Il WSIS? Un'occasione per i diritti umani

di Paolo Zocchi - Dal Summit sulla Società dell'informazione che si terrà in Tunisia può emergere la consapevolezza di una rete capace nel tempo di erodere le blindature censorie e totalitaristiche. Ma bisogna liberarsi della retorica


Roma – Non c’è dubbio che il rapporto tra innovazione tecnologica e democrazia è una questione troppo sottovalutata. Non c’è dubbio che molti Paesi oggi costringono la popolazione a vivere in una condizione di libertà vigilata che, quando parliamo di accesso alla Rete, diventa tanto più visibile quanto più il mezzo è sinonimo di globalizzazione e abbattimento dei muri nazionali. E infine non c’è dubbio che quella che potremmo definire la “via cinese” allo sviluppo (liberismo senza democrazia) non può essere automaticamente replicata quando parliamo delle libertà sulla Rete (accesso senza libertà di espressione). La Rete è sinonimo di democrazia e su questo non possono esserci ambiguità.

Il recente appello lanciato dalla società civile mondiale a Kofi Annan al fine di denunciare le violazioni dei diritti umani degli internauti e di molti giornalisti in Tunisia, nazione che ospiterà il mese prossimo il World Summit on Information Technology appare dunque pienamente condivisibile in un’ottica del genere. Unarete, l’associazione che rappresento, lo ha pubblicato e sottoscritto.

Al tempo stesso però, credo che sia da fare un valutazione attenta, riprendendo anche molte delle intelligenti considerazioni di Saverio Manfredini , sull’occasione che si crea con il WSIS di Tunisi e sui meccanismi di diffusione della partecipazione in rete. Partiamo dal primo punto.

La Tunisia sta vivendo un momento di grande esaltazione mediatica in relazione al Summit: il fatto che questa eccitazione sia imperniata su un evento che concerne lo sviluppo della società dell’informazione è un fatto senza dubbio positivo, tanto più se ciò avviene in un Paese ancora in via di sviluppo. La Tunisia, del resto, rappresenta molte cose: il Mediterraneo, il mondo arabo laico, l’Africa. Se essa dovesse trovare un suo leapfrog , un modello di crescita più rapido basato sulle ICT e sulla rete (un po’ come ciò che è avvenuto e sta avvenendo nei Paesi baltici ex sovietici) ciò sarebbe da considerare una cosa a cui anche noi italiani dovremmo guardare con grande attenzione.

Ma la domanda cruciale è un’altra e concerne il rapporto tra libertà civili e rete: insomma è lecito chiedersi se la rete sia un veicolo per la crescita dei diritti o se essa possa svilupparsi e crescere solo in un ambito già pienamente democratizzato. In altre parole possiamo pensare legittimamente che lo sviluppo delle infrastrutture di Rete, dell’accesso a Internet, dei servizi web, potranno portare un Paese in via di sviluppo a crescere economicamente, a sconfiggere le sperequazioni più nette e a far maturare un sistema sociale maggiormente partecipativo? Oppure dobbiamo pensare che tutte queste cose possano svilupparsi solo dove vi sia un pieno rispetto dei diritti civili? Queste domande sono tutt’altro che facili.

Il caso della Tunisia è emblematico: come tutti gli stati del Nord dell’Africa essa si basa su una sorta di “democrazia autoritaria” la cui tradizione affonda nel dopoguerra e nei complessi passaggi di decolonizzazione. La Rete rende solo più evidenti questi aspetti: incarcerare dissidenti o non permettere lo svolgimento di riunioni di giornalisti è una violazione inaccettabile e si tratta di un comportamento molto grave da parte del governo di Tunisi; ma al tempo stesso questo non giustifica che si debba boicottare il Summit. Un simile atteggiamento da parte della società civile mondiale non porterebbe a nulla, anzi, probabilmente metterebbe in crisi quella promettente evoluzione della società dell’informazione che, forse, potrà essa stessa migliorare il rank di democrazia del Paese.

Si badi bene: il mio non è terzomondismo di ritorno, né difesa d’ufficio di un Governo con il quale dissento su molti punti che concernono i diritti fondamentali. E’ solo la constatazione di un’occasione che raramente si ripeterà e che, se ben sfruttata, potrà mettere la società civile al centro di processi dei quali essa stessa potrà domani farsi protagonista.

