Elon Musk dice che Grok ha smesso di fare cose terribili. Grok, dal canto suo, continua imperterrito a fare cose terribili. Il chatbot di xAI, stando alle dichiarazioni ufficiali, avrebbe smesso di generare immagini sessualizzate senza il consenso delle persone ritratte. Ma i giornalisti The Verge si sono presi la briga di verificare, e hanno scoperto che sì, forse Grok ha smesso di spogliare le donne senza il loro consenso. Ma per quanto riguarda gli uomini?
Grok genera ancora deepfake sessuali, gli uomini nel mirino dell’AI
Un reporter della testata ha deciso di testare Grok usando se stesso come cavia. Ha caricato delle foto personali e ha chiesto al bot di rimuovere i vestiti. E Grok ha eseguito il compito. Senza esitare, gratuitamente, sia sull’app dedicata che tramite l’interfaccia su X, sia attraverso il sito web, che, ciliegina sulla torta, non richiedeva nemmeno un account per alterare digitalmente le immagini.
L’azienda aveva dichiarato di aver adottato misure per impedire all’account Grok di consentire la modifica di immagini di persone reali in abiti succinti come i bikini. Eppure il reporter non ha avuto alcun problema a far sì che il chatbot lo ritraesse in una varietà di bikini. Ha generato immagini in abbigliamento fetish, in una serie di posizioni sessuali provocatorie, e ha persino creato una compagna nuda virtuale con cui, ehm, interagire virtualmente.
Ma c’è di più. Secondo il giornalista, Grok ha preso l’iniziativa, senza che nessuno glielo chiedesse, di generare genitali visibili attraverso biancheria intima a rete. E Grok ha raramente opposto resistenza ai vari prompt, anche se alcune richieste venivano occasionalmente censurate con un’immagine sfocata.
Lo scandalo che non finisce mai
Questa storia inizia diverse settimane fa, quando è emerso che Grok aveva generato milioni di immagini sessualizzate in appena 11 giorni. Tra questi, un numero impressionante di deepfake non consensuali di persone reali, E oltre 23.000 immagini sessualizzate di minori.
La reazione è stata forte: indagini aperte sia in California che in Europa, X bandita in Indonesia e Malesia (anche se l’Indonesia ha poi revocato il divieto).
xAI ha dichiarato di aver implementato delle misure questo tipo di abusi, ma i blocchi funzionano solo per i prompt più ovvi. Esistono ancora innumerevoli modi per aggirare le protezioni usando formulazioni creative, sinonimi, linguaggio indiretto.
Sono i media tradizionali a mentire?…
E qui arriva la parte più surreale di tutta questa vicenda. Quando i giornalisti hanno provato a contattare X per un commento sulla questione, hanno ricevuto questa riposta automatica: I media tradizionali mentono
. Punto. Nessun tentativo di dialogo, nessuna spiegazione.
Parlare di fake news, quando il problema è documentato, sinceramente è patetico, oltre che una negazione della realtà. E questo è forse l’aspetto più preoccupante dell’intera storia. Non è solo che Grok continua a fare cose eticamente discutibili nonostante le promesse di cambiamento. È che l’azienda, anche di fronte alle prove concrete, mette la testa sotto la sabbia.
E finché questa resta la posizione ufficiale, è difficile credere che qualsiasi misura di sicurezza implementata sia qualcosa di più di un esercizio di pubbliche relazioni destinato a fallire.