Il kit Nike+iPod è pericoloso per la privacy

Lo denuncia il guru della sicurezza Schneier: il kit di monitoraggio delle prestazioni sportive Apple-Nike presta il fianco a rischi di sorveglianza e controllo degli spostamenti degli utenti

Roma – Nike + iPod , ovvero il sogno di ogni appassionato sportivo o corridore della domenica, musicofilo dal cuore di geek: scarpe da ginnastica Nike con trasmittente in radiofrequenza integrata, e iPod nano per monitorare le prestazioni, le calorie bruciate, il passo, e naturalmente ascoltare la propria musica preferita. Ma anche un nuovo strumento indesiderato di controllo , denuncia il security guru Bruce Schneier sul suo blog .

I ricercatori dell’Università di Washington hanno appena distribuito online una pubblicazione che dimostra come, con estrema facilità e una spesa contenuta, sia stato possibile seguire gli spostamenti passo passo di chi indossava il kit .

Dopo essersi costruiti un dispositivo di sorveglianza costato appena 250 dollari, i ricercatori sono stati in grado di leggere e tracciare il segnale del chip in radiofrequenza presente nelle scarpe, da una distanza massima di poco meno di 20 metri. Il dispositivo era interfacciato con Google Maps, rendendo la ricostruzione dei movimenti del “bersaglio” ancora più agevole e semplice.

Per quanto il chippettino RFID nelle Nike non contenga alcun tipo di informazione personale, trasmette nelle vicinanze un codice identificativo univoco , rendendone quindi possibile il tracciamento e il controllo da remoto con estrema precisione e facilità. Ed è questo che denuncia il sempre accorto Schneier, la banalità con cui oggi, grazie a tecnologie sempre più sofisticate e ubique integranti i microchip in radiofrequenza , sia possibile essere spiati a propria insaputa.

E questo a dispetto delle stesse intenzioni delle aziende: secondo Schneier la società di Cupertino non ha certo pensato ad un utilizzo da spioni del proprio iPod Sport Kit, e ha sottostimato i possibili rischi alla privacy derivanti dall’utilizzo del microchip in radiofrequenza come trasmittente.

Ed è questa la cosa che l’esperto sottolinea: finché le aziende non saranno costrette attraverso un obbligo di legge a garantire quei paradigmi minimi di sicurezza personale (come appunto la libertà di farsi una sana corsa senza il dubbio che qualcuno stia seguendo il nostro percorso su Internet) in abbinamento alle tecnologie di trasmissione dei segnali, per esse sarà molto più facile ignorare del tutto il problema, e lasciare i consumatori in balia delle possibili conseguenze di un uso distorto dei propri prodotti.

Alfonso Maruccia

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  • Sparrow scrive:
    Non sono d'accordo ma
    ma è anche vero che sti MMORPG sono una droga !Anzichè spegnere i server, che mi sembra un metodo da lager, sarebbe il caso di introdurre nel sistema di gioco una serie di funzionalità che scoraggino la dipendenza dal gioco.Per esempio hanno proposto un sistema per cui il "personaggio" si stanca e si indebolisce se uno sta troppo tempo online, obbligando il "drogato" di turno a staccare.Oppure avere una modalità offline, vacanza, ecc, che non sia troppo penalizzante e consenta di gestire il gioco come un passatempo, un intermezzo, e non come una seconda vita la VL(virtual life) che annichilisce la RL (real life).Alla fine però posso solo consigliare di girare alla larga dai MMORPG, anche gratuiti, perchè generano sempre dipendenza.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sono d'accordo ma
      secondo me il problema dei mmorpg e' che sono una vacca da mungere!!!se i giochi fossero piu veloci nell'avanzare non ci sarebbe dipendenza; uno gioca un mesetto arriva al massimo Powna tutti quelli che vuole, dopo un po si stanca e cambia gioco...Il problema invece e'che facendoti pagare l'abbonamento piu sei on line e piu il gioco e' lento, piu loro guadagnano.Molti prodotti del genere addirittura te li danno gratis (vedi lineage2) ma poi ogni mese ti costano dieci euri e per arrivare a livelli decenti ci metti 8-9 mesi (= 80 - 90 euri -non male considerato che un gioco classico costa 60 (ghost) ).Prima si munge la vacca - dimenticavo il dio mercato non si tocca - poi dopo ci si accorge delle cazzate, infine si punisce chi non c'entra nulla con palliativi che non servono a nulla.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non sono d'accordo ma
        Dovrebberò fare un sistema di gioco che non ti costringa a satare troppo attaccato. anche una modalità "vacanza" non sarebbe.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non sono d'accordo ma
          - Scritto da:
          Dovrebberò fare un sistema di gioco che non ti
          costringa a satare troppo attaccato. anche una
          modalità "vacanza" non sarebbe.In teoria OGame e' cosi', ma poi vedi la gente che si mette la sveglia alle 4 di notte per seguire le battaglie della propria flotta.Tu cosa proponi ???
          • Sgabbio scrive:
            Re: Non sono d'accordo ma
            - Scritto da:
            In teoria OGame e' cosi', ma poi vedi la gente
            che si mette la sveglia alle 4 di notte per
            seguire le battaglie della propria
            flotta.

            Tu cosa proponi ???Lasciamo stare OGame, che è fatto apposta per renderti dipendente per via del delirio che puoi essere attaccato nel cuore della notte.Cmq si parlava di MMORPG e Ogame è uno strateggico.Cmq nei MMORPG evitarei Pet e altre creature accesorie che devi curare dopo tot ora, cosa che rende un certo stress soprattuto in caso di imprevisti che ti possono accadere.la possibilità di "frezzare" il pg quando per alcuni brevi periodi (tipo andare in bagno) si possa stare tranquilli senza l'ansia di essere aggrediti da altri giocatori (soprattuto se il vostro pg è allineato) e anche la possibilità di mettere in pausa il pg anche durante una battaglia...soprattuto nei party, se devi andare in bagno urgentemente, ti fa saltare il turno mentre sei in pause, cosi non allunghi la battaglia in corso. Poi meno deliri per la creazione di Oggetti, che fa non poco impazzire, rendere questo sistema meno frustrante.
  • Solvalou scrive:
    Ironia della sorte.
    I nonni vietcong tiravano giu' gli americani lottando tra una bomba al napalm e un colpo d'artiglieria, i nipotini non possono collegarsi colla loro console a uno sparatutto multiplayer.D'altra parte se un ex vietcong e' preoccupato non e' che stiamo esagerando? @^
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