I gravi (o presunti tali) problemi delle CC

di Andrea Glorioso - Licenze Creative Commons sotto accusa: qualcuno manovra nell'ombra? Personaggi non del tutto trasparenti? Struttura verticistica? Ma quanto sono fondate queste accuse?


Roma – Nelle scorse settimane, mentre girovagavo per la blogosfera italiana, mi sono cadute sotto gli occhi delle critiche – alcune piuttosto significative – alle licenze Creative Commons . Esemplificativo, in questo senso, mi pare l’intervento di “Settolo” su Settoblo , intitolato – appunto – “I gravi problemi delle Creative Commons”; a sua volta ispirato da un altro intervento di ” bobregular ” su soluzioni.splinder.com e dal dibattito che ne è seguito.

Sostanzialmente, i punti principali paiono essere cinque:

– la non reattività di Creative Commons (non ho ben capito se ci si riferisce all’organizzazione statunitense o ad altro) di fronte alle critiche che sono state rivolte;
– l’imposizione di una struttura verticistica rispetto alle varie comunità di simpatizzanti che si sono create nel mondo, con particolare riferimento al supposto “furto di potere” operato da Creative Commons nei confronti dei “fondatori” dell’iniziativa italiana;
– l’ipotesi che un gruppo non meglio specificato di multinazionali vogliano favorire l’utilizzo di licenze Creative Commons per creare un archivio mondiale da cui attingere al fine di uno sfruttamento commerciale delle altrui opere;
– collegata al punto precedente, una differenza sostanziale tra la dicitura del “commons deed” (il testo “leggibile dagli esseri umani”, come è ironicamente definito dagli stessi creatori delle licenze CC) e il testo vero e proprio (“leggibile dai giuristi”) delle licenze CC “non commercial” nelle sue varie versioni (BY-NC, BY-SA-NC, BY-ND-NC); tale differenza potrebbe indurre – questa la critica – alcuni autori a scegliere una licenza CC con clausola “non commercial” perché nel “commons deed” leggono che è vietato qualsiasi utilizzo a scopo commerciale, condizione che nel testo legale diventa un divieto per attività a scopo “prevalentemente commerciale”;
– collegata al punto tre, la presenza, all’interno del “board” di Creative Commons, di Joichi Ito, con particolare riferimento ai legami – relativi a degli appalti di ricerca e sviluppo – tra quest’ultimo e l’esercito statunitense.

C’è indubbiamente di che restare perplessi.

Chi scrive non fa parte di Creative Commons, ma ha collaborato a lungo e tuttora collabora con alcuni suoi membri, in Italia e all’estero. Ritengo giusto contribuire con un punto di vista alternativo all’intera questione – o meglio, alle varie questioni sollevate – per evitare che il “venticello della calunnia” o il puro e semplice rimbalzare incontrollato di voci, controvoci, supposizioni e “si dice che” danneggi un progetto tra i più interessanti e coraggiosi cui mi è capitato di assistere negli ultimi anni.

Sia ben chiara una premessa: il progetto Creative Commons è criticabile, né più né meno di qualsiasi altra attività umana. Anzi, mi spingo ad affermare che personalmente provo molto piacere nel leggere tali critiche – per quanto preferirei che dietro ci fosse un minimo più di riflessione e di verifica, che spesso aiuta ad evitare imbarazzanti quanto poco efficaci dietrofront – perché se partiamo dall’assunto che nulla è perfetto, l’assenza di opposizione non può che significare assenza di interesse. E questa sarebbe veramente la morte per Creative Commons.

Per quanto riguarda il primo punto (la scarsa reattività di Creative Commons alle critiche sollevate) non ho abbastanza dati per giudicare il caso concreto. Mi limito ad osservare che, nei limiti del tempo a disposizione, ho sempre ricevuto la disponibilità a discutere eventuali problemi, sia dagli Stati Uniti che nei paesi facenti parte del progetto iCommons – il che, naturalmente, non significa che Creative Commons debba essere d’accordo con le osservazioni mosse. Sia come sia, a volte ho l’impressione che manchi una corretta percezione delle dimensioni ridotte, in termini operativi, del progetto Creative Commons, nonché del numero di attività che i suoi membri “ufficiali” devono seguire quotidianamente – oltre agli impegni esterni al progetto, che spesso non sono sacrificabili. Ciò, unito al desiderio di rispondere in maniera precisa e puntuale, porta inevitabilmente ad una reattività minore rispetto a quella del blog-commentatore medio (senza offesa per la categoria, beninteso).


L’imposizione di una struttura verticistica – sempre che il termine “imposizione” rispecchi fedelmente una situazione in cui nessuno è obbligato a fare alcunché, non avendo Creative Commons una capacità coercitiva in senso proprio – riflette, sia pur in modo a mio parere distorto, una realtà. Creative Commons non ha mai fatto mistero di voler mantenere uno stretto controllo sulla vita e l’evoluzione delle licenze CC, nonché sull’operato di tutte quelle entità – come per esempio le istituzioni che fanno parte del progetto iCommons – che possono essere ricondotte in forma ufficiale a Creative Commons medesima.

