Il futuro dei videogiochi: PC o console?

All'alba di una nuova "console war", i protagonisti del settore videoludico offrono la propria visione del futuro: il capo di Valve parla di PC ed economie virtuali interdipendenti, mentre su Xbox proliferano le indiscrezioni
All'alba di una nuova "console war", i protagonisti del settore videoludico offrono la propria visione del futuro: il capo di Valve parla di PC ed economie virtuali interdipendenti, mentre su Xbox proliferano le indiscrezioni

Quale sarà il futuro dei videogiochi? Xbox 720 e PlayStation 4 sono quasi pronte al via, e in questa fase di transizione c’è spazio per riflettere sulla prossima evoluzione del business dell’intrattenimento interattivo: c’è chi dice che su tutti vincerà il PC, chi punta su Android e chi invece professa silenzio in attesa dei grandi annunci previsti per i prossimi mesi.

A puntare tutto – ma proprio tutto – sul computer come “mezzo videoludico” di razza superiore è Gabe Newell, patron e fondatore di Valve: nel suo keynote durante il summit DICE (Design, Innovate, Communicate, Entertain) in quel di Las Vegas, Newell dice di essere convinto che la prossima evoluzione del PC come piattaforma per videogiochi sarà la conquista del salotto domestico a scapito delle attuali console di settima generazione – e di quelle future.

Valve è al momento impegnata nell'”esperimento” hardware ufficiosamente noto come Steam Box , ma in futuro – dice Newell – ci saranno tre diverse “categorie” di sistemi PC based in relazione alla qualità e alla potenza delle componenti. Prima bisognerà migliorare e adattare i controller (mouse, tastiera, gamepad e altro) al nuovo ambiente, sostiene Newell, e Valve è in tal senso impegnata a far avanzare il settore.

Il cloud gaming? Per Newell non è il futuro, visto che latenza e streaming da remoto saranno sempre un problema impossibile da risolvere per un’attività come il videogaming che necessità di risposta immediata e qualità degli asset tecnici (grafica, audio, texture) assoluta.

Fra i tanti punti toccati durante il keynote, Newell parla in particolare di “economie” virtuali interdipendenti e di mondi videoludici in cui gli utenti saranno in grado di “monetizzare” e scambiare “valore” economico tra giochi diversi. Giochi che a questo punto diverranno delle autentiche “economie” da sostenere in qualche modo sul lungo periodo: diversamente da un MMO a caso, un gioco che crea valore non può diventare inutilizzabile quando si spengono i server centrali.

Valve è anche convinta del futuro di Linux come piattaforma videoludica, ma c’è un altro importante protagonista del settore che ha una opinione diametralmente opposta: John Carmack, che “fa videogiochi” da molto più tempo di Valve, descrive il Pinguino come una causa persa (ludicamente parlando) e parla di emulazione come possibile soluzione (sul lungo periodo) per l’incresciosa situazione.

Fuori dall’ambito PC, i protagonisti grandi e piccoli del mondo console scaldano i motori o (in alternativa) tengono la bocca più o meno chiusa sulle indiscrezioni che si susseguono incessanti: Ouya, la console Android tutta ambizioni e giochi casual, promette un hardware aggiornato ogni anno a prezzi modici.

Sul fronte Xbox (720), le ultime indiscrezioni sulle specifiche della futura console Microsoft parlano di una GPU con clock da 800MHz e 12 shader core, con una capacità computazionale di 1,2 TeraFLOPS e RAM con data rate di 68 Gigabyte per secondo.

Xbox 720 dovrebbe poi richiedere una connessione permanente a Internet e bloccare l’esecuzione di giochi usati, anche se gli analisti già bollano tali ipotesi come poco probabili. La prossima console Microsoft dovrebbe avere la capacità di rispondere ai comandi vocali come il “digital assistant” di Apple noto come Siri.

Alfonso Maruccia

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11 02 2013
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