IKEA smonta gli hacker

Il sito di modifiche alle tavole di compensato IKEA dovrà chiudere o rinunciare all'advertising. Dalla Svezia una lettera di fuoco. Polemiche in Rete: un boomerang per l'immagine della grande azienda?

Roma – Ci sono voluti 8 anni ma alla fine IKEA ha deciso di scatenare i suoi legali contro IKEA Hackers , sito specializzato nel proporre “hack” e trucchi sperimentati dal pubblico nel tentativo di abbellire, trasformare o migliorare i prodotti messi in vendita dal colosso svedese della mobilia fai da te.

Jules Yap, l’anonimo autore e gestore di IKEA Hackers, ha ricevuto una lettera di “cease and desist” da parte dei succitati legali con la richiesta di abbandonare il nome di dominio usato dal sito, o di passare a un regime “non-commerciale”. IKEA Hackers deve insomma scegliere se perdere il dominio oppure perdere i ricavi provenienti dall’advertising pubblicato sul sito, una richiesta che ha colpito duramente Yap soprattutto considerando lo spirito da “community” che anima il suo progetto.

L’admin dice di non aver gradito la lettere di IKEA ma di essere comunque in trattativa con l’azienda, mentre i piani per l’immediato futuro prevedono il passaggio a un nuovo dominio dove ci sarà la possibilità di continuare a usare l’advertising. Per il momento comunque IKEA Hackers resta dov’è, almeno fino al 23 giugno.

Tra i critici più aspri del comportamento di IKEA va annoverato Cory Doctorow, che su Boing Boing definisce senza giri di parole la lettera di inviata a IKEA Hackers un vero e proprio caso di bullismo e un tentativo di censura. E Jules Yap farebbe bene a trovarsi un buon avvocato, consiglia ancora Doctorow.

Alfonso Maruccia

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