Dunque a Tunisi bisogna andare e soprattutto bisogna partecipare, attivamente, a questi processi. Ogni forma di distacco potrebbe equivalere ad una pericolosa diserzione nella quale, in questo Manfredini è molto chiaro, si inserirà da un lato la volontà della Cina di creare una cortina fumogena sui diritti, dall’altro quella degli USA di lasciare inalterato il sistema della governance , e infine quella di molti altri Paesi ove Internet è solo un megafono delle élites .

Con questo, sia detto chiaro e forte, non vogliamo in alcun modo sottovalutare i rischi insiti nel metodo. La Tunisia deve fare enormi progressi sotto il profilo dei diritti e questo va sottolineato con fermezza. Ma proprio perché noi crediamo fermamente nella capacità di moral suasion che, nel medio termine, la Rete è in grado di generare, non possiamo pensare che la protesta possa coincidere con l’abbandono. Bisogna starci e dialogare, cercando di accettare le ragioni dell’altro, magari confutandole, spiegando che è fondamentale dar voce a chi si oppone, anche crudamente. Noi che studiamo la società dell’informazione siamo i primi a dover fare in modo che sia la Rete a creare processi democratici e non viceversa. Tunisi può essere un buon punto di partenza, se non altro per impostare un dialogo.

Paolo Zocchi
(Paolo Zocchi è presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle ICT della Margherita e dell’associazione Unarete. Ha pubblicato di recente per gli Editori Riuniti il volume “L’innovazione tradita”)

