I bug di Mega? Poca cosa

Nel quadro della sfida di sicurezza inaugurata per la nuova creatura di Kim Dotcom qualche falla è stata trovata, ma nulla di serio. Silenzio sugli autori delle scoperte e i premi in denaro guadagnati

Roma – Se Mega ha un problema con la sicurezza, finora la “caccia” ai bachi promossa dalla società di Kim Dotcom non ha fatto emergere falle particolarmente “distruttive”: è il blog corporate del nuovo cyberlocker a parlarne , con un aggiornamento che arriva a breve distanza dall’ apertura di un contest per tutti i “bug hunter” attivi online.

Senza fornire dettagli sugli autori delle scoperte o le cifre economiche che si sono accaparrati, Mega gongola e si compiace della robustezza intrinseca del servizio di storage telematico: le falle sin qui individuate sono poca cosa, al massimo classificabili al quarto livello (su sei) della scala di pericolosità utilizzata dagli esperti di sicurezza di Mega.

Anche se è “prematuro” trarre conclusioni a così poca distanza dal debutto del servizio, continua il blog di Mega, è sin qui chiaro che le falle sono facili da scovare (e quindi correggere) richiedendo solo il controllo di qualche linea di codice senza alcuna analisi di alto profilo. E le sfide di cracking a forza bruta sono ancora lì ad attendere .

Le recenti novità riguardanti Mega non sono solo sul fronte della sicurezza: a cavallo del weekend Dotcom ha annunciato la disponibilità di una estensione ufficiale per Firefox, grazie alla quale gli utenti del browser Mozilla potranno accedere con maggiore velocità (e funzionalità aggiuntive) al servizio di cloud storage.

Un’altra novità, anche se “ufficiosa”, è infine rappresentata dalla app Android di terze parti pensata per interfacciarsi con il cyberlocker: attualmente disponibile in stato di alpha, Mega Manager richiede la versione 3.0 dell’OS di Google e permette di scorrere la lista di file salvati sui server o il download dei contenuti su cellulare.

Alfonso Maruccia

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  • Guybrush scrive:
    Le leggi di mercato
    ...gli australiani si incavolano per i prezzi di Appl, Micr &C ? Potrebbero evitare i loro prodotti, allora. In caso contrario si meritano quei prezzi.GT
  • Pietro scrive:
    Eppure é semplice
    Si chama rischio insolvenza, piú in una nazione esiste rischio insolvenza, da parte di clienti, distributori, importatori etc. piú i prezzi salgono, basta confrontare il prezzo di una fiat in Italia e in Germania per rendersene conto.
    • Mela avvelenata scrive:
      Re: Eppure é semplice
      - Scritto da: Pietro
      Si chama rischio insolvenza, piú in una
      nazione esiste rischio insolvenza, da parte di
      clienti, distributori, importatori etc. piú
      i prezzi salgono, basta confrontare il prezzo di
      una fiat in Italia e in Germania per rendersene
      conto.e perchè, l'Australia sarebbe a rischio di insolvenza? Capisco l'Italia, ma l'Australia?
      • Leguleio scrive:
        Re: Eppure é semplice
        - Scritto da: Mela avvelenata

        Si chama rischio insolvenza, piú in una

        nazione esiste rischio insolvenza, da parte
        di

        clienti, distributori, importatori etc.
        piú

        i prezzi salgono, basta confrontare il
        prezzo
        di

        una fiat in Italia e in Germania per
        rendersene

        conto.

        e perchè, l'Australia sarebbe a rischio di
        insolvenza? Capisco l'Italia, ma
        l'Australia?Leggi bene quello che ha scritto Pietro: insolvenza dei clienti, non dello Stato. Poi chi risponderà davanti alla commissione non è Pietro, ma i capi di Microsoft e Apple. Vediamo se queste due aziende useranno proprio quest'argomento, e se convincerà i parlamentari australiani. Adobe è già corsa ai ripari:http://punto-informatico.it/3715511/PI/Brevi/australia-sconto-adobe.aspx
        • Mela avvelenata scrive:
          Re: Eppure é semplice
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: Mela avvelenata




          Si chama rischio insolvenza, piú
          in
          una


          nazione esiste rischio insolvenza, da
          parte

          di


          clienti, distributori, importatori etc.

          piú


          i prezzi salgono, basta confrontare il

          prezzo

          di


          una fiat in Italia e in Germania per

          rendersene


          conto.



          e perchè, l'Australia sarebbe a rischio di

          insolvenza? Capisco l'Italia, ma

          l'Australia?

          Leggi bene quello che ha scritto Pietro:
          insolvenza dei clienti, non dello Stato.Ugualmente mi sembra strano...son australiani, non portoghesi!
          Poi chi risponderà davanti alla commissione non è
          Pietro, ma i capi di Microsoft e Apple. Vediamo
          se queste due aziende useranno proprio
          quest'argomento, e se convincerà i parlamentari
          australiani.


          Adobe è già corsa ai ripari:

          http://punto-informatico.it/3715511/PI/Brevi/austr
  • anonym ous scrive:
    l'ue potrebbe prendere esempio...
    e invece di disquisire su diametro e lunghezza delle banane,chiedere perchè, malgrado il tasso di cambio sia 1 = 1,34 US$, su molti prodotti rimane 1:1
    • Nome e cognome scrive:
      Re: l'ue potrebbe prendere esempio...
      - Scritto da: anonym ous
      e invece di disquisire su diametro e lunghezza
      delle
      banane,
      chiedere perchè, malgrado il tasso di cambio sia
      1 = 1,34 US$, su molti prodotti rimane
      1:1appuntoe poi... e poi... i carburanti allora?
    • BellaBill scrive:
      Re: l'ue potrebbe prendere esempio...
      Rapporto 1$:1 che si applica anche a molte piattaforme di distribuzione digitale del software.Avete mai provato ad esempio ad acquistare un videogioco su Steam?E non mi dite che anche in questo caso si tratta di rischio di insolvenza.Semplicemente credo che in USA ci sia questa idea che gli Europei ed il resto del mondo siano più ricchi e vadano spremuti a fondo.
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