Intel chiama l'antitrust europeo

Il chipmaker di Santa Clara non ci sta a finire al rogo delle inchieste anti-monopolio del Vecchio Continente. E si prepara alla battaglia
Il chipmaker di Santa Clara non ci sta a finire al rogo delle inchieste anti-monopolio del Vecchio Continente. E si prepara alla battaglia

Il gigante dei microprocessori Intel , finito sulla graticola delle iniziative antitrust in varie parti del mondo, è alla ricerca di un chiarimento almeno con la Commissione Europea, e per tale motivo ha inviato un documento scritto alla UE in risposta alle accuse di abuso di posizione dominante nella eterna lotta tecnologica e commerciale contro l’avversario di sempre AMD . Il chipmaker chiede inoltre di essere ascoltato dall’Autorità in una audizione.

La società è stata formalmente chiamata in causa dalla UE nel luglio scorso , con addebiti che rappresentano il punto di approdo di uno sforzo investigativo durato anni con tanto di raid negli uffici europei di Intel alla caccia di prove. L’ipotesi avanzata è che il chipmaker abbia approfittato della propria posizione dominante sul mercato per offrire lauti sconti ai rivenditori disposti a trasformarsi in punti di distribuzione “Intel-only”. Tutto a scapito di AMD.

Quale che sia la risposta del chipmaker alle accuse dell’antitrust europeo, per ora il documento rimane coperto dal riserbo. Ma è piuttosto probabile che, vista la crescente attenzione degli organismi di controllo in ogni angolo del globo, le dinamiche sul mercato dominato da Intel possano in futuro essere scardinate d’autorità.

A puro titolo di confronto, l’ultima iniziativa dell’Antitrust del Vecchio Continente contro i giganti dell’informatica ha prodotto la ben nota multa di quasi 500 milioni di euro a carico di Microsoft.

Alfonso Maruccia

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08 01 2008
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