Il ritorno del tablet

di D. Galimberti - A cosa serve un computer? E a cosa un tablet? Rispondendo a queste domande si scopre la chiave per anticipare il futuro del mercato. L'elettronica di consumo sta cambiando, ma per i PC non è ancora finita

Roma – Il mio ultimo articolo pubblicato su queste pagine ha prodotto reazioni di parere completamente opposto nel forum, per cui torno volentieri sull’argomento per ampliare il discorso.

Prima di cominciare vorrei tranquillizzare gli immancabili complottisti: se ho accennato più spesso a iPad rispetto agli altri è semplicemente perché il tablet della Mela rappresenta il miglior esempio, sia per tipologia di dispositivo, sia per il successo di pubblico ottenuto (e qui metteteci tutti i motivi che volete, dall’essere arrivato prima alle diatribe sui brevetti, ma allo stato attuale iPad è in vetta alle classifiche), del pensiero che volevo esprimere: il ragionamento in sé, sebbene con qualche lieve differenza e precisazione, sarebbe altrettanto valido se prendessimo in considerazione un tablet Android (come già scritto nello stesso articolo), uno con WebOS (semmai avrà un futuro), o uno con il TabletOS di RIM basato su QNX (se riuscirà a far breccia nell’utenza).

Un po’ meno valido il parallelo con le SmartTV, che a mio avviso sono oggetti ancora più limitati e più vicini ad un elettrodomestico evoluto che non ad uno strumento informatico semplificato, anche se (indubbiamente) anch’essi possono rappresentare una valida alternativa al computer se lo scopo è solo quello di navigare Internet, mandare email, e poco altro. Chissà se Apple, come si mormora, non abbia davvero intenzione di entrare anche in questo settore: sicuramente non si tratta di un compito facile visti gli umori altalenanti dei prodotti in circolazione basati sulla IPTV di Google, e se devo dire la mia credo che Apple farebbe meglio a potenziare l’attuale AppleTV (processore A5, uscita video 1080p, e un minimo di memoria per installare le App di iOS) che non a fare una iTV-Apple. Ma questo è un altro discorso.

Non vedo invece possibile il parallelo con eventuali tablet che dovessero montare un sistema operativo completo, perché il fulcro della questione non è tanto il dispositivo in sé, ma ciò che fa da tramite tra l’utente e il dispositivo stesso: i tablet con Windows XP esistono da 10 anni ma solo lo sviluppo di sistemi dedicati ha permesso a questi strumenti di raggiungere il recente successo, successo che invece è mancato a chi si è ostinato (e ancora si ostina) nella proposta di tablet con un sistema operativo “classico”. Con questo non voglio dire che questo genere di tablet sia assolutamente inutile: un tablet con lo stesso sistema operativo dei computer desktop può rappresentare un’alternativa interessante per chi necessita di portabilità estrema ma non può rinunciare a certi applicativi, esigenza sicuramente di nicchia ma sempre possibile. Anche se in questa situazione, più che un tablet, mi sentirei di consigliare un ultrabook , perché il concetto stesso del tablet (schermo touch da gestire con le dita o stilo) si scontra con l’esigenza stessa di utilizzare applicazioni concepite per un computer desktop (col quale si interagisce tipicamente tramite un mouse).

Il tablet Apple ha radici molto profonde e nasce idealmente come strumento pensato per rendere l’informatica più semplice alle persone comuni: prima ancora della nascita del progetto Macintosh, un Jobs ventiseienne, incontrando una classe di studenti a Stanford, raccontava che in futuro avrebbe voluto progettare un computer “piccolo come un libro”, e la sua fissazione per realizzare qualcosa di “facile da usare” (al costo di renderlo chiuso, affinché funzionasse in un unico modo, esattamente come aveva in mente lui) era ben chiara nella sua mente ancora prima della visita alla Xerox e del successivo accordo che lo portò ad implementare l’interfaccia grafica del primo Mac. Anche durante lo sviluppo del Macintosh, rispondendo ad una precisa domanda di Maya Lin durante una sua visita alla Apple, disse che il suo obiettivo per il futuro era quello di realizzare qualcosa di sottile che stesse in grembo, non appena si fosse resa disponibile la tecnologia necessaria.