Tale atteggiamento è sicuramente criticabile, ma personalmente lo trovo comprensibile. Né mi pare fondamentalmente diverso dal modo in cui altre associazioni od entità, come per esempio la Free Software Foundation o la Open Source Initiative , gestiscono le proprie attività. La critica costruttiva è sempre un bene; ma nessuno, e sicuramente non Creative Commons, obbliga chiunque altro ad una collaborazione le cui modalità risultino, anche dopo una riflessione sui motivi che le giustificano, troppo pesanti o del tutto inaccettabili.

Peraltro, va ricordato che il progetto Creative Commons è molto giovane ed è dunque più che plausibile che l’impostazione più o meno verticistica varierà nel corso della sua vita, anche sulla base delle osservazioni ricevute. Con riferimento all’Italia, mi pare comunque che un’apertura sostanziale ci sia, come testimoniano sia gli incontri che a cadenza regolare si sono tenuti a Torino, volti a discutere gli aspetti salienti del progetto, sia la possibilità di creare ” gruppi locali ” sul territorio italiano.

Per quanto riguarda il terzo punto – che un fantomatico gruppo di “poteri forti” voglia costruire una sorta di archivio di materiale liberamente utilizzabile per i propri loschi fini – confesso di trovarmi spiazzato. Mi sfugge infatti perché mai questi presunti “poteri forti” dovrebbero preoccuparsi di mettere in piedi un progetto come Creative Commons quando hanno a disposizione – e questa volta parliamo di poteri forti reali e non virtuali – strumenti legali, politici ed economici per produrre o comprare (e mi fermo qui per amor di carità) tutto il materiale di cui possono aver bisogno.

Ora, ammetto che lo scienziato politico che c’è in me prova sempre un certo brivido, una sorta di fremito giovanile ogni volta che all’orizzonte si profila l’ombra di un complotto, di manovre arzigogolate e occulte, di doppi giochi. Ma dal complotto al complottismo, se non alla vera e propria paranoia, il passo è ahimé piuttosto breve. Visto e considerato che Creative Commons – come associazione – non ha di per sé alcun ruolo attivo, al di là dell’aver elaborato dei modelli di licenza, all’interno dei rapporti che derivano dall’utilizzare queste stesse licenze (“Creative Commons non è parte della presente Licenza e non dà alcuna garanzia connessa all’Opera”) davvero mi sfugge il senso della critica.

Sul fantomatico – e molto, forse troppo, strombazzato – problema della differenza tra il “commons deed” e il testo legale della licenza relativamente alla clausola “non commercial”, mi limito ad una osservazione e ad un riferimento.

L’osservazione è che il “commons deed” di ciascuna licenza recita:

Questo è un riassunto in linguaggio accessibile a tutti del Codice Legale (la licenza integrale).

e che è altresì presente, nella pagina del “commons deed”, un link chiamato “limitazione di responsabilità”. Cliccandolo, appare una finestra in cui si legge che:

Il Commons Deed non è una licenza. E’ semplicemente un utile riferimento per capire il Codice Legale (ovvero, la licenza completa), di cui rappresenta un riassunto leggibile da chiunque di alcuni dei suoi concetti chiave. Lo si consideri come un’interfaccia amichevole verso il Codice Legale sottostante. Questo Deed in sè non ha valore legale e il suo testo non compare nella licenza vera e propria.

L’associazione Creative Commons non è uno studio legale e non fornisce servizi di consulenza legale. La distribuzione, la pubblicazione o il collegamento tramite link a questo Commons Deed non instaura un rapporto avvocato-cliente.

Incidentalmente, l’ultimo paragrafo della limitazione di responsabilità chiarisce anche perché a certe domande Creative Commons non risponde e non risponderà mai.

Ora, fermo restando che nessuno nasce imparato, che sbagliando si impara e via discorrendo, mi pare abbastanza comprensibile che il “commons deed” non può e non vuole essere considerato come il testo a cui far riferimento qualora si decida di utilizzare una licenza CC per la propria opera e si debba valutare con precisione quali clausole includere – o, al limite, se non sia meglio utilizzare un’altra licenza tout court.

Il riferimento è all’ intervento inviato – a titolo personale e a puro scopo di discussione – più di un mese fa sulla lista (pubblica) di Creative Commons Italia dall’avvocato Massimo Travostino, uno dei membri del gruppo di lavoro che ha effettuato l’adattamento delle licenze CC alla legislazione italiana. Invito tutti i lettori a consultare l’intervento nella sua interezza.


Infine – ciliegina sulla torta – abbiamo i legami tra Joichi Ito, che siede nel “board” di Creative Commons, e l’esercito statunitense.

Anche qui, come per le ipotesi di massonerie pluto-giudaiche dedite allo sfruttamento di ignari autori per i propri loschi fini, sono rimasto alquanto spiazzato. Per due ragioni, una concettuale, l’altra operativa.

Dal punto di vista concettuale mi chiedo se chi avanza questa critica stia scrivendo su una tavoletta d’argilla. Poiché comunque la critica in questione è apparsa su Internet, devo a malincuore far notare che questo potente e meraviglioso strumento nasce (anche) grazie a cospicui finanziamenti del governo statunitense. Finanziamenti a scopo militare.

Un’eccezione? Forse. Però anche il computer che utilizziamo nasce (anche) grazie a finanziamenti e ricerche di natura militare. Così come una larga parte della tecnologia che, giorno dopo giorno, ci rende la vita più semplice.

