Addio graduale al Green Pass: vento di primavera

Addio graduale al Green Pass: vento di primavera

Con l'arrivo della bella stagione e la fine dello stato di emergenza, al via il progressivo abbandono del Green Pass: sarà un addio a tappe.
Con l'arrivo della bella stagione e la fine dello stato di emergenza, al via il progressivo abbandono del Green Pass: sarà un addio a tappe.

La strategia del Governo continuerà a puntare in maniera molto significativa sul Green Pass. Sono le parole del ministro Speranza, raccolte solo poco più di un mese fa, ma si sa, tutto cambia. E in epoca di pandemia anche molto velocemente. Si parla del 31 marzo come data di avvio del graduale percorso che porterà all’abolizione dello strumento.

Green Pass: un addio a tappe, da inizio aprile

La data non è casuale: coincide con la scadenza dell’ultima proroga dello stato di emergenza. Il certificato verde non sarà improvvisamente abbandonato a inizio aprile. Continuerà a essere requisito essenziale per accedere ai luoghi di lavoro e ad altre attività almeno fino a giugno (o forse oltre, fino all’estate inoltrata secondo qualcuno), ma tra un mese e mezzo potrebbe essere eliminato l’obbligo di esibirlo per mangiare all’aperto in bar e ristoranti. Maggiore prudenza suggerita invece per cinema e teatri al chiuso.

Ne ha parlato Andrea Costa, Sottosegretario alla Salute, intervenuto nella trasmissione Radio anch’io di Rai Radio 1. La volontà dichiarata è quella di procedere con un progressivo allentamento.

È assolutamente uno scenario possibile. Teniamo conto che oggi dobbiamo completare la somministrazione delle terze dosi nella campagna vaccinale. Procedendo con questo ritmo, è ragionevole pensare che per marzo potremo aver terminato, aprendo quindi un nuovo scenario con un progressivo allentamento delle misure restrittive, Green Pass compreso. Questa è l’intenzione del Governo.

Nessuna tempistica è stata ancora decisa né messa nero su bianco per l’addio al Green Pass. Meglio evitare scelte avventate, facendo tesoro dell’esperienza maturata nel corso degli ultimi due anni. Dopotutto, come scritto in apertura, tutto cambia. Purtroppo non sempre in positivo.

Fonte: Corriere
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Pubblicato il 16 feb 2022
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