Intel padroneggia i 32 nanometri

Il chipmaker di Santa Clara ha completato lo sviluppo della propria tecnologia di processo a 32 nm, la stessa che utilizzerà il prossimo anno per produrre la seconda generazione di processori Nehalem. Ma i rivali non stanno a guardare

Roma – I suoi primi chip a 32 nanometri appariranno sul mercato tra non meno di 9-10 mesi, ma Intel ci tiene a far sapere di aver concluso con successo lo sviluppo della tecnologia che renderà possibile la transizione dagli attuali circuiti a 45 nm verso quelli a 32 nm.

“L’azienda è in grado di rispettare i tempi di avvio della produzione (di chip a 32 nm, ndr) per il quarto trimestre 2009. Questa futura generazione è basata su transistor ancora più efficienti dal punto di vista energetico, ad alta densità e a elevate prestazioni”, si legge in un comunicato. “Grazie al completamento della fase di sviluppo della tecnologia di processo a 32 nm e alla possibilità di avviare la produzione in questo periodo, Intel è in grado di rispettare i tempi ambiziosi di produzione e lancio di prodotti definiti nella propria strategia tick-tock “.

Come noto, nella strategia tick-tock di Intel la fase tick prevede l’introduzione di un nuovo processo produttivo e la fase tock di una nuova microarchitettura. Nehalem, l’architettura alla base dei giovani processori Core i7 , rappresenta il tock : il processo produttivo è rimasto quello a 45 nanometri già utilizzato nella precedente generazione di CPU Penryn , ma la microarchitettura ha subito cambiamenti significativi. Il tick sarà invece rappresentato dalla futura transizione ai circuiti da 32 nm, fase in cui Intel continuerà ad utilizzare l’architettura Nehalem.

Dal momento della sua introduzione ad oggi, tra il tick e il tock sono passati all’incirca 12 mesi. “Con la produzione di chip a 32 nm il prossimo anno, Intel riesce a rispettare questi obiettivi per il quarto anno consecutivo”, proclama fiero il chipamker di Santa Clara.

La tecnologia a 32 nm di Intel utilizza gate metallici ad alta costante k (high-k) di seconda generazione, la litografia a immersione a 193 nm per gli strati di patterning critici e tecniche evolute di transistor strain . In soldoni, i circuiti a 32 nm permetteranno ad Intel di costruire chip con un’area di circa il 50% inferiore a quella odierna e con un migliore rapporto tra consumi e performance.

Intel afferma che la propria è la tecnologia a 32 nm più avanzata del settore, l’unica che al momento permette di produrre transistor con una distanza tra i gate di soli 112,5 nm. Il prossimo passo sarà rappresentato dai circuiti a 22 nm e dalla litografia EUV , di cui Intel fornirà maggiori dettagli presso l’International Electron Devices Meeting ( IEDM ), un evento che si terrà la prossima settimana a San Francisco e in occasione del quale BigI presenterà ufficialmente la sua nuova tecnologia di processo a 32 nm. Qui il chipmaker parlerà anche di un system-on-chip a basso consumo, di transistor basati su semiconduttori composti, della progettazione di substrati per migliorare le prestazioni dei transistor a 45 nm, dell’integrazione di tecniche CPM (Chemical Mechanical Polish) per il nodo a 45 nm e oltre, e dell’integrazione di un array di modulatori basati su fotonica del silicio.

Ogni ulteriore step tecnologico nella miniaturizzazione dei transistor richiede, da parte dei chipmaker, investimenti sempre più ingenti , tanto che ormai nessun produttore – a parte Intel – può permettersi di sostenere tali costi da solo. Nella corsa verso i 32 nm, ad esempio, Toshiba si è alleata con NEC mentre AMD, Chartered, Infineon, Samsung, Sony, Toshiba, Freescale e STMicroelectronics hanno unito le proprie forze a quelle di IBM. Entrambi questi gruppi contano di produrre i primi chip commerciali a 32 nm nel corso del 2010.

