HPE: le SSD smettono di funzionare dopo 40000 ore

Le unità non potranno essere ripristinate e i dati andranno persi: grave problema per alcune unità commercializzate da HPE; aggiornare il firmware.
Le unità non potranno essere ripristinate e i dati andranno persi: grave problema per alcune unità commercializzate da HPE; aggiornare il firmware.

Nelle pagine del Centro di Assistenza di Hewlett Packard Enterprise è comparsa una comunicazione relativa a un difetto che interessa alcune SSD: dopo esattamente 40.000 ore di utilizzo (poco più di quattro anni e mezzo) smettono di funzionare e non possono più essere ripristinate. Il problema, molto grave, è legato a un bug nel firmware.

Dopo che l’errore si è verificato, né la SSD né i dati possono essere recuperati.

HPE: un bug per le SSD, brick dopo 40.000 ore

L’anomalia ha conseguenze potenzialmente devastanti considerando la tipologia di prodotto interessata, destinata all’analisi dei Big Data, ai servizi di cloud computing, ai sistemi per il backup delle informazioni e a ospitare i database delle utenze business. I drive in questione sono venduti da HPE sia come componenti da integrare in architetture già esistenti sia come parte delle famiglie di soluzioni ProLiant, Synergy, Apollo e StoreEasy.

Particolarmente a rischio le configurazioni RAID dove più dischi condividono le loro risorse. Gli accorgimenti solitamente adottati per garantire la conservazione dei dati se una singola unità risulta compromessa rischiano di essere inefficaci poiché spesso sistemi di questo tipo vengono realizzati assemblando più SSD acquistate in blocco e in contemporanea. A confermarlo l’azienda stessa.

Le SSD che sono entrate in servizio nello stesso momento molto probabilmente manifesteranno il problema contemporaneamente.

Si tratta di drive di tipo SAS (Serial Attached SCSI) con capacità pari a 800 GB e 1,6 TB. Per l’elenco completo dei modelli interessati e per ulteriori informazioni far riferimento alle pagine del Centro di Assistenza di HPE. Fortunatamente una soluzione c’è ed è : aggiornare il firmware alla versione HPD7 (le istruzioni al link di poc’anzi). Secondo il produttore l’anomalia inizierà a verificarsi nel mese di ottobre, ma ai diretti interessati consigliamo per ovvi motivi di non aspettare e procedere il prima possibile all’update.

Non si tratta purtroppo di una novità assoluta: qualcosa di molto simile era già accaduto nel novembre dello scorso anno.

Fonte: HPE
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