Sia ben chiaro: non voglio assolutamente sminuire o banalizzare chi compie una scelta molto personale – e al tempo stesso molto politica – relativamente ai propri consumi, prediligendo un “produttore” piuttosto di un altro in base anche al relativo comportamento su questioni che stanno particolarmente a cuore alla persona che compie la decisione.

Tuttavia, trovo forzata e forzosa un’associazione così netta tra le attività di una persona che fa parte di – non controlla in maniera esclusiva, si badi bene – un’associazione e le attività dell’associazione stessa. Soprattutto considerando i risultati pratici che tale associazione realizza e gli obbiettivi che si pone.

Dal punto di vista operativo, mi è assolutamente ignoto in che modo le attività di Joichi Ito, pur se comprendessero lo squartamento di bambini e il traffico di organi, possano rilevare sull’utilità pratica delle licenze Creative Commons. Per dirla in soldoni: le licenze CC rispondono alle tue esigenze? Usale. Il fatto che una persona facente parte dell’associazione che ha scritto tali licenze – donandole alla collettività – agisca in modo non conforme ai miei dettami etici nulla toglie al fatto che proprio tali licenze possano risultare uno strumento utile per il raggiungimento dei miei obbiettivi e per il soddisfacimento dei miei dettami etici.

Chiudo questo lungo articolo, ringraziando Punto Informatico per la sua gentile ospitalità, i lettori per la loro pazienza e, last not least , coloro che hanno criticato le licenze Creative Commons per le loro critiche – che aiutano sempre e comunque a riflettere, a rimettersi in gioco e a non cullarsi sugli allori.

Andrea Glorioso

Andrea Glorioso è un consulente indipendente (il suo CV è disponibile ). Attualmente lavora soprattutto per Media Innovation Unit , l’unità di ricerca di Firenze Tecnologia (azienda speciale della CCIAA di Firenze) dedicata alla ricerca, sviluppo e promozione di Software Libero, Contenuti Aperti, Reti Decentralizzate e Nuovi Media. Risiede a Padova, ma vive tra treni, aerei e hotel. Se volete discutere con lui dei contenuti di questo articolo, scrivete a: andrea (at) digitalpolicy (dot) it.

LICENZA
Questo articolo è Copyright (C) 2005 Andrea Glorioso ed è rilasciato sotto una licenza Creative Commons ” Attribuzione – Condividi allo stesso modo “.

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  • Anonimo scrive:
    Mai non sia i NG pedofili...
    Se vi fate un giro di NG di pedofili (o pseudopedofili che scambiano foto di dodicenni) ce ne sono a dozzine, ma come mai nessuno li chiude?
  • Anonimo scrive:
    vista e osx con palladium, endloesung
    Vedrete che tra un annetto e sblisga i vostrigrandi sistemi di microsoft e apple sarannoabilitati a segnalarvi allegramente che il talfile, purtroppo, in quanto preso a scrocco....etcVedremo se a quel punto qualcuno sosterrà ancorache sono i "migliori" sistemi mai esistiti etc etc
  • Guybrush scrive:
    Damnatio Memoriae
    Gli antichi Romani, oltre la semplice condanna a morte avevano una pena ulteriore, per casi estremi: con il termine "Damnatio Memoriae" si condannava non solo la persona, ma anche il ricordo della stessa.Tutte le opere, gli scritti, qualsiasi cosa avesse fatto quella persona, veniva ricercato e ferocemente distrutto di modo che non esistesse piu' nemmeno il suo ricordo. Non ha sempre funzionato: per Nerone e Domiziano, per esempio, qualcosa ci e' comunque arrivato. Pero' di solito funzionava: non sono molti i personaggi storici sottoposti a tale trattamento, di cui si abbia notizia.Ai vari autorelli cosi' tanto pervicacemente tutelati, tocchera' la medesima sorte: se la cpnoscenza non viene diffusa, allora viene meno alla sua ragione d'essere e muore.Sicche' quando tra 100-150 anni scadranno i diritti per i brani di... boh? DJ Francesco, per esempio, il suo ricordo sara' gia' morto e sepolto da decenni.Mozart invece continuera' ad essere apprezzato e applaudito.
    GT
  • Anonimo scrive:
    5 --
  • Anonimo scrive:
    I provider accettano il male minore...
    Sarebbe peggio se fossero costretti a filtrare il traffico dei p2p cosi' dimostrano buona volonta' e no si rompono i maroni piu' di tanto.La gente non apre certo un account adsl per leggere i newsgroup pero' per i provider i newgroup sono una bella spesa.
    • Anonimo scrive:
      Re: I provider accettano il male minore...
      - Scritto da: Anonimo
      Sarebbe peggio se fossero costretti a filtrare il
      traffico dei p2p cosi' dimostrano buona volonta'
      e no si rompono i maroni piu' di tanto.

      La gente non apre certo un account adsl per
      leggere i newsgroup pero' per i provider i
      newgroup sono una bella spesa.Stronzate. Nel mio caso il 99% del traffico è sui newsgroup. Il resto sono mail o navigazioni.Se mi chiudono i binaries spengo tutto e restituisco l'HAG. Già questi gruppi sono censurati in Italia (non li tiene nessuno) e bisogna pagare qualche provider estero, se li chiudono o filtrano che vadano tutti a remengo.
      • Anonimo scrive:
        Re: I provider accettano il male minore...