iPad non è certo stato il primo tablet del mercato, ma è stato il primo a proporre un nuovo modo d’interagire con esso: nonostante la tiepida accoglienza iniziale , alla prova dei fatti Pad si è dimostrato vincente e se inizialmente sembrava un oggetto volto esclusivamente al “consumo” – consumo di applicazioni, di internet, di notizie, di musica e film venduti su iTunes ecc – poco per volta si è conquistato spazio con applicazioni rivolte anche alla creazione di contenuti: nella classifica delle 10 applicazioni più vendute ci sono Penultimate , Pages , Documents to Go , Numbers , Garageband . E se ampliamo un po’ la visuale troviamo Keynote , Goodreader , Quickoffice , iMovie , Photoshop Express , tutte le altre applicazioni Adobe e molto altro ancora. Le stesse applicazioni (a parte quelle marchiate Apple) le ritroviamo anche sull’ Android Market , dove possiamo trovare anche Adobe Photoshop Touch (applicazione che per iPad uscirà a inizio 2012): il che non fa che confermare l’idea vincente di un dispositivo pensato in questo modo, diverso dal computer e diverso anche dai tablet precedenti.

Premesso questo, se anche il tablet restasse un mero strumento di consumo, dovremmo considerarli meno importanti di altri dispositivi? La questione non è tanto sullo strumento in sé, ma nell’utilizzo che (per necessità o per scelta) ne fa l’utente: non tutti hanno tempo, voglia o bisogno di creare qualcosa. Lo stesso computer viene spesso utilizzato come strumento di consumo per Internet, email, Facebook, giochi, foto e poc’altro (soprattutto in ambito domestico), quindi perché non lasciarsi alle spalle le complicazioni di una macchina completa e fin troppo potente per le proprie necessità, quando si possono fare le stesse cose su un tablet? Certo, come ho già ripetuto più volte, non è una soluzione che può andare bene per tutti o in tutte le situazioni, ma è una soluzione che va più che bene a moltissime persone e gli ottimi risultati di vendita ne sono la conferma (al contrario dell’altro tentativo volto alla semplificazione dell’informatica, i Chromebook, che stanno riscuotendo scarso successo ).

Nessuno si scandalizza se l’utente di computer scarica GIMP per fare fotoritocco, o usa la calcolatrice di Windows per fare due calcoli, anziché aprire un tool di programmazione e riscrivere da zero dei nuovi software per fare queste cose. Non vedo perché chi invece compra un’App per svolgere gli stessi compiti debba essere considerato uno consumatore-tonto . Chi invece dovesse avere la voglia e la necessità di programmare (o anche il bisogno di lavorare con una maggiore potenza di calcolo) può tranquillamente continuare a comprare i computer, che non spariranno certo dalla faccia della terra per colpa dei tablet: iPad e gli altri tablet rimpiazzeranno progressivamente il computer di chi lo utilizza in modo passivo , e conquisteranno chi non si era mai avvicinato al mondo dell’informatica per il timore di non essere all’altezza di utilizzare un computer. Magari in futuro le cose cambieranno ulteriormente, perché i tablet amplieranno sempre di più le loro possibilità, ma per questo c’è tempo: la battaglia dei tablet è appena cominciata.