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Re: Ho mai letto tante sciocchezze ...
    Ciao W.N., non penso che la passione e l'esperienza siano due cose che non possono andare daccordo. Ci sono persone, come te ad esempio, che sanno coniugare una passione spropositata e un esperienza trentennale nel settore che rendono questa discussione, piacevole interessante e ricca di spunti, specie per me che da uno come te ho solo da imparare. Detto questo però non capisco il perchè, al di là della discernere, valuti la mia posizione come voluta per pubblicizzare o prendere le parti di chissacchi. Ora non ho idea di cosa sia arrivato a te però io ho in testa un modello economico per cui ritengo che l'ossatura di un sistema di telecomunicazioni basato sul wi-fi per il nostro paese debba essere sostenuto da grandi imprese di capitali (a finanziamento pubblico o privato), capaci di grandi investimenti e di capacità organizzativa. Questo non significa stare con l'impresa PLUTO o PIPPO, ma avere un modello economico per il mercato di qui stiamo a parlare.A scanso di -equini- preciso tra l'altro che ho un idea del tutto simile anche per altre reti, non solo di telecomunicazioni.Tu dici che dovrei scrivere senza esprimere le mie idee, le mie convinzioni: io credo invece che questo sia già stato fatto, da chi ha presentato il decreto, e l'ha spiegato, io arrivo dopo, e dico la mia, dico perchè credo che questa sia un occasione sprecata. Difatti la mia è stata catologata da PI come "lettera" più o meno come le lettwere che i milanesi scrivono al corriere per dire che albertini è un cretino perchè ha levato il bidone dell'immondizia ai giardinetti di via tal dei tali. Opinioni personali, mgari albertini l'ha tolto perchè nessuno usava quel bidone.Poi, tu puoi essere daccordo o meno, ma qui stiamo parlando di opinioni personali, poi ovvio che ci sono opinioni come la tua costruita in tren'tanni di esperienza e opinioni come la mia che magari si basano solo di quattro nozioni messe in croce ricavate dai libri di Suor Germana;) e quindi hanno un valore certamente diverso. Detto questo non ho osato mettere in dubbio la tua precisione o le battaglie di Assoprovider o Aiip, ho solo avuto l'impressione che tu non avessi ben valutato l'esperienza dei provider locali quanto alla stesura delle reti e non alla vendita di servizi ( e ti citavo i rapporti FUB e between) e il rapporto della commisisone europea che indicano che la strada che tu sembri proferire non abbia dato nei paesi in cui è stata speriementata nessun risultato rilevante. Detto questo, facendo una parentesi di economia internazionale, le imprese nostre che sanno competere all'estero sono guardacaso quelle che hanno saputo coniugare la maniera di fare italiana e la vocazione europea alla strutturazione, per schifo che mi faccia dirlo è tods, geox e ferari che nel mondo è l'italia, quanto alla cina, da quanto ne so, l'unica cosa che vorrebbero scopiazzarci è l'organizzazione in distretti , ma eravamo partiti parlando di TLC, non pelletteria.Tornando a noi, è proprio perchè il nostro paese non ha spinto sulle grandi aziende e sull'internazionalizzazione che si trova nello stato in cui è, e potrei farti cento esempi, dall'acciaio magnetico di terni (era il secondo acciaio al mondo come qualità) al tentativo di opporre alla scalata di Antonveneta una controscalata italiana. Lo stesso vale per la telefonia e le TLC in genere. Hai visto che offerte sta facendo BT in inghitterra, che cosa ci abbiamo guadagnato tenendola quasi completamente fuori dal nostro paese? Perchè avete voluto proteggere i tronchetti a tutti i costi? Queste sono le domande che devi porti.Voi continuate a fare gli individualisti,gli italici, in europa non si parla più nemmeno di voip, perchè gli operatori di telefonia fanno già offerte inferiori sulla linea telefonica RTG, se arriverà ABN-AMBRO a proporre conti correnti senza spese ( ricordi la lettera http://www.corriere.it/solferino/severgnini/05-09-30/04.spm) inizia proprio con cari Italians, continuate a farvi fregare, da telecom, da enel, da fazio.Tornando comunque on-topic, hai ragione tu quando dici che i modelli vanno osservati, ne va presa coscienza, e non è detto che portando in italia un modello che in un altro paese ha funzionato, funzioni anche da noi, ma è anche vero che un modello che qui da noi sperimentato e sperimentato anche in altri paesi che non ha portato a nulla di concreto in nesssuno dei casi, forse sia meritevole, a questo punto, di essere abbandonato. Tornando a infratel che tu citi infondo, non ritratto un bel niente, sono dell opinione che aziende a finanziamento pubblico possono tranquillamente competere con aziende a finanziamento privato, anzi magari le prime possono essere utilizzante anche per iniziative di scopo per attrarre investimenti laddove non esistono, di certo però non vi debbono essere dubbi di conflitto di interessi dei rispettivi CDA. E non fare finta di non aver capito. Ciao
