Il WMA s'infila sui CD a prova di copia

Il polverone sollevato dall'arrivo sul mercato dei primi CD audio protetti rischia di generare caos: i CD audio integrano file audio compressi


Los Angeles (USA) – In questi ultimi mesi un po’ tutte le maggiori case discografiche americane, inclusa l’europea BMG, hanno annunciato piani per rilasciare sul mercato CD protetti dalla copia. Secondo la previsione di alcuni osservatori, entro la metà del prossimo anno quasi il 50% dei CD audio commercializzati in USA conterranno una qualche forma di protezione dalla copia.

Nonostante questo, le major discografiche sono ben coscienti del malumore causato fra i consumatori dall’arrivo delle tecnologie anti-copia: queste, infatti, oltre ad impedire la duplicazione abusiva dei CD (estrazione digitale delle tracce audio, masterizzazione) rendono altresì impossibile il trasporto dei brani su altri dispositivi e, alcune, persino il loro ascolto sui lettori CD-ROM.

Per evitare il rischio che gli utenti si ritengano defraudati di diritti ormai acquisiti, come la possibilità di effettuare copie di backup della musica regolarmente acquistata o di estrarre le canzoni per ascoltarle su computer o player MP3, le maggiori etichette stanno pensando ad una nuova soluzione ibrida: affiancare alle tracce audio convenzionali una traccia dati contenente le stesse canzoni ma in formato compresso.

In sostanza, questi nuovi CD potrebbero contenere due diverse versioni dello stesso album: una riproducibile attraverso i tradizionali lettori di CD audio e protetta dalla copia mediante tecnologie come quelle proposte da Macrovision, SunnComm, Midbar ed altri, ed una contenente file audio compressi riproducibili attraverso un computer o un player portatile e protetti dalla tecnologia digital rights management (DRM).

In questo modo, secondo i portavoce di alcune case discografiche, i consumatori potranno nuovamente avere la possibilità di ascoltare i loro brani ovunque essi desiderino e farne una copia per uso personale.

La scelta del formato audio compresso da adottare in congiunzione con questi CD ibridi sembra essere ricaduta sul Windows Media Audio (WMA) di Microsoft: alcune delle etichette che hanno proposto soluzioni di questo genere hanno infatti preferito la tecnologia del big di Redmond, facendo dunque cadere quella reticenza che, fino ad oggi, aveva portato le case discografiche ad evitare di appoggiare in maniera esplicita un formato proprietario in particolare.

Se la cosa andasse in porto, e questi CD incontrassero il favore sia dell’industria sia del pubblico, questo potrebbe rappresentare un’ulteriore e importante simbiosi fra industria dei computer e industria della musica.


Microsoft ha corteggiato l’industria discografica offrendole un formato audio che potesse soddisfare le loro esigenze. In particolare, il colosso punta molto sul suo sistema Secure Audio Path (SAP), una tecnologia sviluppata per operare in congiunzione con il sistema di protezione digital rights management utilizzato per criptare i file in formato Windows Media.

Questo meccanismo di protezione non è inedito, visto che è stato integrato per la prima volta in Windows Me, ma se fino ad oggi è rimasto in uno stato di letargo, il big di Redmond ha già sostenuto di volerlo “risvegliare” non appena la quota di mercato del Windows Media Player sarà sufficientemente ampia: e questa sembra l’occasione giusta.

Quello che spaventa molti rivali di Microsoft, fra cui RealNetworks e Sony, è che con questa mossa il formato Windows Media Audio possa diventare uno standard capace di far acquisire a Microsoft un controllo del mercato senza precedenti. Non solo, ma secondo alcuni, tutto questo potrebbe in futuro portare Microsoft a pretendere royalty da chiunque vorrà codificare musica o video per la riproduzione sotto Windows…

Della stessa opinione sembrano anche le aziende che hanno già sviluppato, o stanno sviluppando, sistemi di protezione DRM. Fra questi Intertrust, il cui vice presidente Talal Shamoon si dice convinto che Windows Media sia un “sistema chiuso”, con un codec “monolitico”, che non tutti vogliono utilizzare.

Fra le società che sviluppano tecnologie per la protezione del copyright, Macrovision e SunnComm hanno già annunciato il supporto, entro l’anno, dell’integrazione sui CD delle tracce audio protette con i file WMA, e molte etichette hanno già intessuto rapporti con Microsoft.

Ma c’è anche chi definisce questa soluzione solo temporanea. Da un lato, infatti, i CD ibridi non risolverebbero il problema, avanzato da molti, circa la presunta riduzione di qualità che le tecnologie anti-copia introdurrebbero nella musica; dall’altro è altrettanto chiaro che queste protezioni risulteranno insormontabili solo a pochi: la verità dei fatti è che sui siti specializzati già circolano soluzioni d’ogni tipo per aggirare queste tecnologie.

Sul lungo termine le case discografiche, non lo nascondono, sperano nel DVD: un formato a loro dire più sicuro ed in grado di fornire all’utente un maggior numero di opzioni e di contenuti multimediali. Un medium più sicuro? Per quanto ancora?

