HP: il futuro è nella cloud

Il CEO del colosso statunitense svela la nuova strategia aziendale: tutta all'insegna delle nuvole telematiche, infrastrutture e servizi per sviluppatori e utenti, marketplace universale. Al centro c'è il sistema operativo webOS

Roma – La nuova uscita pubblica di Leo Apotheker era attesa da qualche settimana , e il CEO di Hewlett-Packard non ha deluso chi si aspettava un indirizzo di sostanza per il futuro del maggior produttore dell’IT mondiale . Apotheker discetta amabilmente di cloud computing e promette nuove infrastrutture distribuite, servizi per utenti, clienti e sviluppatori, un sistema operativo leggero e in grado di diffondersi velocemente e quanto nessun altro è stato in grado di fare dopo Microsoft Windows.

Il nuovo corso di HP si chiama “infrastruttura-come-servizio”, un insieme di tecnologie da cloud computing pensate per estendere il suo dominio dal tradizionale hardware informatico – settore in cui la multinazionale eccelle – a quello dei server online offerti “un tanto a banda” per applicazioni di calcolo intensivo, hosting, sviluppo e via elencando.

Il cloud computing in declinazione HP comprende anche l’immancabile marketplace di applicazioni , univoco per professionisti e utenti consumer e offerto accanto a tutta una serie di servizi per gli sviluppatori di codice. “Se vuoi stare nel business del cloud – ha dichiarato Apotheker – devi farlo su larga scala”.

Il “master plan” di HP non sarebbe completo senza un sistema operativo proprio (e parzialmente proprietario), e a tal proposito il CEO Apotheker ha ribadito il concetto già espresso nei giorni scorsi sulla centralità di webOS nella nuova strategia industriale. Il “piccolo” OS ereditato da Palm sarà parte di 100 milioni di dispositivi prodotti all’anno – PC, tablet, smartphone – promette in conclusione.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Klongon scrive:
    Cifre bassine!
    Ma le cifre riportare non son un po' basse? Sono giuste?Da come parlano di solito sembra una catastrofe da miliardi e miliardi la pirateria.E adesso parlano di spiccioli?Perché in confronto ad altre "piaghe" son veramente spiccioli...Un altro dubbio poi, ma quanto costa tutta l'antipirateria? Perché se spendi più di quanto è il danno stai facendo una XXXXXXX.È come se al supermercato invece di un semplice antitaccheggio mettessero trecento guardie armate, cani e scanner millimetrici some in aeroporto...Mah
    • botafogo scrive:
      Re: Cifre bassine!
      "Queste cifre rappresentano la somma dei costi sostenuti dalle imprese scoperte ad utilizzare programmi senza licenza per accordi extra giudiziali - si può leggere nel comunicato di BSA - e di quelli sostenuti per l'acquisto delle regolari licenze necessarie per dotarsi delle medesime risorse software legali".Se nessuno usasse software pirata, le sw house guadagnerebbero SOLO per le licenze, cosi invece guadagnano sulle licenze E sugli accordi extra giudiziali. Considerando che i costi dell'antipirateria sono a carico della GdF, alle sw cosa conviene di piu?
  • jfk scrive:
    leggi, leggi...
    a fukushima, andate a fukushima, a fukushima, andate a fukushima
  • eticre scrive:
    sveglia !!!
    imprenditori sveglia non esiste solo win..mrda.
  • panda rossa scrive:
    Che cosa significa?
    Qualcuno dovrebbe essere cosi' gentile da spiegarmi che cosa significa questa frase: "il costo complessivo dell'utilizzo di software pirata sarebbe cresciuto del 234 per cento rispetto a due anni fa" Perche' io non riesco a capire qual e' il costo dell'utilizzo di software pirata.E se c'e' un costo, mi dovete spiegare che convienienza c'e' ad usare software pirata, allora.
    • Funz scrive:
      Re: Che cosa significa?
      - Scritto da: panda rossa
      Qualcuno dovrebbe essere cosi' gentile da
      spiegarmi che cosa significa questa
      frase:

      "il costo complessivo dell'utilizzo di
      software pirata sarebbe cresciuto del 234 per
      cento rispetto a due anni
      fa"

      Perche' io non riesco a capire qual e' il costo
      dell'utilizzo di software
      pirata.

      E se c'e' un costo, mi dovete spiegare che
      convienienza c'e' ad usare software pirata,
      allora.sono i soldi che hanno dovuto pagare dopo essere stati pizzicati, per le spese legali, per gli accordi extragiudiziali e per comprare le licenze mancanti.Gli sta bene, così imparano a usare SW chiuso a pagamento, e a provare a fare i furbi :p
  • Regur Mortis scrive:
    Si certo...
    Compro 20 licenze office o insegno ai 20 dipendenti ad usare LibreOffice(o simili) il valore decantato è ancora una volta falso xke a ogni copia pirata non corrisponde un mancato aquisto anzi se mai un possibile cliente futuro.
Chiudi i commenti