Intel accelera sui chip a 64 bit

Dopo il flop del primo Itanium, il big di Santa Clara non si perde d'animo e, sulla scia del discreto successo capitalizzato da Itanium 2, si appresta a immettere sul mercato una nuova generazione di CPU a 64 bit. Ecco quali
Dopo il flop del primo Itanium, il big di Santa Clara non si perde d'animo e, sulla scia del discreto successo capitalizzato da Itanium 2, si appresta a immettere sul mercato una nuova generazione di CPU a 64 bit. Ecco quali


Santa Clara (USA) – Dopo la profonda crisi attraversata dal mercato dei semiconduttori, Intel sembra sentire odore di ripresa. Il gigante californiano ha infatti deciso di modificare il suo piano dei rilasci e accelerare l’introduzione sul mercato dei suoi futuri modelli di processore a 64 bit.

Secondo la nuova roadmap, Intel anticiperà il rilascio di Madison, il successore degli attuali Itanium 2 McKinley , a questa estate, facendo seguire a breve il debutto di Deerfield, un Itanium 2 a basso consumo progettato per i sistemi a rack e i server blade.

Il nuovo chip a 64 bit sarà simile al suo predecessore, McKinley, ma grazie ad un processo di produzione più avanzato sarà in grado di integrare, su di una superficie di 374 mm quadrati, circa mezzo miliardo di transistor, di cui buona parte saranno dedicati alla generosa cache da 6 MB, tre volte più grande di quella che equipaggia l’attuale generazione di Itanium. Il consumo di elettricità di questo monster-chip toccherà i 130 watt, richiedendo particolari accorgimenti per la dissipazione del calore.

Nell’aggiornata tabellina di marcia di Intel è spuntato anche un nuovo chip: una versione di Madison con ben 9 MB di cache di terzo livello che vedrà la luce durante il 2004.

Nel 2005 sarà poi la volta di Montecito, il primo processore della famiglia Itanium a contenere due unità di calcolo in un singolo pezzo di silicio. Questa tecnica, che rende le soluzioni dual-processor più economiche delle attuali, viene già impiegata da tempo da IBM per i suoi chip Power4 e verrà adottata anche da Sun a partire dagli UltraSparc IV .

Montecito, che secondo i piani iniziali sarebbe dovuto uscire durante il 2004, era stato originariamente progettato come processore a singolo core. A differenza di Madison, Madison II e Deerfield, tutti costruiti con un processo di fabbricazione a 130 nanometri (0,13 micron), Montecito adotterà una tecnologia a 90 nanometri. L’attuale generazione di Itanium, McKinley, conserva invece ancora circuiti da 180 nanometri.

A dimostrazione di come McKinley sia riuscito a guadagnare molto più interesse, sul mercato, rispetto a Merced (la prima generazione di Itanium), Intel sembra decisa a mantenere il nome Itanium 2 anche per la sua prossima generazione di chip, da Madison a Montecito.

Secondo alcune fonti non confermate, Intel avrebbe poi in cantiere un nuovo processore Xeon, chiamato in codice Potomac, che nel giro di un anno o due potrebbe succedere all’attuale famiglia di Xeon Galatin. La nuova CPU trarrebbe vantaggio dal processo produttivo a 90 nanometri e da una cache di proporzioni maggiorate.

Le stesse fonti sostengono poi che Potomac potrebbe addirittura essere il primo processore marchiato Intel ad integrare un’architettura ibrida a 32 e 64 bit, una caratteristica che lo renderebbe molto simile all’ Opteron di AMD. Questa mossa, se venisse confermata, potrebbe giustificarsi con il discreto interesse che l’Opteron, ancor prima di debuttare sul mercato, ha già saputo conquistarsi nell’industria: questo chip, secondo AMD, consente infatti di beneficiare dei vantaggi apportati dalle piattaforme a 64 bit senza rinunciare alle vecchie applicazioni a 32 bit.

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16 01 2003
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