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  • Anonimo scrive:
    Dipende dagli accordi
    Pensiamo ad esempio ad un auto aziendale data in uso ad un rappresentate.Alcune aziende danno il permesso di utilizzare tranquillamente l'auto anche per i propri bisogni, nel senso per il proprio uso personale :-)Altre aziende assolutamente no!.Basta essere chiari con i propri dipendenti.Certo che utilizzare Internet per scaricare materiale pornografico, software pirata ed altre cosucce del genere mi sembra esagerato.Quindi comuque i collegamenti vanno monitorati.Ma inviare una mail ogni tanto ad un'amico/a equivale ad una telefonata a casa e sembra ragionevole.
  • Anonimo scrive:
    Controllo sui PC aziendali
    Guardate questo sito e quelli dei giorni seguenti:http://www.cdt.ch/giornale/cdt/22082001/Prima/22082001072242.aspSaluti
  • Anonimo scrive:
    SOFTWARE
    Ue raga, e' solo una questione di software. Io sui PC da me c'ho messo su un coso che mi copia tutto e me lo manda su server. Poi li' me lo guardo e mileggo pure le loro email. Loro lo sanno, guai se sbagliano: licenziati!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: SOFTWARE
      Ma sarai BRAVo te eh
    • Anonimo scrive:
      Re: SOFTWARE
      E bravo il mio fascistone! Bravo, bravo, qual è la tua azienda? Dai, dillo, non farti pregare, che ti mando il Kurriculum- Scritto da: Sandro
      Ue raga, e' solo una questione di software.
      Io sui PC da me c'ho messo su un coso che mi
      copia tutto e me lo manda su server. Poi li'
      me lo guardo e mileggo pure le loro email.
      Loro lo sanno, guai se sbagliano:
      licenziati!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: SOFTWARE
        Ma che dici?Perche' fascistone?E che li devo pagare la ricreazione?????
      • Anonimo scrive:
        Re: SOFTWARE
        - Scritto da: Matrice
        E bravo il mio fascistone! Bravo, bravo,
        qual è la tua azienda? Dai, dillo, non farti
        pregare, che ti mando il Kurriculum
        Non preoccupatevi ragazzi quel software ci fa un pippa!!Qui ci si diverte alla grande ed il boss non rompe le scatole convinto com'e' di controllare tutto.A proposito domani c'e' il Lan party e siete tutti invitati a collegarvi al quake server "aziendale" :-)), se a volte va un po lento e' perche' hanno caricato anche un programma di contabilita',una noia bestiale, ma se rompe lo disinstalliamo e lo carichiamo sul 486 :-D
  • Anonimo scrive:
    Re: Non ha senso? FANNO BENE
    ma che scherziamo? tu li paghi per passare tempo davanti al tuo pc nella TUA azienda?per me se uno e' produttivo lo tengo ma gli dico pure che quando ha finito se ne puo' andare. non e' che lo lascio in una stanza a scaricarsi robaccia.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ha senso? FANNO BENE
      - Scritto da: Crystal Balls
      ma che scherziamo? tu li paghi per passare
      tempo davanti al tuo pc nella TUA azienda?
      per me se uno e' produttivo lo tengo ma gli
      dico pure che quando ha finito se ne puo'
      andare. non e' che lo lascio in una stanza a
      scaricarsi robaccia.hai ragione. Mi serve un consulente, lo chiamo, lo pago che ne so 100 mila all'ora, lavora 4 ore e le altre 4 naviga in internet ( e lo pago). Dopo un anno chiudo bottega.Ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ha senso? FANNO BENE
        Dipende dalle ditte... io lavoro in un'azienda che produce software di un certo livello e non esistono controlli di questo tipo. Anzi si da per scontato ogni tanto un utilizzo "ludico" della rete. Che importa se qualcuno si scarica il mame, documentazione o software di sorta? Quel che conta è che alla scadenza giusta il software sia consegnato e funzionante. E' l'unico metro di giudizio. Se il lavoro è creativo e il capo non ha turbe di sorta non è necessario controllare la posta surrettiziamente. Certo, se lavorate per il catalogo Vestro....
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ha senso? FANNO BENE
          Noi non abbiamo controlli di nessun tipo. i nostri PC sono collegati in rete e ki si collega in su Internet passa prima attraverso i vari FW sui PC della direzione oltre a restrizioni sui siti. Quindi i hard non ne vedo, cookie disattivati e così via.Idem per la posta. Tutto quello ke serve è solo un pò di buon senso e responsabilità.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ha senso? FANNO BENE
          - Scritto da: joe
          Dipende dalle ditte... io lavoro in
          un'azienda che produce software di un certo
          livello e non esistono controlli di questo
          tipo. Anzi si da per scontato ogni tanto un
          utilizzo "ludico" della rete. Che importa se
          qualcuno si scarica il mame, documentazione
          o software di sorta? Quel che conta è che
          alla scadenza giusta il software sia
          consegnato e funzionante. E' l'unico metro
          di giudizio. Se il lavoro è creativo e il
          capo non ha turbe di sorta non è necessario
          controllare la posta surrettiziamente.
          Certo, se lavorate per il catalogo
          Vestro....certo ma se per finire il soft io faccio ogni giorno due ore di straordinario perchè ne sto due a cazzeggiare...CiaoMarco
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