Il web tasta il polso del giovane Pre

Molte le critiche derivate dalle prime recensioni, così come sono molte le speculazioni sul futuro di Palm: l'azienda potrebbe non soddisfare una domanda che si preannuncia molto ampia
Molte le critiche derivate dalle prime recensioni, così come sono molte le speculazioni sul futuro di Palm: l'azienda potrebbe non soddisfare una domanda che si preannuncia molto ampia

Roma – Il 6 giugno, data scelta da Palm per dare il via alle vendite del nuovo dispositivo di punta dell’azienda, il Palm Pre, è ormai alle porte. Ad una manciata di ore dall’atteso debutto del dispositivo che ha ben impressionato gli addetti ai lavori che hanno potuto ammirarlo durante il CES di Las Vegas, si inseguono speculazioni e proiezioni relative al modo in cui il pubblico accoglierà il nuovo device.

Parafrasando il tutto prendendo in prestito termini cari agli appassionati di poker, per Palm il nuovo dispositivo costituisce l’ all in , il tentativo finale per chiudere la partita del riscatto. Non è più mistero il fatto che le sorti dell’intera azienda dipendano da quanto e come lo smartphone venderà, dal momento che Palm ha aperto il 2009 con un deficit vicino ai 100 milioni di dollari. Per questo motivo la prima di Pre non passa inosservata, iniziando a riempire numerose pagine web con recensioni e verdetti da parte di chi ha avuto già l’opportunità di testare il dispositivo.

Tra questa spicca la non-recensione di CrunchGear , che ha creato un collage utilizzando solo ed esclusivamente le parti in cui il pollice nei confronti di Pre volge verso il basso. Bocciati, a quanto pare, sia il design che la scelta dei materiali utilizzati per assemblare l’intero dispositivo: andando con ordine, le prime critiche fatte sul Pre sono relative ai termini della funzionalità. Più che del touch screen, il cui feedback viene definito abbastanza soddisfacente, ci si lamenta della tastiera qwerty posizionata in slide sul lato più corto piuttosto che su quello più lungo come in altri dispositivi quali N97 ed Xperia X1. Inoltre, i pochi tasti presenti risulterebbero sporgere troppo poco rispetto alla linea del dispositivo, rendendone quindi difficoltosa la pressione. Scadenti sarebbero risultati i materiali utilizzati per la realizzazione del dispositivo che risulta al tatto molto plasticoso e presenterebbe addirittura qualche scricchiolio.

Visto da questa prospettiva, il dispositivo di Palm potrebbe sembrare più che spacciato, motivo per cui in molti si sono ribellati alla scelta editoriale del sito facendo notare che oltre alle pecche in materia di design e scelta dei materiali, il dispositivo resta pur sempre appetibile. Nonostante ciò, è pur vero che non mancano le critiche anche per quanto riguarda WebOS, che seppur venga accostato in termini di usabilità all’OS di iPhone, lamenterebbe ancora numerosi bug e imprecisioni, nonché una notevole propensione a prosciugare rapidamente la batteria che in utilizzo intensivo non durerebbe più di due giorni.

La vera mancanza del promettente OS, che fornisce comunque a detta di molti una user experience piacevole ed avvincente nonché la possibilità di gestire più applicazioni allo stesso tempo, è la mancanza di un degno parco applicazioni in grado di competere con i vari store delle piattaforme di Apple, Google e RIM. In tal senso, se non dovesse correre ai ripari, Palm potrebbe pagare anche in maniera salata questa mancanza, dal momento che secondo molti è ormai vero che l’hardware conta tanto quanto il corredo di applicazioni correlato al dispositivo.

Nonostante le critiche, però, è evidente che il dispositivo troverà una sua collocazione all’interno del mercato degli smartphone, notoriamente affollato e il cui futuro sarà inevitabilmente condizionato dall’arrivo in massa degli androidi di Google: stando ad alcune stime fatti da alcuni analisti, Palm potrebbe arrivare a piazzare entro la fine di agosto un numero di dispositivi che va dalle 500mila alle 850mila unità, con una media che si aggira intorno ai 630mila smartphone venduti.

Un risultato senza dubbio interessante, ma che potrebbe essere condizionato da un numero di dispositivi pronti alla vendita inferiore alla domanda degli utenti : secondo quanto citato da Reuters , i dirigenti di Palm e di Sprint, il carrier scelto per la distribuzione di Pre, avrebbero lamentato una serie di problemi nella produzione legati anche a rapporti poco chiari con i vari fornitori. Tutto ciò potrebbe rappresentare un serio rischio per l’azienda, alla quale viene chiesto di provvedere immediatamente a rimpinguare gli scaffali: “Per parecchi di questi dispositivi, la domanda da parte degli utenti rischia di dissolversi rapidamente poiché piuttosto che attendere i consumatori potrebbero scegliere un altro dispositivo” spiega Tero Kuittinen analista di Global Crown Research.

E, come ormai noto, vista la quasi concomitanza del lancio di Pre con l’atteso WWDC di Apple, quel dispositivo potrebbe essere ancora una volta iPhone, che in molti si aspettano veder saltar fuori dal cilindro dell’azienda di Cupertino proprio durante l’evento. Da non dimenticare, inoltre, la possibile interferenza di Android, che per ammissione stessa di Google arriverà entro il 2009 su non meno di una ventina di smartphone diversi. Comunque, tornando a parlare di Pre, l’accoppiata Palm-Verizon non si aspetta il bagno di folla a cui altre aziende (vedi Apple) sono ormai abituate. Tentando (forse) di fare buon viso a cattiva sorte, le due compagnie si dicono fiduciose sui risultati a lungo termine: “Il successo non dipende dall’avere una lunga fila fuori dalla porta – esordisce Mark Elliott, portavoce di Sprint – Piuttosto si tratta di fornire cortesia ad ogni cliente e garantire che siano contenti della loro scelta”.

Vincenzo Gentile

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04 06 2009
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