  • Anonimo scrive:
    Re: Ill.mo E. Di Stefano, ma che parli a
    Grazie, non sono illustre, anzi, non mki interessa nemmeno diventarlo. Credo che il Pil sia tutt'altra cosa, semmai stiamo parlando di ricchezza che viene trasferita ai privati ma attraverso la quale lo stato paga altre spese: i ministri, i portaborse, i parlamentare, le tangenti...e anche la sanità se proprio vogliamo. Hai ragione quando dici che la gente si è gradualmente impoverita, ma ti assicuro che questo è un argomento economico e politico di più ampio respiro che qui non è possibile affrontare, e ti assicuro che mia nonna preferisce di granlunga non pagare il ticket che avere un Ghz da affittare. In italia comunque rimane un grosso problema di concorrenza, in altri paesi la concorrenza esiste e i cittadini lo riconoscono. Se poi da questo discorso in avanti voi fare un passaggio dall'economia di competitività a un economia di cooperazione, temo che questo sia un momento storico non dei più adatti.A presto, Enrico
  • Anonimo scrive:
    e il problema frequenze?
    nella stessa "zona" possono sovrapporsi al massimo tre canali ben distanziati in modo da non interferire tra loro.la frequenza WiFi è liberalizzata, quindi chiunque può trasmetterci sopra (purchè rispetti certi limiti).ipotizziamo uno scenario del genere:- il canale 6 è occupado dalla rete wireless di un'azienda vicina- il canale 1 lo "occupo" io con la mia rete casalinga- il canale 12 il mio vicino di casa (radioamatore)arriva l'operatore X e decide di utilizzare il canale 6, piazza il suo AP, e condivide il canale con gli AP della sudetta azienda (calo di prestazioni)arriva l'operatore Y e decide di utilizzare il canale 1, stessa storia dell'operatore Xarriva un operatore Z e occupa il 12.a questo punto ogni operatore aggiuntivo andrebbe ad interferire con un altro.immagino che gli operatori non abbiano la limitazione a 20mW Eirp e che quindi non abbiano problemi a "soffocare" le reti private, quali la mia e quella dell'aziendaperò il radioamatore può superare questo limite, inizierebbe una "gara" a chi "urla" di piùcome può fare un provider a garantire la continuità e la qualità del servizio, non potendo pretendere l'utilizzo esclusivo della frequenza.- Iroul
    • Virgio scrive:
      Re: e il problema frequenze?
      [...]
      immagino che gli operatori non abbiano la
      limitazione a 20mW Eirp e che quindi non abbiano
      problemi a "soffocare" le reti private, quali la
      mia e quella dell'aziendaNessuno può superare tale limite. Il principio è che non si pagano le licenze individuali per l'uso delle frequenze e quindi nessuno può pretendere la protezione dalle interferenze.
      come può fare un provider a garantire la
      continuità e la qualità del servizio, non potendo
      pretendere l'utilizzo esclusivo della frequenza.Non la può garantire ma ci si può avvicinare. Se pretendi di collegarti con il laptop dal divano, lascia perdere. Se invece il provider porta 2 Mbit sul tetto del condominio sui 5.4 GHz e poi i condomini condividono la connessione in modo "creativo", ottieni un servizio ragionevolmente affidabile. Le bande sull' HIPERLAN sono molte di più di quelle dei 2.4 GHz, meno affollate e gli apparati sono più costosi, per cui la probabilità di interferenze sono molto più ridotte.Ciò precisato, resto dell'idea che l'esproprio proletario del rame che mi collega alla centrale, sia la soluzione migliore. Il wireless andrebbe usato, come suggerisce il nome, laddove i fili non ci sono.
    • Anonimo scrive:
      Re: e il problema frequenze?
      - Scritto da: Anonimo
      nella stessa "zona" possono sovrapporsi al
      massimo tre canali ben distanziati in modo da non
      interferire tra loro.

