Il primo compleanno di LibreOffice

La Foundation che ha sfidato Oracle biforcando lo sviluppo di OpenOffice festeggia la sua prima candelina e parla di successo, con centinaia di sviluppatori a bordo e milioni di download della suite FOSS

Roma – Esattamente un anno fa nasceva The Document Foundation (TDF), organizzazione non profit nata dalla disaffezione di importanti membri della community di OpenOffice.org alle politiche di gestione di Oracle. Oggi LibreOffice fork della suite di Sun acquisita da Oracle – è più in forma di quanto sia mai stato OOo, e TDF parla di una risposta estremamente positiva da parte di utenti e sviluppatori insieme per un progetto che ha un grande futuro davanti a sé.

Nel festeggiare la prima candelina di LibreOffice, TDF snocciola i numeri raggranellati nel corso di un anno di attività: sono 250 gli sviluppatori registrati presso la Foundation e importanti organizzazioni FOSS come Canonical (sviluppatrice dell’OS Linux-based Ubuntu) hanno dedicato un certo numero di membri al solo lavoro di sviluppo della suite di produttività open source.

Nel complesso, dice TDF, LibreOffice “ha attirato più sviluppatori nel primo anno di quanto abbia fatto il progetto OpenOffice.org nel suo primo decennio”. La foundation di LibreOffice è attiva e vitale, mentre sul fronte OOo (software ora gestito da Apache Foundation) i progressi vanno sul lento andante, e anche questo sarebbe un segno delle cose di là da venire.

LibreOffice è ora integrato nella maggioranza delle distro Linux, dice TDF, mentre i download della suite si contano in 7,5 milioni sin dal rilascio della prima versione stabile a gennaio 2011. Un’altra decina di milioni di utenti, sostiene la Foundation, ha installato la suite da CD o stick USB preparati a partire dai suddetti download.

Cosa c’è nel futuro immediato di TDF e LibreOffice? L’organizzazione FOSS è soddisfatta di come vadano le cose sul fronte Linux, molto meno per quel che succede in ambiente Windows: lì c’è ancora parecchio da lavorare per superare il “conservatorismo” degli utenti e spingerli ad assaggiare la suite di produttività a codice aperto.

Alfonso Maruccia

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