Domenico Galimberti
blog puce72

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  • linea gotica scrive:
    Twitter social o no?
    secondo Shirky (2008), gli strumenti sociali si basano su 3 regole:promessa (è il perché, qualcosa che si può mantenere)strumento (è il come, ciò che definisce il genere di relazione)patto (le regole del gioco).La fama invece può essere definita come uno sbilanciamento tra attenzione in entrata e in uscita, quando si scrive per migliaia di persone, diventa difficile scegliere chi ascoltare e chi ignorare, alla lunga la tendenza diventa quella di ignorare. Si è così diventati famosi. legualitarismo è quindi possibili solo in piccoli sistemi sociali. Quando lo strumento perde dimensionalmente la possibilità di interscambio paritario, smette di essere social. Molti dei personaggi famosi che scrivono su twitter, non lo fanno in una logica social. Twitter può essere social oppure no, a seconda delluso che se ne fa.
  • rudy scrive:
    scusa, ma hai mai usato i tag?
    e' un sistema per notizie; se seguo la star, ascolto solo lei e non mi posso lamentare se leggo solo, e solo le sue idiozie.. ma molti (democratici) leggono i twitt per tag: se mandi un messaggio MA TAGGATO, lo mandi a tutti i lettori del tag senza essere star; tanto x fare un esempio concreto: cerca #ows la cosa non impedisce di seguire ANCHE la star o il governo nei loro monologhi, le star aumentano perche aumentano gli utenti, che sono aumentati finora (con meno star) proprio per le caratteristiche piu democratiche (tra cui l'apertura)..Quindi non direi proprio antidemocratico ed elitario: visti i recenti usi nel mondo!! l'articolo sembra scritto da uno che non vede come funziona e vuole sapere solo cosa fa fiorello...
  • uno nessuno centomila scrive:
    durerà qualche mese
    Twitter non può funzionare in Italia. Se clicco un canale che è una parola italiana, troverò solo tag scritti in altre lingue, in cui quella parola esiste (ovviamente con altri significati).E in Twitter, se non usi i tag, non puoi fare niente: una volta che ne scrivi #facebook e #tette hai esaurito lo spazio, al massimo puoi aggiungere tvb.Ma non puoi fare nemmeno questo: "#facebook #tette tvb" è un messaggio troppo colto per Twitter, si rischia di essere bannati.
  • smilzoboboz scrive:
    Perché stupirsi?
    Da titolo, twitter non è mai stato un social network nel senso Facebook. Le "conversazioni" sono pubbliche (si ok, ci anche sono i profili privati ma non hanno tutto questo senso).Ora, a meno che una conversazione sia di pubblico interesse, io avrei piacere rimanesse privata (e magari a voce).Per quanto mi riguarda lo uso quando vado a, o seguo conferenze (con i canali tipo IRC solo che completamente pubblico) o quando faccio commit abbastanza voluminosi.Ultimo a pubblicare roba privata e o stupidagginiSu Facebook invece sono iscritto per quando amici e/o conoscenti mettono date di concerti/altriEventi in bacheca (ogni volta che vado a controllare mi arriva una mail con scritto "Bentornato su Facebook...")
    • Dottor Stranamore scrive:
      Re: Perché stupirsi?
      - Scritto da: smilzoboboz
      Da titolo, twitter non è mai stato un social
      network nel senso Facebook. Le "conversazioni"
      sono Sinceramente, ma è così importante decidere se sia o no un social network? Termine che comunque vuol dire tutto e niente.
      • tucumcari scrive:
        Re: Perché stupirsi?
        - Scritto da: Dottor Stranamore
        - Scritto da: smilzoboboz

        Da titolo, twitter non è mai stato un social

        network nel senso Facebook. Le
        "conversazioni"

        sono

        Sinceramente, ma è così importante decidere se
        sia o no un social network? Termine che comunque
        vuol dire tutto e
        niente.Buona la seconda! non significa un tubo ma suona bene quando lo scrivi nel tuo articolo (finchè andrà <b
        "dimoda" </b
        scriverlo.... cioè poco... massimo ancora un paio di mesi).
        • rudy scrive:
          Re: Perché stupirsi?
          aggiungici poi due note sui punti importanti: fiorello, jovannotti, ecce hai fatto l'articolo.. ma, ..scusa siamo su PI?
    • salvagenteb ucato scrive:
      Re: Perché stupirsi?
      http://goo.gl/zIDsa- Scritto da: smilzoboboz
      Da titolo, twitter non è mai stato un social
      network nel senso Facebook. Le "conversazioni"
      sono pubbliche (si ok, ci anche sono i profili
      privati ma non hanno tutto questo
      senso).
      Ora, a meno che una conversazione sia di pubblico
      interesse, io avrei piacere rimanesse privata (e
      magari a
      voce).
      Per quanto mi riguarda lo uso quando vado a, o
      seguo conferenze (con i canali tipo IRC solo che
      completamente pubblico) o quando faccio commit
      abbastanza
      voluminosi.
      Ultimo a pubblicare roba privata e o stupidaggini

