Instagram monitorava il tempo dei minori sulla piattaforma

Instagram monitorava il tempo dei minori sulla piattaforma

Al processo di Los Angeles, è emerso che Meta monitorava il tempo degli adolescenti su Instagram e ne faceva un obiettivo aziendale.
Instagram monitorava il tempo dei minori sulla piattaforma
Al processo di Los Angeles, è emerso che Meta monitorava il tempo degli adolescenti su Instagram e ne faceva un obiettivo aziendale.

La nostra priorità assoluta per la prima metà del 2017 sono gli adolescenti. Questa frase viene da una comunicazione interna di Meta, attribuita a una decisione di Mark Zuckerberg. È stata letta ad alta voce in un’aula di tribunale a Los Angeles mentre lo stesso Zuckerberg era seduto al banco dei testimoni. Una frase, nel contesto di un processo sulla salute mentale dei minori, suona come una confessione anche quando non lo è.

Instagram e minori: i documenti interni che inchiodano Meta

Il caso si chiama K.G.M. v. Platforms et al. e si sta svolgendo davanti a una giuria della Corte Superiore della Contea di Los Angeles. La querelante è una diciannovenne identificata con le iniziali K.G.M., “Kaley”, che sostiene di aver sviluppato dipendenza, depressione e pensieri suicidari a causa dell’uso dei social media da minorenne. La giuria dovrà stabilire se le piattaforme social sono responsabili dei danni alla salute mentale dei giovani causati dal design dei loro prodotti.

Snap e TikTok hanno patteggiato prima dell’inizio del processo. Meta e YouTube stanno testimoniando. Zuckerberg è comparso di persona davanti alla giuria, un evento raro per il CEO di Meta.

Durante la testimonianza, è emerso che Instagram non si limitava a osservare quanto tempo gli utenti trascorressero sull’app, lo celebrava. Anno dopo anno, i dirigenti segnalavano i “traguardi” raggiunti, mentre il tempo medio giornaliero passava da 40 minuti nel 2023 a 46 nel 2026.

L’accusa è diretta, Meta inseguiva deliberatamente quella crescita, fissando obiettivi interni, sapendo che sulla piattaforma c’erano anche i minori. Zuckerberg ha provato a smontare la tesi aggrappandosi a una distinzione, “traguardi” registrati invece di “obiettivi” assegnati, che però i suoi stessi documenti sembrano smentire.

Un’email di un ex product manager recitava: Il nostro obiettivo aziendale complessivo è il tempo totale degli adolescenti trascorso sulla piattaforma.. Un’analisi di mercato di dicembre 2018 identificava i preadolescenti come il gruppo di età con la retention più alta negli Stati Uniti. E altri documenti interni citati nella testimonianza indicano che l’obiettivo attuale di Meta è che Instagram diventi la più grande destinazione per adolescenti per utenti attivi mensili negli USA e nel mondo entro quest’anno.

Nel 2015 i bambini sotto i 13 anni erano 4 milioni

Il momento clou della testimonianza è stato quando i legali hanno chiesto a Zuckerberg perché nel 2024 avesse dichiarato al Congresso che i bambini sotto i 13 anni non erano ammessi su Instagram. I documenti interni del 2015, infatti, dimostrano che l’azienda sapeva di avere circa 4 milioni di utenti sotto i 13 anni.

Zuckerberg ha risposto di aver dichiarato onestamente la policy dell’azienda al Congresso e che Instagram rimuoveva gli utenti minorenni quando li identificava. Ma un’email di Nick Clegg, ex consigliere di Zuckerberg, definiva i requisiti di età di Instagram sostanzialmente inapplicabili.

I legali della querelante sostengono che, nonostante la consapevolezza della presenza di utenti minorenni, Instagram non ha preso provvedimenti concreti fino ad agosto 2021, quando ha iniziato a richiedere agli utenti di inserire la data di nascita. Meta ha ribattuto che la richiesta dell’età in fase di registrazione era stata introdotta nel 2019 per i nuovi utenti.

Le protezioni per i minori a scoppio ritardato

Instagram ha introdotto negli ultimi anni una serie di protezioni per gli adolescenti e controlli parentali. Ma secondo i documenti interni, la protezione dei minori è arrivata sempre dopo, in seguito alle indagini giornalistiche, alle audizioni al Congresso, alle cause legali. E nel frattempo, l’obiettivo di Meta per gli adolescenti non è cambiato: crescere. Meta contesta che Instagram sia responsabile dei problemi di Kaley, ma sarà la giuria a decidere.

Fonte: TechCrunch
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Pubblicato il
3 mar 2026
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