Intel Optane, la cache per le masse

Dopo gli SSD per server, ecco le unità di storage per il mercato consumer, sebbene gli scenari di utilizzo siano molto diversi, al pari della convenienza economica

Il primo prodotto consumer basato sulla tecnologia di memoria 3D Xpoint/Optane si chiama, semplicemente, “Intel Optane Memory”: Chipzilla metterà in commercio le nuove unità di storage minimale a partire dal 24 aprile, con tagli da 16 e 32 Gigabyte e un costo a dir poco economico – $44 e $77 – rispetto al già presentato prodotto per il mercato dei server.

Più che fungere da unità di storage allo stato solido “pura” come DC P4800X , infatti, i nuovi stick di storage ibrido in formato M.2 2280 (B-M) vengono presentati dal colosso americano come una soluzione di caching capace di accelerare in maniera sensibile le operazioni di I/O sia su sistemi equipaggiati con SSD NAND che su HDD magnetici.

Le unità Optane Memory richiedono due o quattro piste PCI Express per funzionare, e come il resto dei prodotti Optane sono compatibili solo con le CPU Core di settima generazione (quelle basate sulla microarchitettura Kaby Lake) e una scheda madre con un chipset della serie 200. In cambio, promette Intel , Optane Memory, accelera la performance di sistema complessiva del 28%, l’accesso al disco fisso di 14 volte e la “reattività” dei task di tutti i giorni di due volte.

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Intel sfrutta la già nota Rapid Storage Technology / Matrix RAID per far si che il sistema operativo “veda” due dischi fisicamente separati come un singolo volume di storage, permettendo alla tecnologia Optane di riconoscere i file con maggiore accesso e copiarli nella cache delle nuove unità M2. Una soluzione ponte rispetto al succitato DC P4800X, appunto, che però ha il vantaggio di non richiedere la spesa di $1.520 per un “semplice” SSD da 375 Gigabyte.

La memoria 3D Xpoint/Optane offre velocità, prestazioni e durata superiori agli SSD basati su chip NAND Flash, ma al momento i vantaggi effettivi rispetto alle soluzioni di storage tradizionali è tutto da verificare sul campo. Gli analisti sono però concordi nel riconoscere le potenzialità della nuova tecnologia , una memoria permanente ibrida tra DRAM ed SSD che dovrebbe, in un futuro non troppo lontano, ridurre le distanze tra le due tipologia di immagazzinamento dati imponendo l’ennesima evoluzione tecnologica al settore informatico nel suo complesso.

Alfonso Maruccia

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