      la frequenza WiFi è liberalizzata, quindi
      chiunque può trasmetterci sopra (purchè rispetti
      certi limiti).Nessuna frequenza è totalmente "liberalizzata". Alcune non prevedono formalità amministrative ma solo per comunicazioni a brevissima distanza.
      ipotizziamo uno scenario del genere:
      - il canale 6 è occupado dalla rete wireless di
      un'azienda vicina
      - il canale 1 lo "occupo" io con la mia rete
      casalinga
      - il canale 12 il mio vicino di casa
      (radioamatore)Impossibile per un radioamatore trasmettere, in virtù della sua autorizzazione generale, sul canale 12. Al massimo può andare fino all'8, ma qui sono previste le comunicazioni amatoriali via satellite...
      arriva l'operatore X e decide di utilizzare il
      canale 6, piazza il suo AP, e condivide il canale
      con gli AP della sudetta azienda (calo di
      prestazioni)

      arriva l'operatore Y e decide di utilizzare il
      canale 1, stessa storia dell'operatore X

      arriva un operatore Z e occupa il 12.

      a questo punto ogni operatore aggiuntivo andrebbe
      ad interferire con un altro.E' praticamnete una certezza, specialmente nei grandi centri urbani.
      immagino che gli operatori non abbiano la
      limitazione a 20mW Eirp e che quindi non abbiano
      problemi a "soffocare" le reti private, quali la
      mia e quella dell'aziendaNon credo proprio. Chiunque ha l'obbligo di non modificare la parte a radiofrequenza. Se una azienda decide di utilizzare antenne direzionali/direttive deve richiedere l'autorizzazione generale.
      però il radioamatore può superare questo limite,
      inizierebbe una "gara" a chi "urla" di piùIl radioamatore può, in virtù del conseguimento della patente di operatore, operare modifiche anche alla parte a radiofrequenza, fermo restando che dai canali dal 9 al 13 si ricade in una assegnazione primaria del Ministero della Difesa e loro possono richiedere l'immediata disattivazione di qualsiasi trasmettitore in caso ricevesso interferenze/disturbi.
      come può fare un provider a garantire la
      continuità e la qualità del servizio, non potendo
      pretendere l'utilizzo esclusivo della frequenza.Difatti, per come è suddiviso l Piano Nazionale delle Frequenze, i 2,4 GHz sono già un gran calderone di segnali...
  • Anonimo scrive:
    Re: Ho mai letto tante sciocchezze ...
    Ciao W.N. sono l'autore della lettera a Punto Informatico alla quale ti riferisci. Leggo molta passione in quel che scrivi e mi fa molto piacere che ci siano persone che sanno farsi animare da una passione per le cose che dicono, però credo che in alcuni passaggi tu sia stato poco obiettivo, anche se reputo quello che hai scritto molto interessante e spero, io dal mio piccolo, di non scrivere troppe ulteriori sciocchezze. Detto questo, se hai letto con attenzione quanto ho scritto anche io parto dalle privattizzazioni sbagliate di Sip, Asst, Italcable, Telespazio e anche io ho scritto in tempi non sospetti, se riscordi, che l'ideale sarebbe stato la deconcentrazione da telecom italia della struttura che si occupa delle reti di trasmissione, creando una società diversa che si occupi dellla fornitura dei servizi, al pari delle concorrenti wind, teledue, e chi più ne ha più ne metta, ma con la situazione attuale tornare indietro è un percorso poco realistico. E credo inoltre che l'esempio da te fatto della rete di artigiani e fucine non sia traslabile nel campo delle TLC: il rapporto FUB e quello Beetween hanno formalmente decretato entrambi la poca utilità e penetrazione dell esperienza dei provider multiutilites sperimentata in italia (anche se ovviamentre il wi-fi ha altre peculiarità), dall'altra parte invece i rapporti i2010 ad esempio hanno di fatto indicato l'esempio di altri paesi europei come esempi da seguire, paesi dove la stessa telecom italia fornisce Adsl e connessioni wi-fi a 10/15 euro al mese. Ed è appunto a quel modello che guardo io, per sbagliato che tu possa ritenere, è un modello che ha dimostrato essere applicabile e funzionante, magari appunto, corretto e riveduto, utilizzando l'enormi potenzialità dei piccoli operatori di TLC di specializzarsi ai capillari di una rete ( o multi-rete) da un ossatura solida e ben definita. Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Ho mai letto tante sciocchezze ...
      - Scritto da: Anonimo
      Ciao W.N. sono l'autore della lettera a Punto
      Informatico alla quale ti riferisci. Leggo molta
      passione in quel che scrivi e mi fa molto piacere
      che ci siano persone che sanno farsi animare da
      una passione per le cose che dicono, Comunque sta di fatto che la passione in s'e' nel contesto non ha voce e non ha nulla a che fare specialmente quando si discute di questioni che hanno anche a che fare anche con l'economia.Invece scrivo con cognizione di causa e nella posizione di chi opera nel settore delle TLC da piu' di 30 anni per cui cercando d'esulare, stante il tema, dalla passione ma cercando di essere il piu' obbiettivo possibile almeno per quanto sia possibile in questa sede.Obbiettivita' che purtroppo in molti e troppi "articoli", come succede anche in altri quotidiani, non trovo essendo per lo piu' i suddetti articoli, tal volta in modo implicito e tal volta in modo esplicito se non spudorato, pilotati a pro o contro e al fine di tal o tal'altra posizione o con scopo di pubblicizzare o propagandare tal o tal'altra organizzazione privata o "a partecipazione" pubblica che sia, cosi' l'articolo essere e trasformandosi per lo piu' in mera "recensione" se non propriamente ad una della tante forme di pubblicita' o propaganda.Recensioni che infine, anche strumentalizzando la sensibilita' sociale e credendo che il lettore non sia attento, provvede in realta' piu' a fare, come si suol dire, cassa e tutto cio' a prescindere dal fiume di parole utilizzate seppur ricercate e a prescindere dalla stessa esposizione che in s'e' alle volte e' anche interessante ma in qualche modo infetta con la presenza di quanto sopra.Ecco perche' utilizzo il termine "recensione" piuttosto che utilizzare il termine "articolo" cui quest'ultimo per essere tale dovrebbe, quanto meno per regola, privo di ogni posizione e parere personale se non essere esposto a mo di cronaca o a mo di report.
      però credo
      che in alcuni passaggi tu sia stato poco
      obiettivo, Poco obbiettivo!? Con cio' forse intendi che ci sia stata carenza nei dettagli e che, pertanto, non sia stato abbastanza preciso?Essere obbiettivi e' cosa ben diversa dal essere piu' precisi e prolissi cui, in questa sede, esser piu' precisi sappiamo bene tutti quanti quanto tecnicamente sia difficoltoso. E poi, a che fine? Oppure ti riferisci al fatto di aver nominato Assoprovider cui invece nel merito vedi piu' avanti per la motivazione.Di sicuro, ma cio' e' fatto certo, il mio post non aveva alcun fine e scopo e tanto meno alcuna pretesa o presa di posizione, a pro o meno e tanto meno stato fatto nei confronti o addirittura "per conto" di chissa chi, tanto piu' che non rappresento proprio nessuno.Invece per quanto riguarda l'accenno ad Assoprovider cio' e' stato fatto di proposito ma a fine di riconoscimento nei confronti di chi, ma cio' e' cronaca, ha mantenuto fede al dichiarato scopo di tal associazione cui, diversamente da tanti e troppi altri, ha invece preferito "fare" al posto del solo "predicare" ove invece quest'ultima attivita' (predicare) sembra esser sempre piu' prerogativa di troppe persone ed organizzazioni.
      anche se reputo quello che hai scritto
      molto interessante e spero, io dal mio piccolo,
      di non scrivere troppe ulteriori sciocchezze. ... con simpatia :-)(continua)
    • Anonimo scrive:
      Re: Ho mai letto tante sciocchezze ...