        Stronzate. Nel mio caso il 99% del traffico è sui
        newsgroup. O poverino... vedari che sforzo farai a passare al 2p2.:D
        Il resto sono mail o navigazioni.
        Se mi chiudono i binaries spengo tutto e
        restituisco l'HAG. SI certo, ma non ti preoccupare il porno non si trova solo sui newsgroup e magari quelli nemmeno li chiudono :D :D
        Già questi gruppi sono
        censurati in Italia (non li tiene nessuno) e
        bisogna pagare qualche provider estero, se li
        chiudono o filtrano che vadano tutti a remengo. Li filtrano li filtrano, sta tranquillo che li filtrano per non andare in rogne i provider temono molto di piu' i newsgroup che i blog.
  • Anonimo scrive:
    Ottima notizia
    Così la gente ricomincerà a scoprire i newgroup :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Ottima notizia
      Quando svolgo docenze di base riguardanti la navigazione in Internet cerco sempre di dedicare un pò di tempo ai newsgroup, ma chissà perchè la maggior parte delle persone li snobba ritenendoli poco interessanti e popolati da gente poco seria ed attendibile...mah!Ciao!- Scritto da: Anonimo
      Così la gente ricomincerà a scoprire i newgroup
      :D
  • The_GEZ scrive:
    In fondo lo insegnano a scuola ...
    Ciao a Tutti !Nell' aricolo : Inoltre, osserva qualcuno, ancora una volta passa il principio per il quale è meglio censurare del tutto uno spazio internet anziché perseguire chi commette un illecito, ed è meglio perché, sostanzialmente, è assai più facile e meno dispendioso. Bè in fondo è quello che ci viene insegnato fin da piccoli a scuola, quante volte sarà capitato di gente che "fumava" in "bagno" (Nota : ho sritto "Fumare in bagno perchè è la prima cosa che mi è venuta in mente, sotituite con tutto quello che volete), è quale era il "rimedio" ?Persegure che andava a fumare in bagno ?No, Chiudere i bagni !Ingustizia colossale, non sono io (alunno) preposto a mantenere l' rordine ed a educare, se che lo è fallisce nel suo cmpito perchè devo essere punito io ?Cos' impariamo a non protestare contro le ingiustize.
    • Anonimo scrive:
      Re: In fondo lo insegnano a scuola ...
      Verissimo! Come quando si punisce tutta la classe perchè non si riesce a beccare chi ha scritto sul muro della scuola "il preside è un coglione".Abuso di potere da parte di incapaci ed incompetenti.
      • Anonimo scrive:
        Re: In fondo lo insegnano a scuola ...
        - Scritto da: Anonimo
        Verissimo! Come quando si punisce tutta la classe
        perchè non si riesce a beccare chi ha scritto sul
        muro della scuola "il preside è un coglione".
        Abuso di potere da parte di incapaci ed
        incompetenti.che dimostrano, appunto, di essere dei coglioni :Dcome vedete a dire la verità si rischia, e questo è il messaggio che oggi la scuola vuol far passare ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: In fondo lo insegnano a scuola ...
        - Scritto da: Anonimo
        Verissimo! Come quando si punisce tutta la classe
        perchè non si riesce a beccare chi ha scritto sul
        muro della scuola "il preside è un coglione".
        Abuso di potere da parte di incapaci ed
        incompetenti.C'è da dire che spesso la classe è omertosa in questi casi. In questo senso si insegna che l'omertà non paga.
    • Guybrush scrive:
      Re: In fondo lo insegnano a scuola ...
      - Scritto da: The_GEZ
      Ciao a Tutti !

      Nell' aricolo :

      Inoltre, osserva qualcuno, ancora una volta
      passa il principio per il quale è meglio
      censurare del tutto uno spazio internet anziché
      perseguire chi commette un illecito, ed è meglio
      perché, sostanzialmente, è assai più facile e
      meno dispendioso.