      Su Facebook invece sono iscritto per quando amici
      e/o conoscenti mettono date di
      concerti/altriEventi in bacheca (ogni volta che
      vado a controllare mi arriva una mail con scritto
      "Bentornato su
      Facebook...")
  • Kert scrive:
    E' la moda, abbiate pazienza passerà
    come da titolo
    • mr_caos scrive:
      Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
      ...ed è stupefacente quanto poco sia utilizzato, nonostante la spinta enorme che da tempo gli forniscono tutti i media.Avete già dimenticato la recente analisi da cui risultava che piu' del 50% dei messaggi è generato da 20mila persone (0,05% degli utenti)?.In definitiva, non è altro che un bel giochino per star egocentriche e pseudo-giornalisti di bassa lega.
      • Dottor Stranamore scrive:
        Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
        - Scritto da: mr_caos
        In definitiva, non è altro che un bel giochino
        per star egocentriche e pseudo-giornalisti di
        bassa
        lega.Quanti luoghi comuni e quanto odio inutile vomitato su questi forum.
        • basito scrive:
          Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
          - Scritto da: Dottor Stranamore
          - Scritto da: mr_caos

          In definitiva, non è altro che un bel
          giochino

          per star egocentriche e pseudo-giornalisti di

          bassa

          lega.

          Quanti luoghi comuni e quanto odio inutile
          vomitato su questi
          forum.dieci lettori se ne dicono di tutti i colori per tenere in piedi il sito, ringrazierei.
        • Sgabbio scrive:
          Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
          - Scritto da: Dottor Stranamore
          - Scritto da: mr_caos

          In definitiva, non è altro che un bel
          giochino

          per star egocentriche e pseudo-giornalisti di

          bassa

          lega.

          Quanti luoghi comuni e quanto odio inutile
          vomitato su questi
          forum.Ha ragione solo in minima parte, in italia i vips hanno scoperto twitter è si credono intoccabili alla critica quando scrivono XXXXXte alluncinanti, oppure si comportano come dei bambini viziatti. Fiorello ne è un esempio.
          • Dottor Stranamore scrive:
            Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
            - Scritto da: Sgabbio
            - Scritto da: Dottor Stranamore

            - Scritto da: mr_caos


            In definitiva, non è altro che un bel

            giochino


            per star egocentriche e pseudo-giornalisti
            di


            bassa


            lega.



            Quanti luoghi comuni e quanto odio inutile

            vomitato su questi

            forum.

            Ha ragione solo in minima parte, in italia i vips
            hanno scoperto twitter è si credono intoccabili
            alla critica quando scrivono XXXXXte
            alluncinanti, oppure si comportano come dei
            bambini viziatti. Fiorello ne è un
            esempio.Boh tanto non li leggo, scopro di fiorello e della guzzanti solo perché ne parlano sul corriere.Io con twitter seguo un sacco di persone interessanti che non sono famose in tutta la penisola, ma contano nella loro nicchia. E' come essere iscritti a una mailing list con messaggi brevi. Se uno ha un sito Internet e vuole raggiungere tanti utenti è utilissimo a vere una pagina twitter e una facebook, quando c'è un aggiornamento appare un post su entrambi. Funziona meglio degli rss che sono uno strumento più difficile da capire per molti utenti.
          • tucumcari scrive:
            Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
            - Scritto da: Dottor Stranamore
            - Scritto da: Sgabbio

            - Scritto da: Dottor Stranamore


            - Scritto da: mr_caos



            In definitiva, non è altro che un
            bel


            giochino



            per star egocentriche e
            pseudo-giornalisti

            di



            bassa



            lega.





            Quanti luoghi comuni e quanto odio
            inutile


            vomitato su questi


            forum.



            Ha ragione solo in minima parte, in italia i
            vips

            hanno scoperto twitter è si credono
            intoccabili

            alla critica quando scrivono XXXXXte

            alluncinanti, oppure si comportano come dei

            bambini viziatti. Fiorello ne è un

            esempio.

            Boh tanto non li leggo, scopro di fiorello e
            della guzzanti solo perché ne parlano sul
            corriere.
            Io con twitter seguo un sacco di persone
            interessanti che non sono famose in tutta la
            penisola, ma contano nella loro nicchia. E' come
            essere iscritti a una mailing list con messaggi
            brevi.