      E credo inoltre che l'esempio da te fatto della
      rete di artigiani e fucine non sia traslabile nel
      campo delle TLC: Premesso che il precedente post, come ben si comprende, ha citato la "figura" tradizionale delll'artigiano ma cio' non solo al fine d'essere stato cosi' in linea, in tal contesto, con la rappresentazione economica riguardante l'Italia (che come ripeto e' ben differente dalle realta' di altri paesi essendo l'Italia, per l'appunto e per tradizione, essere composta da "mille botteghe" e non essere formata da poche e mega strutture) ma anche al fine di risaltare con piu' forza della riconosciuta capacita', anche di evolversi in tempi brevi, e della caparbieta' ed impegno che per tradizione sempre ha avuto e che ha la piccola struttura itliana (fra l'altro oggetto di studio da parte della stessa Cina) che della sua capacita', per l'appunto a mo di "fucina", che ha nel formare e produrre nuove generazioni di specializzandi.Con cio' non significava, come tu hai scritto, di "traslare" quanto oggetto del tema alla "formale categoria" degli artigiani, che e' tutt'altra cosa, bensi in senso piu' ampio e a prescindere dalla categoria in s'e' significava semplicemente nel prendere atto di uno stato di fatto riguardante l'italica economia e da li, con il giusto supporto, utilizzare la presente e capillare risorsa delle piccole strutture anche per il fine di quanto oggetto del tema.Ed invece che si fa o cosa finora e' stato fatto o spinto? A tutti i costi, solo perche' in altri paesi lo fanno o solo perche' lo hanno fatto e per chissa' quali mega mirabolanti modelli prodotti da detti paese, si fa e si e' fatto in modo di dar supporto e spinta alle costituzioni di mega strutture per poi esserci trovati, ciclicamente, nel passare da un flop all'altro.Ma a tutt'oggi non ci si e' resi ancora conto, in un certo senso, che e' facente parte del "gene" italico rigettare ogni e qualsiasi forma di trasformazione delle proprie attivita' verso forme di mega strutture? L'italico e' di per s'e' individualista e allora, se e' cosi', prendiamone atto e lavoriamo in modo tale da sfruttare quanto anzi scritto invece che perder tempo a voler a tutti i costi cambiare, per stare in tema di gene, la "naturale predisposizione".
      il i2010 ad esempio hanno di fatto indicato
      l'esempio di altri paesi europei come esempi da
      seguire, ... eccolo ... anche in altri paesi il formaggio o il prosciutto lo fanno a mo di "catena di montaggio" ma in Italia non e' visto in tal modo.
      Ed è appunto a quel modello che guardo io, I modelli sono validi per il paese che li ha partoriti e per alcuni altri paesi, per lo piu' aventi similitudini, ma con cio' non significa che sia attuabile in egual misura in tutti i paesi.
      sbagliato che tu possa ritenere, è un modello che
      ha dimostrato essere applicabile e funzionante,
      magari appunto, corretto e riveduto, utilizzandoCerto ... prenderne conoscenza dell'esistenza ... cosi' come si prende atto dell'esistenza di altri modelli e, perche' no, facendo propri di alcune parti ... ma questo ogni serio imprenditore e operatore lo ha sempre fatto ... e comunque, come ripeto, non significa che in Italia sia attuabile anche se corretto e riveduto ... infatti in tal senso ci sono tantissimi esempi di iniziatiche che state riprese, al contrario del risultato che han prodotto in altri paesi, in Italia invece hanno prodotto solo gravi flop.
      l'enormi potenzialità dei piccoli operatori di
      TLC di specializzarsi ai capillari di una rete (
      o multi-rete) da un ossatura solida e ben
      definita. Ora correggi il tiro su cio' che invece avevi prospettato* in sede di tua recensione?*(Le entrate sarebbero potute essere destinate ad esempio ad Infratel) Non ho per tale acora avuto modo di procurarmi ed osservare una visura completa dei rispettivi collegamenti ... ma tutto cio', solo osservando da google, mi crea scetticismo.Ciao
  • Anonimo scrive:
    finalmente qualcuno che sa quel che dice
    finalmente qualcuno che sa che cos'è un economia di mercato, come si creano sinergie tra stato e operatori privati piccoli e grandi, come si compete con gli altri paesi! Qua ultimamente si legge solo di gente che vive sulla luna, che pretende di vivere senza darsi regole e che crede che la rete wi-fi che si è fatto in garage vada bene per tutta italia. Era ora.
  • Anonimo scrive:
    BASTA REGOLE !!
    Non tutto va regolato, va licenziato, va scritto, va imposto... Stiamo diventanto il paese di Don Rodrigo e l'AzzeccaGarbugli.Lasciamo che la gente si auto organizzi e faccia anche come gli pare.. se farà schifo lo correggeremo con delle regole....
    • Anonimo scrive:
      Re: BASTA REGOLE !!
      - Scritto da: Anonimo
      Lasciamo che la gente si auto organizzi e faccia
      anche come gli pare.. se farà schifo lo
      correggeremo con delle regole....Prevenire è meglio che curare.
  • Anonimo scrive:
    Belle parole, ma...
    ...tutte queste strategie secondo te quali dovevano essere? E' sempre facile elencare gli obiettivi che si dovrebbero raggiungere, ma nessuno dice mai come fare!
  • Anonimo scrive:
    Re: Ho mai letto tante sciocchezze ...
    - Scritto da: Anonimo
    ... cosi' tutte insieme.Mai letto PI?
  • Anonimo scrive:
    Re: Ho mai letto tante sciocchezze ...