      Bè in fondo è quello che ci viene insegnato fin
      da piccoli a scuola, quante volte sarà capitato
      di gente che "fumava" in "bagno" (Nota : ho
      sritto "Fumare in bagno perchè è la prima cosa
      che mi è venuta in mente, sotituite con tutto
      quello che volete), è quale era il "rimedio" ?
      Persegure che andava a fumare in bagno ?
      No, Chiudere i bagni !
      Ingustizia colossale, non sono io (alunno)
      preposto a mantenere l' rordine ed a educare, se
      che lo è fallisce nel suo cmpito perchè devo
      essere punito io ?
      Cos' impariamo a non protestare contro le
      ingiustize.So che non e' cortese fartelo notare, ma lo faccio lo stesso: se a scuola avessi speso piu' tempo per meglio apprendere le regole dell'ortografia, adesso io non starei qui a prenderti per il didietro.:DIl paragone poi non calza affatto.La punizione contro tutte le classi non e' perche qualcuno fuma in bagno.E' perche' sono in molti a sapere chi e' che fuma, ma nessuno parla. L'omerta' e' un comportamento di gran lunga peggiore del semplice "fumare dove e' vietato".Inoltre non calza affatto perche', grazie alla struttura di usenet, e' sempre possibile sapere chi ha pubblicato, cosa, dove e quando.Quindi invece di chiudere i NG, basterebbe denunciare i vari poster e relativi scaricatori per beccare immediatamente (o quasi) un bel po' di ladri di contenuti.Chiudere i NG e' assolutamente inutile.Saluti
      GT
      • Anonimo scrive:
        Re: In fondo lo insegnano a scuola ...
        [...]
        Il paragone poi non calza affatto.
        La punizione contro tutte le classi non e' perche
        qualcuno fuma in bagno.
        E' perche' sono in molti a sapere chi e' che
        fuma, ma nessuno parla. L'omerta' e' un
        comportamento di gran lunga peggiore del semplice
        "fumare dove e' vietato".[...]Allora si può parlare, usando un termine altisonante ma perfettamente calzante, di "rappresaglia". Non so te, ma io non avrei mai e poi mai fatto la spia nei riguardi di un amico che scrive boiate alla lavagna, forse lo avrei ripreso a quattr'occhi, ma la spia leccapiedi degli insegnanti (e in genere dei potenti) no. E non venirmi a parlare di omertà che qui non c'entra niente. Si parla di omertà quando una persona preferisce subire di buon grado un torto nei confronti suoi o della collettività per timore delle reazioni di certo individuo o del potere in senso lato. L'omertà può generare rappresaglia (cosa che abbiamo imparato a nostre spese in anni passati), ma per quanto riguarda i newsgroup, la rappresaglia non è una conseguenza dell'omertà, ma di una semplice impossibilità ad affrontare in termini differenti la questione.Il paragone utilizzato nel post precedente calza (grammatica a parte :-) ) perché in entrambi i casi si tratta, in piccolo, di un atto di "rappresaglia" utilizzato da potenti incapaci, e in entrambi i casi è sbagliato parlare di "omertà".

        Inoltre non calza affatto perche', grazie alla
        struttura di usenet, e' sempre possibile sapere
        chi ha pubblicato, cosa, dove e quando.
        Quindi invece di chiudere i NG, basterebbe
        denunciare i vari poster e relativi scaricatori
        per beccare immediatamente (o quasi) un bel po'
        di ladri di contenuti.
        Certo, e l'autore del post precedente (che non sono io) affermava proprio questo: è molto più semplice ed economico effettuare questa sorta di "piccola rappresaglia" inconcludente che perseguire i singoli individui, laddove quest'ultima soluzione tecnicamente sarebbe possibile.Ciao.
        • Guybrush scrive:
          Re: In fondo lo insegnano a scuola ...
          - Scritto da: Anonimo
          [...]

          Il paragone poi non calza affatto.

          La punizione contro tutte le classi non e'
          perche

          qualcuno fuma in bagno.

          E' perche' sono in molti a sapere chi e' che

          fuma, ma nessuno parla. L'omerta' e' un

          comportamento di gran lunga peggiore del
          semplice

          "fumare dove e' vietato".
          [...]

          Allora si può parlare, usando un termine
          altisonante ma perfettamente calzante, di[...]
          affrontare in termini differenti la questione.Per le boiate alla lavagna si fa prima col cancellino. Si e' parlato di scrivere sui muri (danneggiamento), di allagare la scuola e fumare in bagno.Chi tace approva un comportamento contro la legge e a mio avviso e' colpevole come e peggio di chi invece la legge si limita a violarla.E' lo stesso motivo che mi porta a litigate paurose con quei miei amici che, invece di andare a votare, se ne vanno a spasso fregandosene.Mi spiace che tu l'abbia considerata una rappresaglia, per me si e' trattato di una sconfitta.Cfr: in II liceo e' volato giu' un casco con tutta la finestra e solo per qlo non ci sono state conseguenze.
          Il paragone utilizzato nel post precedente calza
          (grammatica a parte :-) ) perché in entrambi i
          casi si tratta, in piccolo, di un atto di
          "rappresaglia" utilizzato da potenti incapaci, e
          in entrambi i casi è sbagliato parlare di
          "omertà".Non mi pare granche' come rappresaglia: colpisce i soggetti sbagliati,
          Certo, e l'autore del post precedente (che non
          sono io) affermava proprio questo: è molto più
          semplice ed economico effettuare questa sorta di
          "piccola rappresaglia" inconcludente che
          perseguire i singoli individui, laddove
          quest'ultima soluzione tecnicamente sarebbe
          possibile.E' questo che non capisco: non e' affatto economico, i provider possono pagarsi un avvocato migliore di quello che possono permettersi i singoli utenti, rischiano una causa per danni mica da ridere.Invece e' tanto semplice leggere gli header di un messaggio nntp, risalire al provider del mittente, segnalare l'utente che sta violando la legge e lasciare che la legge stessa segua il suo corso.Se fai cosi' non chiudi i NG: li svuoti.Evidentemente non ci hanno pensato.Egoisticamente dico: peggio per loro.
          GT
  • Anonimo scrive:
    privato può più di magistrato
    era la frase con cui Cesare bollava di barbarie i galli, oltre 2000 anni fa.abbiamo fatto dei bei passi avanti...
    • The_GEZ scrive:
      Re: privato può più di magistrato
      Ciao Anonimo !
      era la frase con cui Cesare bollava di barbarie i
      galli, oltre 2000 anni fa.
      abbiamo fatto dei bei passi avanti...Avanti non so, indietro di sicuro.Più passa il tempo e 1984 di Orwell mi sembra profetico !Già si vedono in TV da parte dei polititci (tutti), il nostro amatissimo P.d.C. in primis i primi accenni di bispensiero ...
  • Anonimo scrive:
    Tutto sommato...
    ... non capisco cos'abbiano da proteggere, queste major.Staro' diventando vecchio ma mi sembra che, ultimamente, il panorama musicale, sia italiano sia internazionale, non abbia prodotto un granche'.Queste notizie fanno certamente arrabbiare ma sembra la manovra dell'imprenditore che, a corto di materiale nuovo, cominci a dare la colpa a destra e a manca della sua incapacita'.Se dovessi ora scaricare musica... onestamente non saprei cosa! Dovrebbero pagare ME per ascoltare certe cose!
    • Anonimo scrive:
      Re: Tutto sommato...

