HD DVD e Blu-ray? Son poco furbi

HD DVD e Blu-ray? Son poco furbi

di Saverio Manfredini - Le major dovrebbero consentire a chi dispone di un DVD di comprare il film equivalente nel nuovo formato ad un prezzo ridotto, al netto dei diritti di fruizione già acquistati assieme al vecchio DVD. Ovvio no?
di Saverio Manfredini - Le major dovrebbero consentire a chi dispone di un DVD di comprare il film equivalente nel nuovo formato ad un prezzo ridotto, al netto dei diritti di fruizione già acquistati assieme al vecchio DVD. Ovvio no?

Leggo con interesse che i film su HD DVD e Blu-Ray presto non saranno più una rarità il che, per un appassionato di cinema, sarebbe una buona notizia. Il condizionale è d’obbligo per diverse ragioni. La prima è relativa al formato: non è ancora chiaro quale dei due supporti avrà la meglio sul mercato e, per un cinefilo che si rispetti, l’unica è ricorrere a player che li supportino entrambi. La seconda, ancora più ovvia, è che per dotarsi di una videoteca di film di qualità superiore al DVD tradizionale ci sarà da spendere una fortuna.

La prima è essenziale: chi si doterà del supporto per uno solo dei due formati non troverà in vendita tutti i titoli a cui potrebbe essere interessato, e questo perché gli accordi incrociati tra produttori del cinema e dell’hardware tendono a limitare il più possibile le release in doppio formato o due release, una per formato.

Ma, dato che neppure dopo anni di diffusione del DVD è possibile trovare in quello standard tutto il cinema migliore, anzi a tirare sono soprattutto pessime produzioni hollywoodiane, il cinefilo doc già sa che dotarsi di costoso hardware e preziosi nuovi dischetti ad alta definizione non significherà ampliare la propria videoteca, al massimo consentirà di gustare alcuni film in una qualità neppure prevista durante la produzione dei film stessi.

Va da sé che chi comprasse il lettore per un singolo formato, qualora la battaglia tra HD DVD e Blu-ray si risolvesse a favore dell’uno o dell’altro tanto da ridimensionare il rivale (come accadde con VHS e Betamax), si ritroverebbe tra le mani un pezzo di hardware tanto costoso quanto inutile.

Ma non è tutto qui, il punto chiave sono i costi dell’aggiornamento della videoteca. Mettere insieme un discreto numero di DVD significa oggi spendere una piccola fortuna, a volta neppure tanto piccola, soprattutto quando i film che si ricercano non rientrano nelle pur numerose offerte scontate: di fatto è raro trovare DVD di qualità a prezzi inferiori ai 10 euro e più spesso la somma da spendere è superiore al doppio di questa cifra. Pensare di spendere una nuova fortuna per ricomprare gli stessi titoli a prezzi probabilmente ancora maggiori inizia così ad essere difficile più che per il compratore occasionale proprio per l’appassionato.

Poiché è quest’ultimo a finanziare più di chiunque altro il cinema, pagando più volte un film (dovendolo vedere al cinema e volendosi poi procurare il DVD), la sua possibile resistenza all’acquisto dei vari HD DVD è una variabile potenzialmente pericolosa per Hollywood, da dove proviene il grosso della produzione internazionale. Dar per scontato che un cinefilo sia pronto a spendere ulteriormente sempre per la stessa pellicola perché ora viene proposta in un nuovo ulteriore formato, e costruire su questo aspettative economiche da dare in pasto alla Borsa per far salire i propri titoli, è molto più che rischioso.

Fosse tutto qui.. Ma non è. Quando oggi si compra in Italia un DVD non si ha diritto di farne una copia privata , pure prevista dall’ordinamento italiano, perché le protezioni DRM sui contenuti lo impediscono, e violare quelle protezioni è illegale. Al consumatore viene spiegato che acquistando il DVD si acquista il solo diritto alla riproduzione domestica. E in molte lingue, spesso con molte parole, viene dichiarato in pressoché ogni DVD che qualsiasi altro uso va considerato illegale. Chi compra un DVD oggi, dunque, ne acquista uno specifico e limitato diritto di fruizione.

Le major possono sperare che gli appassionati si fiondino sul nuovo formato, e non c’è dubbio che qualcuno lo farà. Ma quanti attenderanno di sapere quale dei due formati uscirà vincente da questa guerra commerciale? E, soprattutto, quanti spenderanno per aggiornare la propria videoteca? Ne consegue un’ovvietà: l’unico modo per spingere il cinefilo doc al grande passo è dargli la possibilità di far valere fino in fondo il proprio succitato diritto di fruizione. E questo si ottiene offrendo un rebate , ossia permettendo a chi dispone di un determinato DVD di acquistare l’equivalente film in HD DVD ad un prezzo ridotto, calcolato “al netto” di quel diritto.

Attenzione, non sto dicendo che questo è un diritto del consumatore, perché sebbene ciò sia assolutamente palese non c’è alcuno che sia disposto a battersi per far sì che sia tutelato, sto dicendo che offrire questa opportunità al cinefilo può significare, per chi propone un certo formato, di competere contro il formato rivale in modo assai più efficace. Si chiude il giro con le possibilità dei nuovi formati, che permettono di integrare molti più contenuti su un singolo dischetto: non a caso le major proprio in questi giorni stanno lavorando su come inserire pubblicità nei nuovi supporti . Da lì, e non dal bieco tentativo di spremere il cinefilo, può arrivare un nuovo profitto per i produttori. Che, una volta determinato il formato dominante, potranno invadere il mercato con film di qualità tecnica migliore, quindi di maggiore appeal e, possono sperarlo, destinati a maggiori vendite.

Saverio Manfredini

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Pubblicato il
10 nov 2006
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