    Pienamente d'accordo, l'autore si sarà fumato qualcosa prima di scrivere e poi mi sa che lavora per infratel che ha promesso tanto e non ha fatto un tubo. Non ha capito nemmeno il decreto perchè il wifi non è stato liberalizzato, solo gli isp possono offrire connettività sul suolo pubblico non tutti i cittadini, non servono i grossi calibri per cablare un paesino sperduto, ci vogliono poche migliaia di euro infatti io da privato qualunque sto pensando di mettere su un WISP per coprire il mio paese e forse anche qualche altro limitrofo, il fatto è che tutti stiamo a guardare invece di agire, ora le possibilità ci sono e se per ogni paesino ci sarà qualcuno con i OO il digital-divide sarà presto un ricordo lontano.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ho mai letto tante sciocchezze ...
      - Scritto da: Anonimo
      Pienamente d'accordo, l'autore si sarà fumato
      qualcosa prima di scrivere e poi mi sa che lavora
      per infratel che ha promesso tanto e non ha fatto
      un tubo. Non ha capito nemmeno il decreto perchè
      il wifi non è stato liberalizzato, solo gli isp
      possono offrire connettività sul suolo pubblico
      non tutti i cittadini, non servono i grossi
      calibri per cablare un paesino sperduto, ci
      vogliono poche migliaia di euro infatti io da
      privato qualunque sto pensando di mettere su un
      WISP per coprire il mio paese e forse anche
      qualche altro limitrofo, il fatto è che tutti
      stiamo a guardare invece di agire, ora le
      possibilità ci sono e se per ogni paesino ci sarà
      qualcuno con i OO il digital-divide sarà presto
      un ricordo lontano.Ma con il WISP che vuoi creare viene fuori una rete locale o poi la gente si può collegare a internet?E se si può collegare a internet come avviene il collegamento? Cioè ti rivolgi a inet o qualche azienda simile per avere una linea, non so, facciamo da 30 megabit e poi la condividi tramite il wifi e poi rivendi il servizio nel tuo paese?
  • Anonimo scrive:
    WIFI USA
    In italia si continua a discutere sul wifi. Io vi sto scrivendo dalla macchina fermo a un semaforo a san francisco, ho anche scaricato la posta e prenotato il mio prossimo hotel. Peccato che le mie vacanze stanno finendo. Fate voi. INTERNET LIBERO! Un saluto da Sanfra, Pietro e Fabio.
    • Anonimo scrive:
      Re: WIFI USA
      - Scritto da: Anonimo
      In italia si continua a discutere sul wifi. Io vi
      sto scrivendo dalla macchina fermo a un semaforo
      a san franciscoOcchio a non fare incidenti. Un tempo la gente era distratta per il cellulare, invece col wifi vedremo le persone guidare a zig zag per scrivere su Punto-informatico.
      • Anonimo scrive:
        Re: WIFI USA
        "Un saluto da Pietro e Fabio", quindi, è probabile che fossero in due in macchina..Sempre a pensare in malafede qui...
    • Anonimo scrive:
      Re: WIFI USA
      - Scritto da: Anonimo
      In italia si continua a discutere sul wifi. Io vi
      sto scrivendo dalla macchina fermo a un semaforo
      a san francisco, ho anche scaricato la posta e
      prenotato il mio prossimo hotel. Peccato che le
      mie vacanze stanno finendo. Fate voi. INTERNET
      LIBERO! Un saluto da Sanfra, Pietro e Fabio.Per favore, dimmi che è una macchina CON AUTISTA, oppure un taxi... :o
      • Anonimo scrive:
        Re: WIFI USA
        a san francisco scrivevi col wi-fi mentre 30 mila morivano per un uragano a new orleans solo perchè non avevano i soldi per farsi il biglietto della corriera per scappare . vogliamo proprio imitarlo stio grande paese?
        • Anonimo scrive:
          Re: WIFI USA
          - Scritto da: Anonimo
          a san francisco scrivevi col wi-fi mentre 30 mila
          morivano per un uragano a new orleans solo perchè
          non avevano i soldi per farsi il biglietto della
          corriera per scappare . vogliamo proprio imitarlo
          stio grande paese?Io sono uno di quelli che il 13 settembre 2001 rispondeva che gli americani gli attentati se l'erano cercata con 50 anni di politica estera sconsiderata (criminale)... e per quanto riguarda la qualità della vita c'e' molto da ridire (è più alta per i ricchi e più bassa per i poveri). Pero' per quanto riguarda le libertà (parola, informazione, accesso alle tecnologie, etc), stanno una spanna avanti (ma direi anche 2-3-4-5 spanne avanti).Lungi da me l'idea di voler trasformare il mio paese che amo in un surrogato degli USA come è già adesso; pero' a volte potremmo anche limitare quella sana abitudine di criticare gli USA: diamo a Cesare quel che è di Cesare e di cose buone lì ce ne sono tante, comprese miglioni di persone come noi, la cui unica colpa è quella di essere ignoranti (come noi).ciaoRenton78
          • Anonimo scrive:
            Re: WIFI USA
            Ehm... chiedo venia per i "miglioni"... non ho riletto il messaggio prima di postare... che vergogna...
          • Anonimo scrive:
            Re: WIFI USA
            - Scritto da: Anonimo
            Ehm... chiedo venia per i "miglioni"... non ho
            riletto il messaggio prima di postare... che
            vergogna...Da quando c'è l'euro succede questo e altro.
  • Anonimo scrive:
    Licenze e terrorismo
    Io mi ricordo le licenze UMTS che pagliacciata sono state. Pensavano di raccogliere chissà quante migliaia di miliardi e poi...Non ho capito la parte riguardante la sicurezza, in america dove sono paranoici per il terrorismo il wifi non è un problema e da noi sì?
    • Anonimo scrive:
      Re: Licenze e terrorismo
      - Scritto da: Anonimo
      Io mi ricordo le licenze UMTS che pagliacciata
      sono state. Pensavano di raccogliere chissà
      quante migliaia di miliardi e poi...