      Se dovessi ora scaricare musica... onestamente
      non saprei cosa! Dovrebbero pagare ME per
      ascoltare certe cose!Eh eh eh.Hai ragione,altro che pagare per ascoltare quattro strofette messe in piedi e fatte strillare al modaiolo di turno costruito dal marketing.Ci dassero 99 eurocent per ogni brano spazzatura che ascoltiamo.Ecchec....o
    • Anonimo scrive:
      Re: Tutto sommato...

      non saprei cosa! Dovrebbero pagare ME per
      ascoltare certe cose!Aggiungerei che, in tutte le campagne di sensibilizzazione che hanno fatto (evidentemente al fine di massimizzare il loro profitto) hanno sempre paventato il fallimento del settore... si riesce a crederci?Si sente dire che senza loro non c'e' musica. Chissa' come facevano anni fa....
    • Guybrush scrive:
      Re: Tutto sommato...
      Scritto originariamente da Enzo Mazza"Lei non deve aver assolutamente idee del mercato discografico e dei cataloghi disponibili perchè altrimenti non andrebbe dietro a sciocchezze del genere. Perchè non fa uno sforzo e cerca di valutare con maggiore equilibrio le questioni di cui stiamo parlando ?"http://www.popolodellarete.it/showthread.php?t=683Ecco quello che uno degli interessati di risponderebbe se gli facessi un discorso del genere. Bruto insensibile, ma come ti permetti? Mettere in discussione la bonta' del loro lavoro: blasfemo, meriteresti il rogo se fossero ancora i bei tempi :D Ribadisco il concetto: loro hanno tutti i diritti a chiedere i diritti, ma dato che i soldi li cacciamo fuori noi... io continuo a non darglieli, tu?
  • gianpietrone scrive:
    Le major possono chiudere i newsgroup
    Che vergogna!! Con quale accanimento si stanno muovendo, quattro scacciani del diritto d'autore.Forse la loro prossima mossa, sarà di venire a casa, fare una perquisizione meticolosa a cercare musica. Magari un disco prestato da un'amico, sarà il colpo del reato che ci farà passare un brutto quarto d'ora.Mi domando come si possa rimanere impassibili di fronte a certe cose. Il guaio è che, piano, piano; stiamo entrando in un regime dittatoriale e quando cominceremo a sentire il fiato caldo e maleodorante del Potere be.... allora sarà troppo tardi.Ragazzi!! Io dico: "Tutte stronzate, e alla fine si troverà un modo per potersi scambiare Files.Un saluto a tuttiA!! Dimenticavo... ma, quando si fa vedere qualcuno che comanda a rompermi i COGLIONI??Vorrei sedere davanti ad uno di quei funzionari impomatati che tutto credono di sapere e... ordinare...Dr. Gian Pietro Bomboibomboi45@hotmail.com
  • Anonimo scrive:
    Presto lo faranno anche i ns. provider
    Tanto sanno benissimo che nessuno rinuncia al contratto perchè internet è "stupefacente" e si diventa dipendenti!AmenPuffaO:)
  • Anonimo scrive:
    Gli utenti possono chiudere i provider
    "i provider firmano un'intesa con le major dell'IFPI"peccato però che sono gli utenti che pagano l'abbonamento, non le major, per cui sono gli utenti che hanno diritto a decidere a cosa avere accesso per quello che pagano. Altrimenti si cambi provider, e che questi ultimi si facciano pagare dalle major visto che sono loro a deciderne modalità di accesso e contenuti...detto questo, è comunque possibile per pochi dollari al mese abbonarsi a un server NNTP situato in un paese libero... tipo la Russia...
    • THe_ZiPMaN scrive:
      Re: Gli utenti possono chiudere i provid
      Come sempre è l'utente che deve farsi carico della difesa della propria libertà. Quando Libero ha deciso, senza preavviso, di chiudere l'SMTP in ingresso, ho cambiato il provider boicottando chi non mi lasciava la mia libertà. Chiunque ha questo potere, quindi speriamo che chi lo ha lo usi. Viva il boicottaggio :-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Gli utenti possono chiudere i provid

