I notebook? Buoni solo per gossip e pornografia

C'è del marcio in quel laptop: una ricerca inglese svela l'abitudine di usare i portatili aziendali per spettegolare sui colleghi e scaricare musica e contenuti hard. Con rischi per la sicurezza personale e dell'impresa
C'è del marcio in quel laptop: una ricerca inglese svela l'abitudine di usare i portatili aziendali per spettegolare sui colleghi e scaricare musica e contenuti hard. Con rischi per la sicurezza personale e dell'impresa

Sono gli americani i più grandi consumatori di pornografia sui portatili dell’ufficio, mentre agli inglesi spetta il primato per l’invio di materiale confidenziale e per il gossip via email. Gli abitanti di Singapore sono invece i più disinvolti nel download della musica da Internet e nell’utilizzo dei videogiochi.

Questi alcuni dei dati che emergono da una ricerca condotta da Monica Whitty della Queen’s University di Belfast, assieme alla nota company per la sicurezza online SurfControl : l’indagine ha coinvolto più di 1.000 individui residenti in Australia, Olanda, Singapore, Regno Unito e Stati Uniti.

Gli statunitensi occupano le posizioni di testa anche quando si parla di giocare con il pc aziendale e di spettegolare. Fanno loro compagnia, in cima alle classifiche meno meritorie, britannici e abitanti di Singapore, mentre a sorpresa gli olandesi risultano quasi sempre i più virtuosi tra gli intervistati.

Il quadro non è dei più confortanti per i datori di lavoro: quasi tutti i loro dipendenti ignorano o fingono di ignorare i rischi legati ad attività come l’ utilizzo di archivi portatili su USB o il download del porno sulle macchine dell’ufficio. Molto spesso poi circolano informazioni importanti via email, una procedura poco sicura che con pochi clic potrebbe esporre l’azienda a gravi perdite di dati .

Se una volta molto tempo veniva speso a spettegolare davanti alla macchina del caffè, oggi è la posta elettronica il mezzo preferito per sparlare dei colleghi (o del capo): gli impiegati si scambiano indiscrezioni (e lo fanno in egual misura uomini e donne), notizie o addirittura filmati. Sebbene possano apparire attività innocenti, potrebbero comunque risultare utili ad un malintenzionato .

La superficialità con la quale vengono condivise queste informazioni è dimostrata dalla scarsa consapevolezza dei rischi: i dipendenti ritengono che eventuali furti di informazioni o di identità sarebbero una responsabilità del capo o dell’azienda, incapaci (secondo gli intervistati) di salvaguardare i dati conservati nei laptop.

Uno degli aspetti più interessanti della ricerca è proprio la fiducia che i lavoratori ripongono nei loro portatili : la maggioranza del porno scaricato finisce proprio nei notebook, ritenuti generalmente più al sicuro da sguardi indiscreti , perché seguono ogni sera l’utilizzatore a casa.

Luca Annunziata

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06 06 2007
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