Dopo gli attacchi contro frigoriferi di supermercati e banche del sangue, i falsi allarmi bomba sugli aerei e la pubblicazione di una “taglia” su diciotto nemici della Federazione Russa, tra cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il procuratore di Roma Francesco Lo Voi e il capo della Polizia Postale Ivano Gabrielli, i cybercriminali russi hanno colpito la società Bbt Se che gestisce il tunnel ferroviario del Brennero. Anche Smartbox ha confermato un’intrusione nei sistemi, ma non sono noti gli autori.
Attacco contro Bbt Se
L’attacco più recente è stato confermato da Bbt Se, società che si occupa della realizzazione del tunnel ferroviario del Brennero (55 Km tra Fortezza e Innsbruck). L’intrusione nei sistemi interni è avvenuta nel mese di ottobre. Al momento ci sono pochi dettagli. In base alle prima indagine, gli autori sarebbero i cybercriminali russi del gruppo Everest. La società parla genericamente di dati accessibili tramite Internet, evidenziando che l’incidente non ha avuto conseguenze sui lavori di costruzione del tunnel.
Non appena rilevato l’incidente, la società ha attivato i protocolli di sicurezza informatica, provvedendo all’immediato isolamento dei sistemi interessati e avvalendosi del supporto di specialisti esterni in cybersecurity per lo svolgimento delle necessarie analisi forensi. Sono stati avviati tutti gli adempimenti previsti e sono state informate le autorità competenti.
Le indagini sono quindi in corso e probabilmente verranno forniti ulteriori dettagli nei prossimi giorni.
Attacco contro Smartbox
Anche Smartbox, nota azienda che vende cofanetti regalo, ha confermato un’intrusione avvenuta il 3 novembre. Ignoti cybercriminali hanno ottenuto l’accesso ad alcuni dati personali dei clienti, tra cui nomi e indirizzi email. Non sono stati sottratti i dati delle carte di pagamento né le password degli account.
L’azienda ha implementato misure per proteggere i sistemi interni, avviato un’indagine e avvisato le autorità. Gli utenti riceveranno un nuovo codice di conferma per i cofanetti via email. Dovranno però prestare molta attenzione a richieste sospette, come password e dati di pagamento che sembrano arrivare da Smartbox. Si tratta sicuramente di phishing.