        Quando Libero
        ha deciso, senza preavviso, di chiudere l'SMTP in
        ingresso, ho cambiato il provider boicottando chi
        non mi lasciava la mia libertà. Collega :-)
      • djalqali scrive:
        Re: Gli utenti possono chiudere i provid
        E' incredibile sentirti paladino della libertà quando pochi giorni fa montavi una polemica contro l'anonimato. Vuoi sapere cosa c'entra con il tuo ragionamento? Semplice: tu pensi di vivere in un mondo democratico in cui c'è qualcuno come ad esempio il provider che tutela una parte delle tue libertà, e nel caso in cui non fosse più vero, puoi sempre cambiare provider. Se il provider ti chiude i news cambi provider, se il provider ti censura lo spazio web per le tue affermazione cambi provider, se il prov. ti restringe smtp cambi provider, etc. Ma cosa farai quando non ci saranno alternative tra cui scegliere? Quando tutti i provider saranno costretti da qualche legge o semplicemente dalla forza del mercato, a vendersi i diritti degli utenti?Quale forma di lotta adotterai? Come farai (senza anonimato) a comunicare liberamente e pubblicamente le idee eretiche?La totale mancanza di controllo sulle comunicazioni tra individui (sia sull'identità che sul contenuto) è l'unica garanzia di libertà. Una metastruttura di comunicazione come freenet, che non è censurabile (salvo renderla illegale tout court), garantisce l'impossibilità di censurare scambio di informazioni e meteriali di ogni genere. Certo dal punto di vista tecnico, freenet, mute o gli stessi remailer stanno all'anno zero; sono lente, complicate, farraginose, ma nel mondo dell'informatica le evoluzioni sono veloci.
    • Anonimo scrive:
      Re: Gli utenti possono chiudere i provid

      un server NNTP
      situato in un paese libero... tipo la Russia...Azzo, libero come la Cina........ Che strane creature girano su questo forum......
      • Anonimo scrive:
        Re: Gli utenti possono chiudere i provid
        guarda che la situazione sulla libertà di stampa in russia non e' peggiore di quella italiana ,.
      • Anonimo scrive:
        Re: Gli utenti possono chiudere i provid
        - Scritto da: Anonimo

        un server NNTP

        situato in un paese libero... tipo la Russia...

        Azzo, libero come la Cina........ Che strane
        creature girano su questo forum......Eppure ha ragione. In Cina la censura e' di tipo politico, in occidente di tipo economico. In ogni caso la liberta' va a farsi fottere.
  • martinmystere scrive:
    intanto sul mulo 10 milioni di utenti
    connessi.......praticamente e' come curare una peste bubbonica con l'aspirina.....bravi.
    • Anonimo scrive:
      Re: intanto sul mulo 10 milioni di utenti
      - Scritto da: martinmystere
      connessi.......praticamente e' come curare una
      peste bubbonica con l'aspirina.....bravi.Guarda che se ti leggono quelli assumono il bin della situazione e fanno saltare i doppini!:D O:)
    • Giambo scrive:
      Re: intanto sul mulo 10 milioni di utent
      - Scritto da: martinmystere
      connessi.......praticamente e' come curare una
      peste bubbonica con l'aspirina.....bravi.Io direi: E' come cercare di riportare in vita una mucca da latte frustandola. La mucca e' morta perche' in un giorno veniva munta 10 volte e le prelevavano pure 2 litri di sangue.
      • Anonimo scrive:
        Re: intanto sul mulo 10 milioni di utent
        Azureus (un client bittorrent compatibile) indica mediamente 450mila utenti, tuttavia solo chi ha quel client e il plugin annesso viene conteggiato.In compenso ci gira materiale di certe dimensioni........Stamane ho visto spulciando fra le varie liste un torrent da 38giga seguito da uno da 8 !
        • Anonimo scrive:
          Re: intanto sul mulo 10 milioni di utent
          Io ci ho preso il Mame 0.95 completo.11,7 GBytes, completati in 6 giorni con pause per la notte.Saluti,Piwi
          • Anonimo scrive:
            Re: intanto sul mulo 10 milioni di utent
            se hai 11 milioni di utenti sul mulo è perchè sei collegato ai server "sonny boy" o con altri nomi che altro non sono che server allodola pieni di bot aventi lo scopo di tracciare le operazioni di download illegali (0) occhio
          • Anonimo scrive:
            Re: intanto sul mulo 10 milioni di utent
            Ci sono diversi client che spesso si connettono ad un file ed iniziano il download ma.. non lo completano MAI! Ricominciano sempre da capo. Credo siano questi i bot di cui parli.
          • Anonimo scrive:
            Re: intanto sul mulo 10 milioni di utent
            - Scritto da: Anonimo
            se hai 11 milioni di utenti sul mulo è perchè sei
            collegato ai server "sonny boy" o con altri nomi
            che altro non sono che server allodola pieni di
            bot aventi lo scopo di tracciare le operazioni di
            download illegali (0) occhiopeerguardian2 e problema risolto :D
        • Anonimo scrive:
          Re: intanto sul mulo 10 milioni di utent
          - Scritto da: Anonimo

