Instagram permette di personalizzare l'algoritmo: ecco come

Instagram permette di personalizzare l'algoritmo: ecco come

È possibile scegliere gli argomenti da vedere di più o di meno nei Reel di Instagram, con effetti futuri anche sul feed e su Esplora.
Instagram permette di personalizzare l'algoritmo: ecco come
È possibile scegliere gli argomenti da vedere di più o di meno nei Reel di Instagram, con effetti futuri anche sul feed e su Esplora.

L’algoritmo di Instagram è sempre stato quella creatura misteriosa che decide cosa farci vedere, quando e perché. Da anni gli utenti sognano di poter mettere mano a quel meccanismo oscuro, e adesso Meta ha deciso di concedere qualcosa. Non il controllo assoluto, sia chiaro, ma uno spiraglio.

L’azienda di Zuckerberg ha annunciato “Il tuo algoritmo“, una funzione che permette finalmente di dire alla piattaforma cosa si vuole vedere e cosa no. È una delle richieste storiche degli utenti, quella che si trascina da quando i feed cronologici sono diventati un lontano ricordo. E ora, forse, qualcosa si muove davvero.

L’algoritmo di Instagram diventa personalizzabile, si parte dai Reel

La funzione debutta con i Reel, quei video brevi che Instagram ha lanciato per contrastare TikTok e che ormai dominano buona parte dell’esperienza sulla piattaforma. Gli argomenti che si selezioneranno qui, però, non resteranno confinati. Meta ha promesso che influenzeranno anche il feed principale e la scheda Esplora. In pratica, si può plasmare l’intera esperienza Instagram, non solo una sezione.

Adam Mosseri, il CEO di Instagram, aveva anticipato questa novità già a settembre scorso. Da allora sono passati mesi di test, aggiustamenti e probabilmente riunioni infinite per capire come bilanciare le richieste degli utenti con gli interessi pubblicitari della piattaforma. Perché, diciamolo, un algoritmo troppo personalizzato rischia di rovinare la festa agli inserzionisti…

Come personalizzare l’algoritmo

Usare “Il tuo algoritmo” è abbastanza semplice. Si apre un Reel qualsiasi nell’app. Si noterà un nuovo pulsante, caratterizzato da linee e cuori, che porta direttamente alla pagina di personalizzazione. Lì si troveranno dei tag suggeriti dall’intelligenza artificiale, divisi in due categorie: “Cosa vuoi vedere di più” e “Cosa vuoi vedere di meno”. Si seleziona, si conferma, e l’algoritmo dovrebbe iniziare a capire l’antifona.

Se i suggerimenti automatici non bastano, c’è anche il pulsante “Aggiungi” per inserire manualmente gli argomenti che interessano di più. Instagram, nel frattempo, mostrerà nella parte superiore della pagina quali temi si stanno esplorando in quel momento.

Una volta impostato tutto, gli argomenti scelti compariranno nell’angolo in basso a sinistra dell’interfaccia dei Reel, proprio sopra il nome utente, a mo’ di promemoria.

Disponibilità

La funzione è in fase di rilascio nella maggior parte dei paesi dove Instagram è attivo, ma c’è un limite non da poco: al momento funziona solo in inglese. Se l’app è impostata in italiano o in qualsiasi altra lingua, tocca aspettare. Non si sa ancora quando Meta deciderà di estendere la disponibilità linguistica, ma conoscendo i tempi dell’azienda, meglio non trattenere il fiato.

Questa novità si aggiunge ad altri strumenti che Instagram ha introdotto negli ultimi tempi per dare agli utenti un minimo di controllo. Tra questi c’è la possibilità di resettare completamente l’algoritmo, utile quando il feed diventa un incubo.

Le cause legali e le pressioni esterne

Dietro questa generosità improvvisa c’è molto di più. Meta sta affrontando una raffica di problemi legali legati proprio alla gestione degli algoritmi. L’anno scorso, un gruppo olandese per la tutela della privacy ha trascinato l’azienda in tribunale, accusandola di non offrire agli utenti la possibilità di rinunciare definitivamente ai feed algoritmici.

In altre parole, Meta si è trovata con le spalle al muro. Concedere qualche strumento di personalizzazione non è solo un gesto di gentilezza verso gli utenti, ma anche una mossa strategica per disinnescare parte delle critiche e delle battaglie legali. Meglio aprire uno spiraglio controllato che rischiare sanzioni o regolamentazioni più severe imposte dall’esterno.

Il tuo algoritmo” è un piccolo passo verso un rapporto meno asimmetrico tra utenti e piattaforme. Poco, forse, ma meglio di niente.

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Pubblicato il
14 gen 2026
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