I provider si appellano a Ciampi

Assoprovider e AIIP firmano una lettera al Presidente della Repubblica affinché non firmi il provvedimento sulla posta elettronica certificata: è incostituzionale. A rischio 1.500 imprese
Assoprovider e AIIP firmano una lettera al Presidente della Repubblica affinché non firmi il provvedimento sulla posta elettronica certificata: è incostituzionale. A rischio 1.500 imprese


Roma – Spett.le
Presidenza della Repubblica Italiana
Presidente Carlo Azeglio Ciampi

e p.c. Ministro per le Comunicazioni
On.Ie Maurizio Gasparri

e p.c. Ministro per rinnovazione e le Tecnologie
On.Ie Ing. Lucio Stanca

p.c. Dipartimento Funzione Pubblica
On.Ie Mario Baccini

p.c. AGCM – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Oggetto: DPR recante disposizioni per l’utilizzo della posta elettronica certificata.

Illustrissimo Presidente, illustri Ministri, illustre Garante,

le scriventi Associazioni di Imprese operano in un settore economico il cui sviluppo viene ritenuto fondamentale dal Governo di questo Paese. Nei fatti, purtroppo, dobbiamo constatare con delusione che le regole che vengono emanate sono spesso tecnicamente inadeguate alla realtà delle cose.

Il 28 Gennaio scorso è stato approvato dal Governo uno “Schema di DPR recante il regolamento concernente l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata” . Lo Schema di DPR pubblicato sul sito del CNIPA è stato redatto dopo una lunga fase di sperimentazione del servizio dì Posta Elettronica Certificata con la collaborazione attiva delle aziende iscritte alle Associazioni scriventi.

Purtroppo, però, gli elementi utili emersi durante la sperimentazione non sono stati tenuti nella dovuta considerazione in sede di stesura dello Schema di DPR. In seguito all’emanazione il DPR farà in modo che il servizio di Posta Elettronica Certificata italiano non decollerà mai, anzi rischierà di provocare dei seri danni al funzionamento della rete Internet in Italia.

La tutela della concorrenza tra le imprese è uno dei principi prescritti dalla nostra Costituzione e lo Schema di DPR è sotto molti aspetti anticoncorrenziale e rischia quindi di essere incostituzionale! Si stabilisce un limite minimo di un milione di Euro di capitale sociale interamente versato per quelle aziende che vorranno offrire un servizio di Posta Elettronica Certificata.

Tale limite non garantisce alcuna serietà dell’azienda ma determina una foltissima discriminazione per quelle aziende che a maggioranza hanno partecipato con grande impegno alla fase di sperimentazione del servizio, dimostrando sul campo la loro capacità e serietà. Oggi queste aziende si vedono escluse categoricamente senza un motivo valido da un mercato che inevitabilmente finirà nelle mani di pochissime aziende.

Noi siamo del parere che i limiti minimi di capitale sociale non siano una misura efficace, e che solo una seria attività di controllo, basata su regole e modalità stringenti, possa tutelare cittadini ed imprese rispetto alla fornitura di un servizio così delicato.

Il servizio dì Posta Elettronica Certificata, cosi come disposto dallo schema di DPR approvato il 28 Gennaio, rischia di eliminare del tutto dal mercato quella miriade di piccole e medie imprese impegnate nel settore Informatico/telematico che svolge la funzione importantissima di “trasferimento tecnologico” per tutto il tessuto delle PMI italiane.

Queste aziende infatti sono già falcidiate dallo scarso livello di concorrenza del settore delle Telecomunicazioni in cui l’operatore ex monopolista conserva e rafforza quote di mercato tali da accumulare quattro condanne antitrust negli ultimi 4 anni.

L’approvazione dello schema di DPR sulla Posta Elettronica Certificata rischia di introdurre ulteriori ostacoli alla sopravvivenza di oltre 1.500 aziende con non meno di 20.000 (ventimila) addetti, già attualmente sottoposte ad una tortissima pressione anticompetitiva!

Abbiamo seguito l’iter dello schema di DPR e siamo intervenuti presso le Commissioni Parlamentari per segnalare l’incongruenza di quanto si stava delineando, ma nonostante le rassicurazioni ricevute in tali sedi ci siamo trovati di fronte ad un testo largamente insoddisfacente, anche sul piano tecnico che non mancheremo di sottolineare in tutte le sedi opportune.

Per tutte le motivazioni espresse sopra, Signor Presidente Ciampi, a nome di tutti gli associati ad AIIP e Assoprovider, ma anche di molte altre aziende che si stanno mobilitando per chiedere un Suo diretto intervento, Le chiediamo di fare quanto in Suo potere per sollecitare un rapido e sostanziale emendamento di questo schema di DPR in modo che la sua entrata in vigore non costituisca un colpo mortale per tante aziende che promuovono, con il loro operato, l’innovazione del Paese.

Certi che Ella si farà interprete di questa nostra richiesta, nel restare a disposizione per ogni chiarimento ed ogni collaborazione sulla materia, ci è gradita l’occasione per inviarLe i nostri migliori saluti.

Per AIIP
Paolo Nuti
Presidente AIIP

Per Assoprovider
Matteo Fici
Presidente Assoprovider

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03 02 2005
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