          Azureus (un client bittorrent compatibile) indica
          mediamente 450mila utenti, tuttavia solo chi ha
          quel client e il plugin annessoquale plugin??ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: intanto sul mulo 10 milioni di utent
      - Scritto da: martinmystere
      connessi.......praticamente e' come curare una
      peste bubbonica con l'aspirina.....bravi.la crescita negli ultimi mesi è stata impressionante, praticamente siamo quasi tutti lì. Certo, poi bisognerebbe sommare altri programmi e tutta bittorrent, chissà a che numeri siamo :|
    • Anonimo scrive:
      incredibile
      fra le major e i bastar** terroristi fra un po internet sara supercontrollate :(che triste fra un po scoreggi (scusate la parola) e lo sa tutto il mondoin che mondo viviamo
  • Anonimo scrive:
    Ipotesi
    Secondo me, è una pretattica per indurre i gruppi economici sovversivi a commettere azioni di disturbo sul mercato finanziario.Colpendo i clienti subloggati,le major sperano di ottenere un effetto di roll-back!! Avvenuta questa situazione,esse la sfrutteranno per imbavagliare il sistema informativo-socioculturale.E' una mossa sopraffina, che prevede anche diverse acquisizioni nel campo azionario del Nasdaq e sul terreno dei futures slegati dal cambio d'interesse.Sono sempre più furbe queste corporation.
  • Anonimo scrive:
    Proposta inutile...
    Per la struttura stessa di Internet è del tutto inutile che le case discografiche chiedano agli ISP belgi di filtrare le comunicazioni NNTP; esisterà sempre un accesso ai suddetti gruppi di discussioni in qualche altra parte del mondo, magari via web o con una semplice registrazione... Come al solito si bloccherà quel gruppo di utenti non in grado di avere dimestichezza con i servizi offerti dalla rete. Per il resto chi vuole condividere sa come aggirare (banalmente) le restrizioni.
    • Anonimo scrive:
      Re: Proposta inutile...
      Esatto, basta abbonarsi a pagamento agli eccellenti server NNTP d'oltreoceano che forniscono l'accesso a più di 100.000 Newsgroups (e tra l'altro sono perfettamente sincronizzati con i gruppi della gerarchia it, it.alt, e free.it).Visto che Interbusiness non mi offre l'accesso ai NG ho dovuto adottare questa soluzione e ne sono pienamente soddisfatto.Ciao.
      • Anonimo scrive:
        Re: Proposta inutile...
        esatto, i vari orangeusenet et bla blabla offrono un gran servizio a partire da circa 10 euro al mese...ad oggi sono disponibili più di 104.000 gruppi...
  • Anonimo scrive:
    fanno benissmo.
    è ora di finirla di scroccare.
  • Anonimo scrive:
    Si..ma...
    Cosa ci guadagnano gli isp? Anche perchè se faccio un'azione che mi "danneggia" l'imamgine devo essere compensato con qualcosa di tangibile.bha!
  • Anonimo scrive:
    E vai !
    E vai ora è la volta dei newsgroup ! :|
    • Anonimo scrive:
      Re: E vai !
      solta solfa , la solita pasta e tutto ricomincia da capo senza mai finire...
      • Anonimo scrive:
        Re: E vai !
        - Scritto da: Anonimo
        solta solfa , la solita pasta e tutto ricomincia
        da capo senza mai finire...Certo, finchè le multinazionali potranno fare quello che vogliono sarà sempre la stessa musica.Caxxo, comandano loro.
        • Anonimo scrive:
          Re: E vai !

          Certo, finchè le multinazionali potranno fare
          quello che vogliono sarà sempre la stessa musica.
          Caxxo, comandano loro.Ancora per poco.....
          • Anonimo scrive:
            Re: E vai !
            - Scritto da: Anonimo


            Certo, finchè le multinazionali potranno fare

            quello che vogliono sarà sempre la stessa
            musica.

            Caxxo, comandano loro.

            Ancora per poco.....Si si ancora per poco... ma sono anni, ANNI che dura questo 'poco'. Ho sottoscritto il mio primo contratto con un provider nel 1998, da allora che continuo a sentir parlare di fine della pacchia per le majors... e ora hanno aggredito anche usenet. Ormai le aggressioni alle libertà digitali sono sempre più stringenti, e tutto per difendere qualche f***uta canzoncina. Ma le volete davvero quelle canzoncine? Stiamo dando via la libertà per delle canzoncine. Ve ne rendete conto?
          • Anonimo scrive:
            Re: E vai !
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo




            Certo, finchè le multinazionali potranno fare


            quello che vogliono sarà sempre la stessa

            musica.


            Caxxo, comandano loro.



            Ancora per poco.....

            Si si ancora per poco... ma sono anni, ANNI che
            dura questo 'poco'. Ho sottoscritto il mio primo
            contratto con un provider nel 1998, da allora che
            continuo a sentir parlare di fine della pacchia
            per le majors... e ora hanno aggredito anche
            usenet. Ormai le aggressioni alle libertà
            digitali sono sempre più stringenti, e tutto per
            difendere qualche f***uta canzoncina.

            Ma le volete davvero quelle canzoncine? Stiamo
            dando via la libertà per delle canzoncine. Ve ne
            rendete conto?Bisogna avere pazienza amico mio!! Pazienza!! La fretta porta al Lato Oscuro!!
          • Anonimo scrive:
            Re: E vai !
            Aspetti la rivoluzione? :| (troll2)
    • Anonimo scrive:
      Re: E vai !
      Che strano, pensavo che in democrazia la mia parola valesse quanto quella di un potentato economico ma forse mi sbaglio
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