Huawei con l'italo-francese STMicroelectronics?

Indiscrezioni sulla partnership tra Huawei e STMicroelectronics per la realizzazione di hardware da destinare ai settori mobile a automotive.
Indiscrezioni sulla partnership tra Huawei e STMicroelectronics per la realizzazione di hardware da destinare ai settori mobile a automotive.

Il ban degli USA nei confronti di Huawei, di recente prorogato fino al 15 maggio, ha spinto il colosso cinese a cercare altrove i partner per il futuro: stando a quanto riporta oggi la testata nipponica Nikkei sarebbero state avviate trattative con STMicroelectronics per la realizzazione di hardware da destinare ai settori mobile e automotive.

STMicroelectronics per l’hardware di Huawei?

Non sarebbe ad ogni modo una collaborazione inedita: il gruppo di Shenzen e il chipmaker italo-francese già sono legati da accordi per la fornitura di componenti come sensori. Più avanti la cooperazione potrebbe essere estesa arrivando a interessare anche prodotti destinati tra le altre cose alla guida autonoma. Discussioni a tale scopo sarebbero state intavolate già lo scorso anno, ma per il momento nessuna stretta di mano è stata annunciata in via ufficiale, dunque utilizzare il condizionale è d’obbligo.

Di Huawei si parla in queste settimane anche in relazione alla fornitura delle infrastrutture per l’allestimento delle reti 5G nel vecchio continente. Il Regno Unito ha confermato proprio nei giorni scorsi la volontà di coinvolgere l’azienda nel progetto, consentendo agli operatori attivi sul territorio di affidarsi al fornitore cinese per le parti ritenute “non critiche” dei network, nonostante le pressioni che continuano a giungere dagli Stati Uniti. La posizione del gruppo è nota da tempo:

È importante concedere agli operatori la libertà di decidere così che possano loro stessi giudicare quale fornitore è in grado di offrire loro il miglior valore in termini di business.

Restando in tema, altre voci relative a un rafforzamento della presenza di Huawei in Europa sono circolate a fine febbraio con la comparsa delle voci di corridoio legate alla possibile apertura di una fabbrica in Francia da destinare proprio alla realizzazione delle apparecchiature per le reti mobile.

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