      Non ho capito la parte riguardante la sicurezza,
      in america dove sono paranoici per il terrorismo
      il wifi non è un problema e da noi sì?beh mica tutto che fanno gli americani è "the best of". Insomma alqueda al tempo aveva progettato l'attacco alle twin towers direttamente via email, la cui maggior parte era tra gli elementi del commando che erano in territorio americano ;) Credo che sulle licenze abbia ragione, non tanto sul fatto che portano guadagno ma quantomeno sul fatto che fanno selezione. L'obiettivo di guadagno dalla vendita delle licenze umts era poi appositamente gonifiato, altrochè pagliacciata, e francamente i 150 miliardi di euro investiti dagli operatori mi sa che si stanno rivelando buttati nel C.
      • Anonimo scrive:
        Re: Licenze e terrorismo
        - Scritto da: Anonimo
        L'obiettivo di guadagno dalla vendita delle
        licenze umts era poi appositamente gonifiato,
        altrochè pagliacciata, e francamente i 150
        miliardi di euro investiti dagli operatori mi sa
        che si stanno rivelando buttati nel C.La pagliacciata fu che Blu si ritirò e non ci fu nessuna asta. Comunque erano altri tempi, ora non credo nessuno voglia sganciare per il wifi. I costi delle licenze comunque poi si riversano sui clienti.
        • Anonimo scrive:
          Re: Licenze e terrorismo

          La pagliacciata fu che Blu si ritirò e non ci fu
          nessuna asta. Comunque erano altri tempi, ora non
          credo nessuno voglia sganciare per il wifi.
          I costi delle licenze comunque poi si riversano
          sui clienti.beh calcola che già un decimo di quella cifra sarebbe stato rilevante per la nostra finanziaria che fa acqua da tttte le parti
Chiudi i commenti