            Se uno ha un sito Internet e vuole raggiungere
            tanti utenti è utilissimo a vere una pagina
            twitter e una facebook, quando c'è un
            aggiornamento appare un post su entrambi.
            Funziona meglio degli rss che sono uno strumento
            più difficile da capire per molti
            utenti.Se "capire" è un problema la soluzione non è inventarsi qualcosa che eviti la necessità di capire.Anzi la ipoteca soluzione è parte essa stessa del problema.Non è una riflessione così complessa da fare ... certo per farla occorre un minimo di sforzo!i "pranzi gratis" non esistono anche (anzi sopratutto) quando non si parla di soldi! <b
            L'XXXXXXXXX eroico </b
            , cioè colui che nella scelta tra capire e morire offre il petto col sole in fronte in un campo di biondo grano non è il "modello" da esaltare e assecondare. ;)
          • Dottor Stranamore scrive:
            Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
            - Scritto da: tucumcari

            Se "capire" è un problema la soluzione non è
            inventarsi qualcosa che eviti la necessità di
            capire.Invece lo è. In rete devi diffondere contenuti di tutti i tipi, mica fare corsi di informatica. Se all'uomo medio l'RSS non entra in testa o risulta indifferente, ben venga qualcos'altro. L'importante è che ci siano strumenti che permettono di rendere più semplice l'espansione di un sito in termini di pubblico.
          • tucumcari scrive:
            Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
            - Scritto da: Dottor Stranamore
            - Scritto da: tucumcari



            Se "capire" è un problema la soluzione non è

            inventarsi qualcosa che eviti la necessità di

            capire.

            Invece lo è. In rete devi diffondere contenuti di
            tutti i tipi, mica fare corsi di informatica. Se
            all'uomo medio l'RSS non entra in testa o risulta
            indifferente, ben venga qualcos'altro.
            L'importante è che ci siano strumenti che
            permettono di rendere più semplice l'espansione
            di un sito in termini di
            pubblico.In quel caso esiste da prima della rete si chiama TV!Sveglia!
          • Dottor Stranamore scrive:
            Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
            - Scritto da: tucumcari
            - Scritto da: Dottor Stranamore

            - Scritto da: tucumcari





            Se "capire" è un problema la soluzione
            non
            è


            inventarsi qualcosa che eviti la
            necessità
            di


            capire.



            Invece lo è. In rete devi diffondere
            contenuti
            di

            tutti i tipi, mica fare corsi di
            informatica.
            Se

            all'uomo medio l'RSS non entra in testa o
            risulta

            indifferente, ben venga qualcos'altro.

            L'importante è che ci siano strumenti che

            permettono di rendere più semplice
            l'espansione

            di un sito in termini di

            pubblico.
            In quel caso esiste da prima della rete si chiama
            TV!
            Sveglia!Ma che c'entra la tv. Su Internet ci sono tante cose e la gente guarda tanti siti. Ovviamente non va tutti i giorni a guardare se ci sono aggiornamenti. Facebook e twitter rendono questa cosa più comoda. Il feed rss era un po' più macchinoso, anche se io lo uso ancora. Chi non ci arriva è un problema suo, se uno si fossilizza e vuol fare il dinosauro che si accomodi. Lo snobismo non è una qualità.
          • tucumcari scrive:
            Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
            - Scritto da: Dottor Stranamore
            - Scritto da: tucumcari

            - Scritto da: Dottor Stranamore


            - Scritto da: tucumcari







            Se "capire" è un problema la
            soluzione

            non

            è



            inventarsi qualcosa che eviti la

            necessità

            di



            capire.





            Invece lo è. In rete devi diffondere

            contenuti

            di


            tutti i tipi, mica fare corsi di

            informatica.

            Se


            all'uomo medio l'RSS non entra in testa
            o

            risulta


            indifferente, ben venga qualcos'altro.


            L'importante è che ci siano strumenti
            che


            permettono di rendere più semplice

            l'espansione


            di un sito in termini di


            pubblico.

            In quel caso esiste da prima della rete si
            chiama

            TV!

            Sveglia!

