Google non viola il diritto d'autore

Questo il verdetto di un giudice federale statunitense, che scagiona Google dall'accusa di violazione dei diritti d'autore. L'indicizzazione informatizzata ed automatica di contenuti protetti non costituisce reato
Questo il verdetto di un giudice federale statunitense, che scagiona Google dall'accusa di violazione dei diritti d'autore. L'indicizzazione informatizzata ed automatica di contenuti protetti non costituisce reato


Mountain View (USA) – Google esce vittorioso dal tribunale federale della Pennsylvania e si salva dall’assalto legale di Gordon Roy Parker, scrittore di Philadelphia che nel 2004 denunciò il motore di ricerca per violazione del diritto d’autore , condita da diffamazione e danneggiamento. Parker, autore di numerose “guide di seduzione” ed altri manuali, sosteneva che i brani del suo libro indicizzati e visualizzati da Google costituissero “plagio e copia non autorizzata”.

Il giudice federale di Philadelphia ha fatto chiarezza ed ha respinto le accuse di Parker: “Quando un ISP immagazzina temporaneamente dati provenienti da Internet, senza alcun intervento umano ed affinché l’intero sistema informatico possa continuare ad operare regolarmente”, si legge nella sentenza , “allora non è possibile parlare di reati legati alla violazione del diritto d’autore, poiché manca completamente ogni principio d’intenzionalità”.

Si tratta di una sentenza destinata ad avere un notevole impatto sulla giurisprudenza statunitense. In pratica, il crawler automatico di un motore di ricerca è definitivamente legittimato ad eseguire copie libere di contenuto protetto, a patto che questi dati vengano utilizzati unicamente per fornire risultati di ricerca agli utenti finali del servizio.

La cache di Google , che viene utilizzata dagli utenti per raggiungere siti ormai disattivati o temporaneamente fuori uso, è quindi scagionata dalle pesantissime accuse di Parker. Lo scrittore, indignato, sostiene che “i giudici non hanno la minima idea di cosa sia una cache e non riescono a capire che Google, in realtà, sottrae e ripubblica contenuti senza alcuna autorizzazione”.

Michael Kwun, legale di Google, è “estremamente soddisfatto di questa vittoria legale”. “Il caso Parker sottolinea la totale estraneità di Google da ogni violazione: i servizi del nostro motore di ricerca rispettano perfettamente il diritto d’autore”, ha dichiarato Kwun in un’intervista rilasciata a News.com .

Parker aveva inoltre stilato una denuncia per diffamazione , ugualmente respinta dal giudice. Il servizio di ricerca Usenet fornito da Google, Groups , indicizza e mantiene alcune copie di recensioni e commenti “ostili” nei confronti dei libri di Parker. Ma non c’è niente da fare per Parker: il giudice ha stabilito che i responsabili di certi messaggi sono coloro che li firmano e non certo i motori di ricerca che ne permettono la consultazione.

Tommaso Lombardi

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

20 03 2006
Link copiato negli appunti