Il copyright raggiunge la Cambogia

Sotto l'enorme pressione degli Stati Uniti le autorità locali stanno preparando una legge che consentirà di perseguire piratoni e piratini


Phnom Penh (Cambogia) – A breve il Parlamento cambogiano approverà la prima legge del paese in materia di copyright, conseguenza diretta delle pressioni degli Stati Uniti. Questi hanno infatti minacciato di inserire la Cambogia nella lista nera dei paesi dove la pirateria prolifera e che per questo sono soggetti a pesanti sanzioni commerciali.

A confermare l’iter veloce della legge è stato il viceministro al Commercio, Sok Siphana, che ad Associated Press ha dichiarato che la normativa sarà efficace a partire dall’anno prossimo e consentirà di perseguire produttori e distributori di software e altri materiali pirata. Oggi quei materiali, in particolare CD ricolmi di software proprietario, vengono spacciati dentro e fuori dal paese alimentando il mercato nero della regione da sempre nel mirino dei produttori statunitensi.

“Partire con queste azioni farà male – ha affermato Siphana – sanguinerà un po’, ma non importa. Se non lo facciamo, gli Stati Uniti ci metteranno nella lista nera. Ci hanno già avvisato, siamo sotto enorme pressione”. Gli Stati Uniti sono il maggiore paese importatore della principale produzione cambogiana, i tessuti.

Entro il 2003 la Cambogia spera di poter entrare nell’organizzazione mondiale del Commercio, ma è una impresa improba perché prima di allora dovranno essere varate, secondo le autorità, almeno 50 nuove leggi in materia commerciale e industriale. L’infrastruttura normativa è infatti ancora pesantemente arretrata, come molti altri settori della società e dell’economia cambogiana.

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