segnato il distacco fra gli editori in lotta con Mountain View e gli altri giornali rimasti sull’aggregatore.

Certo, è logico supporre che un utente desideroso di informarsi in Spagna attraverso un servizio come Google News cerchi un surrogato in una delle altre versioni nazionali di lingua spagnola: ciò non toglie che i giornali e le notizie locali non avranno più la possibilità di farsi notare sulla finestra di Google.
In Spagna resta poi operativo l’aggregatore di notizie di Yahoo, che a differenza di Google News si finanzia attraverso l’advertising. Potrebbe inoltre approfittare della lotta contro il servizio di Mountain View Facebook, che proprio in questi giorni ha annunciato la creazione di uno strumento ad hoc dedicato agli editori per la condivisione dei contenuti.

Claudio Tamburrino

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti