Grillini: sancire il diritto di panorama

Wikipedia rimuove le immagini per problemi di diritto d'autore e il Governo che fa? Se lo chiede Franco Grillini, parlamentare che ha rivolto una interrogazione a Rutelli

Roma – Ne ha parlato Luca Spinelli su Punto Informatico e su Aprile Online ed ora della scure piombata su Wikipedia e sulle libertà digitali si occupa il parlamentare ulivista Franco Grillini : al centro il diritto di panorama . Come noto la legge italiana sul diritto d’autore non prevede esplicitamente la panorama freedom , la possibilità di fotografare monumenti e opere pubbliche in libertà, come avviene invece nei paesi più evoluti.

In una interrogazione del parlamentare rivolta al ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli , che fino a questo momento non ha preso posizione sul problema, Grillini fa notare come da uno dei siti più visti della rete, Wikipedia appunto, siano state cancellate le immagini di opere d’arte e di architettura moderna e contemporanea per i buchi nella triste normativa sul diritto d’autore.

“Opere come la Fontana dell’esedra di Mario Rutelli, il Pirellone a Milano, piuttosto che il nuovo edificio dell’Ara Pacis o il nuovo Auditorium di Roma o la chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo – spiega il deputato dell’Ulivo – sono così scomparse da Wikipedia, con un danno ingente per l’indotto turistico, per la diffusione didattica della cultura e per gli artisti contemporanei italiani, specie quelli meno noti, che vedono preclusa da questa lacuna legislativa la possibilità di fare conoscere con un mezzo di comunicazione gratuito le loro realizzazioni”.

Nell’interrogazione, Grillini con la collega Cinzia Dato, sottolinea come “l’edizione italiana dell’enciclopedia Wikipedia e il progetto collegato Commons (un database di immagini liberamente e gratuitamente disponibili a tutti), dopo avere rilevato l’assenza in Italia di una normativa che conceda la “libertà di panorama” ha deciso di cancellare tutte le fotografie (..) riguardanti opere dell’architettura progettate in Italia da architetti che non siano morti da almeno 70 anni, e così pure tutte le opere d’arte esposte in pubblico (ivi inclusi i monumenti cittadini”). In sostanza è stata fatta fuori da Wikipedia anche l’intera architettura contemporanea e moderna.

Grillini osserva come Wikipedia sia “la più grande enciclopedia del web e con sessanta milioni di utenti al giorno è tra i dieci siti più visitati al mondo (settimo sito in Italia con oltre 17 milioni di visite – fonte Nielsen, agosto 2007), è libera, gratuita, indipendente, gestita e costruita da volontari, e disponibile a tutta la popolazione grazie ad Internet, e rappresenta una delle novità più interessanti del secolo nella diffusione della cultura”. Ma, nella situazione attuale, “illustrare l’arte italiana degli ultimi 100-150 anni (a seconda della durata della vita dell’autore) è impossibile, anche quando si tratti di opere prodotte con denaro pubblico al preciso scopo di abbellire gli spazi pubblici ed accrescerne il pubblico godimento”.

da Wikipedia I danni dunque sono per i siti ma anche per gli autori, soprattutto gli artisti meno noti, che non possono far conoscere facilmente le proprie realizzazioni. E altri danni per il turismo, laddove proprio le immagini di opere architettoniche contemporanee, ad esempio, vengono sfruttate in altri paesi per presentarsi al mondo e generare turismo. Ma non solo: secondo Grillini e Dato vengono danneggiate anche le città che hanno speso per quelle opere “dato che il solo artista ha oggi il potere di impedire, se lo desidera, qualsiasi riproduzione di una propria opera, anche se nata per essere di pubblico godimento, e che tale potere è in mano ai suoi eredi per 70 anni dopo la sua morte”.

La gratuità di Wikipedia, e l’enorme valore socio-culturale della diffusione di fotografie che riguardano opere d’arte moderne e contemporanee, meritano una deroga al diritto d’autore che preveda, per la loro diffusione a scopo didattico, la totale libertà, sostengono dunque i due parlamentari.

L’interrogazione si chiude, dunque, chiedendo se il Ministro intenda o meno “provvedere urgentemente alla regolamentazione della libertà di panorama , considerate le diverse specificità dei media e il valore della diffusione didattica della cultura a tutta la popolazione”.

A questo punto non resta che attendere la risposta.

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  • pippo santanasta so scrive:
    Controllo
    Dunque, se non sbaglio, mi pare diaver capito che per favorire la lotta alla pedofilia si vuole mettere un bavaglio (tanto per cambiare) alla rete.Ma se si vuole fare DAVVERO la guerra alla pedofilia, a quando uno stretto controllo sulle azioni dei preti e una censura preventiva sulle chiese?? Quelle si, che sarebbero misure efficaci per la lotta di cui sopra ....
  • veritas scrive:
    ma internet è pericolosa!
    perchè è nata come una rete di spionaggio e quindi serve a controllare le persone di cui ruba la privacy e gli intimi pensieri,una rete pericolosa che dà l'illusione della libertà, mentre probabilmente abbiamo creato una nuova schiavitù dove siamo controllati ogni momento in modo da esere "puniti" anche per un solo pensiero divergente da quello della maggioranza.
  • keass scrive:
    Cosa c'entrano i cattolici?
    Sono certo che l'"integralismo cattolico" non c'entra niente, e se mai bisognerebbe fare nomi. L'ottusita' e' diffusa in ogni parte della societa'
  • il citatore scrive:
    servirà a poco, ma almeno s'è detto.
    "Ben di rado avviene che le parole affermative e sicure d'una persona autorevole, in qualsivoglia genere, non tingano del loro colore la mente di chi le ascolta." (Manzoni)"Parla in quel tempo che non è utile il tacere" (Pievano Arlotto)
  • nordest scrive:
    vogliono censurare la conoscenza
    tra un po censurano tutte le notizie sulle tasse o sulla criminalità dei foresti dicendo che sono contrarie all'umore e felicità delle personee le notizie le sapremmo dai vicini (gia ora leggo solo il gazzettino online, e altri giornali statalisti non li prendo piu, solo foto dei politici e notizie delle loro barche e di che bagno usa lucsuria)
  • shevathas scrive:
    Ottimo Artico
    i miei complimenti, per aver parlato apertamente delle demonizzazioni di internet.
    • Eric Cartman scrive:
      Re: Ottimo Artico
      - Scritto da: shevathas
      i miei complimenti, per aver parlato apertamente
      delle demonizzazioni di
      internet.Il problema è che avrebbe dovuto comparire su un quotidiano a tiratura nazionale.Parlarne su PI è come predicare ai preti.
      • Alphonse Elric scrive:
        Re: Ottimo Artico
        - Scritto da: Eric Cartman
        - Scritto da: shevathas

        i miei complimenti, per aver parlato apertamente

        delle demonizzazioni di

        internet.

        Il problema è che avrebbe dovuto comparire su un
        quotidiano a tiratura
        nazionale.
        Parlarne su PI è come predicare ai preti.Non credo. Certamente su un quotidiano a tiratura nazionale potrebbe raggiungere molte più persone, ma non credere che PI sia letto da 4 gatti (anche se è vero che per lo più si tratta di appassionati di informatica e tecnologia quindi bene o male persone che già hanno un'idea di che sta avvenendo).
  • gorgolo scrive:
    La 'Paura di Internet' fa comodo a molti
    Ai governanti permette di imporre diversi gradi di censura motivandola con i soliti luoghi comuni della volgarità e della sicurezza dei bambini, salvo poi ridefinire a proprio piacimento cosa è censurabile, a seconda del tipo di informazione che hanno bisogno di sopprimere al momento, per esempio "per eccezionali motivi di sicurezza nazionale".Ai potere religioso (ma non dovrebbe essere un ossimoro?), quello che predica povertà e castità per poi accumulare fortune e non perseguire i prelati che davvero hanno molestato bambini, anzi, insabbiando tutto l'insabbiabile, permette di nascondere molte verità scomode.Ricordo che c'è voluto un documentario della BBC girato in fra Inghilterra, sudamerica e USA, poi finito su YouTube "illegalmente" e trasmesso dalla Rai solo quando l'avevano già visto e copiato milioni di persone, per scoprire le schifezze che venivano dirette dal Vaticano, praticamente dietro casa nostra. Saremmo stati tutti molto meglio se si fossero rispettate le leggi del copyright o se qualcuno lo avesse censurato perchè lesivo della privacy, vero?Ai venditori disonesti evita che la clientela si informi tramite la associazione di consumatori più estesa del mondo, i blog e i newsgroups, prima di cadere nelle loro fregature. Esistono naturalmente dei personaggi pagati per inquinare i blog con commenti apparentemente autentici e spontanei su prodotti e associazioni (e PI è fra le vittime, purtroppo), ma si possono isolare facilmente seguendo più blog e newsgroups e mediando le opinioni.Se un blog che denuncia un misfatto viene oscurato per colpa di un "vaffa" o perchè un lettore ha inserito intenzionalmente un commento con una immagine o un link a materiale pedoporno, secondo voi è censura positiva? Nel mondo ideale si contatta il gestore e si fa rimuovere l'immagine o il link, ma siete sicuri che in un regime di censura comoda andrebbe a finire così?La censura è utile anche a quelle associazioni che usano le disgrazie altrui per secondi fini molto meno nobili e in generale per arricchirsi, direttamente o meno (es. CCDU, che altro non è se non un gruppo di facciata che fa capo al culto criminale di Scientology).Chiaramente a questi individui, apparentemente schierati a difesa dei diritti umani e della libertà di espressione, fa comodo che la gente comune non sappia che dietro a facce di bambini sorridenti e stock photos di famiglie felici ci sono squali completamente privi di qualunque scrupolo e rispetto per nient'altro che il loro conto in banca.In definitiva, esistono un mare di personaggi del mondo politico, finanziario, artistico e chi più ne ha più ne metta, che farebbero carte false per poter contare su una censura usabile a piacimento.Ho scritto a piacimento perchè in un mondo nel quale chi ha tanti soldi o compra il politico e si fa fare le leggi su misura, o diventa politico lui stesso e se le fa direttamente, una censura imposta per legge con qualunque motivo diventerebbe in tempo zero un'arma al servizio del miglior offerente, non certo della cittadinanza.Ecco perchè ci dobbiamo opporre con tutta la forza che abbiamo in corpo a qualunque forma di censura, anche se questo significherà, statene certi, essere apostrofati come criminali/pedofili/terroristi da gente con scarso cervello, o più spesso da gente con fin troppo cervello ma grossi problemi di coscienza sporca.
    • AKA scrive:
      Re: La 'Paura di Internet' fa comodo a molti
      E la "paura della paura di Internet" anche. Da una parte la voglia di censura, dall'altra quella di anarchia. E sia da una parte che dall'altra molti di quelli che discuton di principi lo fanno con scopi personali molto meno confessabili.
      • gorgolo scrive:
        Re: La 'Paura di Internet' fa comodo a molti
        Che ci sia del marcio da entrambe le parti non ci piove, ma non confondere la lotta alla censura con il pensiero anarchico: è un parallelo troppo comodo e superficiale.Esistono aziende che si occupano di fornire direttamente o indirettamente sistemi per il controllo e il filtraggio del traffico web, mail e via dicendo. Chi ha le conoscenze può farsi in casa una scatoletta con dentro Linux e un bel proxy fra i tanti esistenti nell'open source, se no tira fuori i soldi e acquista un servizio da una di quelle aziende. Quindi niente anarchia, anzi! Diamo pure ai genitori gli strumenti per fare meglio il loro dovere, ma evitiamo per cortesia di mettere in mezzo la classe politica, che non aspetta migliore occasione per sopprimere il libero circolare delle informazioni con qualche scusa.Se i filtri sono usati da un genitore per impedire ai figli minorenni di fare cattive conoscenze per me va benissimo, mentre non sopporterei se la comoda scusa fosse usata per controllare dove il cittadino maggiorenne, che si suppone autosufficiente e con diritto di voto mette il naso, cosa che porta inevitabilmente alla censura del dissenso politico.Poi ci sarebbe da dire molto su quei genitori che prima fanno figli, poi si accorgono di non poterseli portare in ufficio e li mollano da soli a frantumarsi i neuroni davanti alla TV tutto il pomeriggio, per poi scaricare le colpe su tutti tranne loro stessi quando succede qualcosa, ma ne scaturirebbe una filippica interminabile che preferisco evitare, tanto si capisce come la penso.
        • AKA scrive:
          Re: La 'Paura di Internet' fa comodo a molti

          direttamente o indirettamente sistemi per il
          controllo e il filtraggio del traffico web, mail
          e via dicendo. Chi ha le conoscenze può farsi in
          casa una scatoletta con dentro Linux e un bel
          proxy fra i tanti esistenti nell'open source,Sai benissimo quanto me che proteggono fino ad un certo punto. E sai anche benissimo che la complessità tecnologica insita non è alla portata di un buon numero di genitori.E sappiamo benissimo che fra gli alfieri dell'Internet libera ci sono molti loschi figuri che fanno un sacco di soldi sfruttando i bassi istinti degli utenti, e non vogliono rinunciare facilmente ad un lucroso mercato basato sullo sfruttamento.Ce la siamo presa con i dialer, con gli 144, gli 166, gli 899, perché? Anche allora doveva valere il principio di "libertà", se uno è tanto "tonto" da venire ingannato paghi, no?
          una di quelle aziende. Quindi niente anarchia,
          anzi! Diamo pure ai genitori gli strumenti perAppunto. Ma perché quegli strumenti funzionino efficacemente ci devono essere delle regole. Senza regole, è anarchia.
          il libero circolare delle informazioni con
          qualche scusa.Questo è un rischio da tener presente. L'altro rischio è quello di una Internet "selvaggia", dove gli squali nuotano e divorano i pesci più piccoli.
          suppone autosufficiente e con diritto di voto
          mette il naso, cosa che porta inevitabilmenteCi sono già regole che "limitano" ciò che in cittadino adulto e vaccinato può fare, nell'interesse generale. Si chiamano "leggi" ed esistono da qualche migliaio di anni appunto per regolare il vivere civile nell'interesse di tutti. Non si capisce perché Internet dovrebbe esserne al di sopra. Vigiliamo perché queste leggi non distruggano ciò che di buono c'è in Internet a puro vantaggio delle oligarchie attuali, ma vigiliamo anche perché Internet non diventi una terra di nessuno, un far-west dove il più forte detta legge e sfrutta persone reali per il suo solo guadagno.
          Poi ci sarebbe da dire molto su quei genitori cheSu questo sono perfettamente d'accordo - quindi evitiamo che Internet diventi esattamente come la TV...
  • Lorenzo Moretti scrive:
    Responsabilita' educativa
    In merito all'articolo che critica il Ministro Gentiloni per la sua proposta di limitare e "censurare" l'accesso internet da parte dei minorenni io credo che il dibattito vada inquadrato nel piu' ampio problema del "parental control". La responsabilita' educativa della gioventu', attivita' il cui esito e' una emergenza in gran parte dell'Occidente tranne che per chi non vuol vedere con i propri occhi, deve rimanere saldamente ancorata alla famiglia e ai soggetti pubblici abilitati (ambito istruzione...) e non puo' svolgersi nella completa anarchia di regole e influenze senza che si possa esercitare un controllo. Occorre fornire alle famiglie e alla societa' che hanno la responsabilita' di individui in formazione quegli strumenti di controllo e di educazione che consentano di raggiungere l'obbiettivo formativo prefissato salvo poi consentire ai maggiorenni di interagire con la rete, che e' uno spazio pubblico, con il bagaglio di educazione raggiunto e rispettando le regole generali civili e penali che la societa' si e' data. Non sono un fautore dell'anarchia: come ho gia' avuto modo di scrivere quello che di buono il progresso e la rete ci hanno dato non sono il frutto di una assenza di regole ma sono frutto di uno sforzo collettivo per instaurare un contesto di norme comportamentali e regole per rendere fruibile senza problemi e deviazioni queste innovazioni.
    • Tsukishiro Yukito scrive:
      Re: Responsabilita' educativa
      - Scritto da: Lorenzo Moretti
      La responsabilita' educativa della
      gioventu', attivita' il cui esito e' una
      emergenza in gran parte dell'Occidente tranne che
      per chi non vuol vedere con i propri occhiProva a spegnere la TV per un mesetto e a guardare quello che succede nel mondo reale.Vedrai che la tua "emergenza educativa" sparirà molto rapidamente.L'"emergenza educativa dell'Occidente" è in atto solo per chi vuol vedere con gli occhi catodici.
      deve
      rimanere saldamente ancorata alla famiglia e ai
      soggetti pubblici abilitati (ambito
      istruzione...) e non puo' svolgersi nella
      completa anarchia di regole e influenze senza che
      si possa esercitare un controllo.Tornatene nell'800, allora.Come se poi al di fuori di famiglia&scuola non fosse possibile avere delle regole...Sai quanti abusi & violenze avvengono nella tanto decantata famiglia?... E quanti al di fuori di essa?
      Occorre fornire
      alle famiglie e alla societa' che hanno la
      responsabilita' di individui in formazione quegli
      strumenti di controllo e di educazioneTi è chiara la differenza tra rendere disponibile e rendere obbligatorio? Tra diritto e dovere?Stai dicendo che le famiglie, se vogliono, possono avere strumenti tipo "parental control" o vuoi che tutte le famiglie siano obbligate a fare i secondini dei loro figli?
      rendere fruibile
      senza problemi e deviazioni queste
      innovazioni.Puoi fare un esempio delle "deviazioni" di cui parli?
  • Alphonse Elric scrive:
    Grazie
    Come da oggetto Massimo.Vedo che stavolta non hai messo la foto della bimba, mi fa piacere, sia per te che per lei... è ridicolo dover usare i propri famigliari per poter esprimere la propria opinione e dimostrare così _prima_ di non essere mostri. A proposito, come sta? Spero bene, immagino sia tutta contenta per il nuovo anno scolastico ((rotfl)).In ogni caso, fa piacere leggere ogni tanto qualche articolo scritto da qualcuno che non si fa influenzare dalle paure e dalle varie fobie che i soliti azzeccagarbugli sputano addosso agli altri per fomentare il clima da caccia alle streghe che hanno pesantemente contribuito a creare per i loro interessi o la loro malattia. Clima in cui non è nemmeno permesso dissentire, o esprimere un'idea diversa da quella propagandata senza sentirsi dare addosso.Grazie.
    • reXistenZ scrive:
      Re: Grazie
      Ma grazie di cosa?Di avere scritto un articolo di giustificazioni pseudoassolutorie per il suo amico ministro?
      • Alphonse Elric scrive:
        Re: Grazie
        - Scritto da: reXistenZ
        Ma grazie di cosa?
        Di avere scritto un articolo di giustificazioni
        pseudoassolutorie per il suo amico
        ministro?Perché sarebbe un articolo di giustificazioni per il suo amico ministro? Perché suo "amico"? (newbie)
        • reXistenZ scrive:
          Re: Grazie

          Perché sarebbe un articolo di giustificazioni per
          il suo amico ministro? Perché suo "amico"?
          (newbie)Ti ho risposto qui:http://punto-informatico.it/b.aspx?ticks=633268412353281250&i=2077256&m=2077856#p2077856Circa l'appellativo amico, beh, basta leggersi una sviolinata come questa:http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1494284
      • Might scrive:
        Re: Grazie
        Si deduce dalle tue parole che la tua posizione sarebbe molto più radicale di quella di Mantellini (e della maggioranza dei lettori di PI, credo...).Io lo trovo interessante: puoi farcela conoscere, per cortesia?
        • reXistenZ scrive:
          Re: Grazie
          - Scritto da: Might
          Si deduce dalle tue parole che la tua posizione
          sarebbe molto più radicale di quella di
          Mantellini (e della maggioranza dei lettori di
          PI,
          credo...).
          Io lo trovo interessante: puoi farcela conoscere,
          per
          cortesia?Non so se la mia posizione sia più o meno radicale.Ho il convincimento che la posizione di Mantellini, in buonafede, sia inteso, sia di indulgenza verso un esponente di quel governo e di quella parte politica a cui ha guardato con simpatia fin dall'inizio, e di cui non riesce a esprimere giudizi obiettivi.Mantellini fa parte di quella larga fetta di italiani che crede che Berlusconi sia il male assoluto, e che la parte avversa sia comunque meglio, a prescindere da quali interessi (altrettanto innominabili) essa rappresenti. Se poi il ministro è un blogger come lui, allora alleluja! (non ci sono cattivi tra i blogger, così come non ci sono cattivi tra i tifosi interisti e non ci sono innocenti tra i tedeschi)Perché dico ciò?Basta leggersi tutti gli editoriali di Mantellini da un anno e mezzo a questa parte.Da quello in cui ha espresso la sua prudente ma sostanziale approvazione del programma dell'attuale maggioranza (le famose/fumose 280 pagine), a quelli in cui ha commentato i precedenti (nulli) passi dell'attuale ministro Gentiloni, che mentre i suoi colleghi sono riusciti in un anno e mezzo di lavoro ad aumentare le tasse a ricchi e soprattutto poveri, a varare l'indulto, a espropriare i lavoratori del TFR e delle loro future (e oramai evanescenti) pensioni, a ribadire l'impegno militare in Afghanistan, è riuscito a fare il nulla, il vuoto assoluto, a quello di oggi.Ma come si può scrivere di Gentiloni una frase del tipo:[i]divenuto ormai suo malgrado il paladino di un certo integralismo cattolico[/i]facendolo credere lui stesso povera vittima di un'ideologia di partito a cui appartiene, non mi sembra controvoglia?E che dire della luce positiva data al seguente prologo[i]Mentre il Ministro stesso ha recentemente assunto in prima persona alcune importanti posizioni sulla differente responsabilità dei blogger rispetto ai direttori di testata giornalistica per ciò che attiene al reato di omesso controllo[/i]? Che dire dunque? Io so solo che Gentiloni è un blogger, e la norma di legge che sostiene può farla anche per se. O per l'amico e compagno di partito Fioroni, che mentre strillava a gran voce i pericoli della pornografia via internet, manco si era accorto di avere il blog sommerso da messaggi di spam pornografico.Insomma, questa eventuale norma che annulla le sanzioni per omesso controllo potrebbe anche essere la legittimazione di una legge ad personam. E' un'illazione? Certo, come credere che il ministro Gentiloni la voglia fare per bonta sua a favore di tutti i blogger e del popolo italiano.Insomma, non voglio certo convincere tutti della mia posizione. Voglio solo proporre una posizione alternativa ma ugualmente plausibile, e in presunzione dico: più realistica, di quella che sta dietro la facciata sempre buonista di Mantellini, tanto simile a quella del nuovo (?!?) astro nascente della politica italiana Walter Veltroni.P.S.: scusate per i tag impropri, ma come si fa a citare?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 01 ottobre 2007 13.24-----------------------------------------------------------
          • Massimo Mantellini scrive:
            Re: Grazie
            - Scritto da: reXistenZ
            Non so se la mia posizione sia più o meno
            radicale.
            Ho il convincimento che la posizione di
            Mantellini, in buonafede, sia inteso, sia di
            indulgenza verso un esponente di quel governo e
            di quella parte politica a cui ha guardato con
            simpatia fin dall'inizio, e di cui non riesce a
            esprimere giudizi
            obiettivi.
            grazie per l'attenzione reXistenZ,posso confermarti che ho guardato con interesse al programma di questo governo (nella preparazione del quale ci sono stati interessanti scambi di punti di vista anche dentro la rete italiana) riguardo alle nuove tecnologie e perfino al fatto che il nuovo ministro delle Comunicazioni avesse un blog. Detto questo non vedo francamente dove siano, nel pezzo di oggi o in quelli da me scritti da quando il governo e' in carica, gli entusiasmi per l'azione concreta di questo esecutivo, che, dal mio personale punto di vista, e' stata fino aad ora decisamente deludente. Credo di averlo scrito molte volte anche con toni piuttosto definitivi (vedi per esempio la liberticida norma antipedofilia che il Ministro giudica tanto efficacie). saluti
          • reXistenZ scrive:
            Re: Grazie

            posso confermarti che ho guardato con interesse
            al programma di questo governo (nella
            preparazione del quale ci sono stati interessanti
            scambi di punti di vista anche dentro la rete
            italiana) riguardo alle nuove tecnologie e
            perfino al fatto che il nuovo ministro delle
            Comunicazioni avesse un blog. Detto questo non
            vedo francamente dove siano, nel pezzo di oggi o
            in quelli da me scritti da quando il governo e'
            in carica, gli entusiasmi per l'azione concreta
            di questo esecutivo, che, dal mio personale punto
            di vista, e' stata fino aad ora decisamente
            deludente. Credo di averlo scrito molte volte
            anche con toni piuttosto definitivi (vedi per
            esempio la liberticida norma antipedofilia che il
            Ministro giudica tanto efficacie).Non ho parlato di entusiasmi, ma di indulgenza mal riposta, impressione che è frutto della mia personale prospettiva di lettura dei suoi articoli, che ho cercato di giustificare di fronte agli altri. A mio avviso chi avanza delle proposte scritte (non parlo di promesse, sarebbe esagerato) inquadrate in un programma di governo (quasi "condiviso", come lei ci ricorda) e poi le disattende è ancor più da biasimare di chi non le fa e si limita a lanciare slogan generici come quello de "LE TRE I". Ciò detto, non posso che essere lusingato della sua risposta, dato che non si leggono molti suoi interventi qui su PI.Per questo motivo sono io a ringraziarla, sinceramente, della sua attenzione.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 01 ottobre 2007 15.34-----------------------------------------------------------
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