Green Pass: 25 avvocati chiedono l'abolizione

Green Pass: 25 avvocati chiedono l'abolizione

Secondo 25 avvocati, il Green Pass deve essere abolito perché il decreto che l'ha introdotto e i successivi violano il GDPR e la Costituzione italiana.
Secondo 25 avvocati, il Green Pass deve essere abolito perché il decreto che l'ha introdotto e i successivi violano il GDPR e la Costituzione italiana.

Un gruppo di 25 avvocati ha inviato un esposto al Garante per la protezione dei dati personali, chiedendo l’abolizione del Green Pass, in quanto i vari decreti legge emanati dal governo violano il GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) e la Costituzione italiana.

Green Pass anticostituzionale

Nell’esposto ci sono diversi riferimenti alle norme emanate nel corso degli ultimi mesi. Secondo i firmatari, il decreto legge n. 5 del 4 febbraio 2022 introduce una discriminazione tra i cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale primario e quelli che hanno ricevuto la terza dose (booster), dato che c’è una differente durata per il Green Pass (sei mesi e nessuna scadenza, rispettivamente).

Secondo gli avvocati, il divieto di utilizzare mezzi di trasporto pubblico in assenza di Green Pass è in contrasto con il regolamento 2021/953 che ha istituito la certificazione verde. L’art. 35 del GDPR impone che la DPIA (valutazione di impatto sulla protezione dei dati) sia effettuata prima di procedere al trattamento dei dati. I firmatari dell’esposto sottolineano che ciò non è avvenuto prima dell’emanazione dei vari decreti, pertanto il Green Pass è illegale.

Gli avvocati affermano inoltre che l’obbligo vaccinale non rispetta l’art. 32 della Costituzione italiana, in base al quale “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“.

Lo strumento è diventato talmente distorsivo che ci si vaccina oggi non più per ragioni sanitarie ma per avere il green pass. Il green pass è diventato il fine, la chiave che apre la prigione in cui è stata rinchiusa un’intera popolazione.

I firmatari dell’esposto chiedono al Garante della Privacy di dichiarare illecito il trattamento dei dati personali e di disporre “la limitazione definitiva e il divieto, in applicazione dell’art. 58, par. 2, lett. f) GDPR, ponendo in tal modo fine al più vessatorio, distopico e distorsivo esperimento sui dati personali finora attuato dall’istituzione della Repubblica“.

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Fonte: CorCom
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Pubblicato il 20 feb 2022
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