            Ma che c'entra la tv. Su Internet ci sono tante
            cose e la gente guarda tanti siti. Ovviamente non
            va tutti i giorni a guardare se ci sono
            aggiornamenti. Facebook e twitter rendono questa
            cosa più comoda. Il feed rss era un po' più
            macchinoso, anche se io lo uso ancora. Chi non ci
            arriva è un problema suo, se uno si fossilizza e
            vuol fare il dinosauro che si accomodi. Lo
            snobismo non è una
            qualità.1) tra il fed rss e twitter c'è una bella differenza 2) non dire a a che la tv non è la rete dillo a quelli che non vogliono pensare.3) sono i dinosauri che non pensano e non vogliono capire infatti loro sono diventati (si sono evoluti in) polli ma non è che questo sia un pregio, preferisco i primati (indovina perchè si chiamano cosi? hint... non perchè gli costava sforzo pensare)
          • TDHzMVNIa scrive:
            Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
            That insgiht's just what I've been looking for. Thanks!
          • NMsRZjrtn scrive:
            Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
            yqkvnK , [url=http://sseahofhjdua.com/]sseahofhjdua[/url], [link=http://tfxqteydfvrs.com/]tfxqteydfvrs[/link], http://aydrjtavrglt.com/
          • PsYSdlJYz scrive:
            Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
            DhWQo0 pbjgvnympebk
          • aqwsGvoTd scrive:
            Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
            Hp9z4l , [url=http://dbdpelqcyfza.com/]dbdpelqcyfza[/url], [link=http://nzheafesyumr.com/]nzheafesyumr[/link], http://vwaacphgjcce.com/
          • Sgabbio scrive:
            Re: E' la moda, abbiate pazienza passerà
            - Scritto da: Dottor Stranamore
            Boh tanto non li leggo, scopro di fiorello e
            della guzzanti solo perché ne parlano sul
            corriere.
            Io con twitter seguo un sacco di persone
            interessanti che non sono famose in tutta la
            penisola, ma contano nella loro nicchia. E' come
            essere iscritti a una mailing list con messaggi
            brevi.Nemmeno io seguo queste questioni, a parte quando alcuni di questi VIPS si mettano ad attaccare realtà storiche della rete italiana come Nonciclopedia e Spinoza.it.Soprattutto quando l'attacco viene da una persona ipocrita che ha preso pure il peggio dai social network, come i cordogli perconfezionati (lui ha messo l'avatar di simoncelli per 3 giorni, come fanno molti bimbominkia, per fare un esempio).Come dare delle merde a quelli di nonciclopedia per una pagina che nemmeno si poteva immaginare un insulto, su simoncelli, dicendo pure di dover far vedere le loro facce, quando lui in quel perdio aveva come avatar proprio la persona defunta e non la sua.Per non parlare quando ha augurato dei lutti famigliari ai frequentatori del forum di spinoza.it, dimostranto una caduta di stile, che mi ha fatto rivalutare negativamente il personaggio.E faccio pure notare che in passato ha fatto pure lui un certo humor nero.

            Se uno ha un sito Internet e vuole raggiungere
            tanti utenti è utilissimo a vere una pagina
            twitter e una facebook, quando c'è un
            aggiornamento appare un post su entrambi.
            Funziona meglio degli rss che sono uno strumento
            più difficile da capire per molti
            utenti.Si, esistono pure degli strumenti che ti permettono di aggiornare vari social contemporaniamente, tramite i tuoi RSS, però molto spesso le persone ti evitano perchè fai più "copia incolla" che usare tali mezzi.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 novembre 2011 21.45-----------------------------------------------------------
  • Bigia scrive:
    Sempre usato Twitter...
    ...come News Aggregator. Perchè, funziona anche da Social Network??
  • nome cognome scrive:
    Gerry Scotti
    Avrei preferito che si definisse ex onorevole assenteista craxiano (con relativo vitalizio)
    • Uto Uti scrive:
      Re: Gerry Scotti
      - Scritto da: nome cognome
      Avrei preferito che si definisse ex onorevole
      assenteista craxiano (con relativo
      vitalizio)Vero!
  • nome cognome scrive:
    televisione 2.0
    Una volta per dirigere in modo unidirezionale le menti deboli si usavano la televisione o Novella2000, ora si è aggiunta internet. Come sempre le fasce superiori della popolazione hanno subito imparato ad utilizzare il nuovo mezzo per controllare al meglio la popolazione low profile (avrei preferito scrivere i servi ma i termini anglosassoni sono più cool).
  • tucumcari scrive:
    ma con questo
    cosa volevo dire?Non lo so però....c' ho ragione e i fatti.... mi cosano.
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