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  • floriano scrive:
    &
    spero che tolgano questa follia senza senso come vincolo nelle querystring.
  • 3my78 scrive:
    per fortuna...
    secondo me è una gran cosa...http://3my78.blogspot.com/
  • Stiv Giobs scrive:
    Commenti da ignoranti...
    Spiace dirlo, ma la maggior parte dei commenti a questo articolo denotano una completa ignoranza di cosa vuol dire realizzare un documento XHTML semantico e valido, separando CSS e JS dai contenuti della pagina. Non capisco come si possa parlare e discutere di accessibilità e WCAG (che hanno aspetti discutibili) senza aver chiaro almeno i fondamentali.
  • tom scrive:
    non solo...
    L'11 dicembre verrà ricordato anche per il mio compleanno... :D
    • rscano scrive:
      Re: non solo...
      - Scritto da: tom
      L'11 dicembre verrà ricordato anche per il mio
      compleanno...
      :De per l'uscita di Wordpress 2.7 :)Auguri in ritardo :-)
    • foxy scrive:
      Re: non solo...
      - Scritto da: tom
      L'11 dicembre verrà ricordato anche per il mio
      compleanno...
      :DAnche di Gianni Morandi e Nino Frassicacfr. http://it.wikipedia.org/wiki/11_dicembreRobertoP.S. Anch'io sono fra i recettori di questo regalo di compleanno del W3C
    • 3my78 scrive:
      Re: non solo...
      - Scritto da: tom
      L'11 dicembre verrà ricordato anche per il mio
      compleanno...
      :Dangurie :Phttp://3my78.blogspot.com/
  • asd scrive:
    web 2.0 roba per non informatici
    chi programma siti sa benissimo che il web 2.0 e' solo aria fritta e non esiste, un riassunto?se puoi ripsondere a un articolo con unform quello e' web 2.0
    • GioGio scrive:
      Re: web 2.0 roba per non informatici
      Chi programma siti sa benissimo che il WCAG 2.0 non c'azzecca proprio nulla con il web 2.0.
      • rscano scrive:
        Re: web 2.0 roba per non informatici
        - Scritto da: GioGio
        Chi programma siti sa benissimo che il WCAG 2.0
        non c'azzecca proprio nulla con il web
        2.0.Oh bello scopro due cose non da poco:- esiste chi "programma siti"- le WCAG 2.0 non c'azzeccano con il Web 2.0Mi spieghi queste tue teorie?
  • noncapisco scrive:
    web 2.0
    _B_A_S_T_A_ con sta fesseria del "web 2.0", lo volete capire che non significa nulla??? Non esiste il "web 2.0"
    • rscano scrive:
      Re: web 2.0
      - Scritto da: noncapisco
      _B_A_S_T_A_ con sta fesseria del "web 2.0", lo
      volete capire che non significa nulla??? Non
      esiste il "web
      2.0"Appunto si chiama Web collaborativo e non è altro che uso differente di vecchie tecnologie. Il problema è che con le vecchie WCAG 1.0 e senza WAI ARIA non è possibile assegnare ruoli e stati ai nuovi oggetti.
    • anonimo pacifico scrive:
      Re: web 2.0
      "Web 2.0" è un modo convenzionale (un modo di comodo) per indicare la differenza tra il web in cui i contenuti erano creati preventivamente da qualcuno per far sì che altri vi accedessero ed il web in cui ci sono contenitori - tipo YouTube - che vengono riempiti di contenuti da coloro che ne sono/saranno anche i fruitori.Se Lei non ignora tutto questo, mi chiedo perché venga a commentare qui.Denota saccenza.
  • panda rossa scrive:
    Ma un modello da seguire, no?
    Invece di tutte queste raccomandazioni di accessibilita', non sarebbe tanto piu' semplice proporre un esempio di pagina tale che tutti, ma proprio tutti, coloro che hanno esigenze di accessibilita', la ritengano accessibile.Cosi' almeno c'e' un punto di partenza.Anche questa cosa dell'AJAX adesso e' accessibile.In alcuni posti invece ho trovato detto che per rendere accessibile una pagina bisogna evitare gli script per quanto possibile. Adesso invece gli script sono stati sdoganati.Io vorrei solo sapere come fare una semplice pagina, passiva, di testo, con poca grafica, con qualche pulsante di navigazione locale, e un menu di link, per renderla totalmente accessibile in modo che possa essere consultata da tutti quelli che sono senza monitor, senza tastiera, senza mouse, senza niente.Un esempio da cui partire.Esiste?
    • Giovanni Mauri scrive:
      Re: Ma un modello da seguire, no?
      Sono passivo.. ^^ mi sembra un bell'esempio.. XD
      • H5N1 scrive:
        Re: Ma un modello da seguire, no?
        Tra l'altro errato...
      • panda rossa scrive:
        Re: Ma un modello da seguire, no?
        - Scritto da: Giovanni Mauri
        "http://www.w3.org/TR/html4/loose.dtd"



        Sono passivo..



        ^^ mi sembra un bell'esempio.. XDInsufficiente: mancano tutti i nell'head.Anzi manca proprio l'head.
    • Mi scoccio di loggare scrive:
      Re: Ma un modello da seguire, no?
      Certo,una pagina vuota.Oppure paghi un consulente per dirti che quella che sviluppi va bene, e che quelle raccomandazioni, puoi anche non seguirle perche' non sono dei divieti.Insomma...tutto questo serve solo per far campare i consulenti. I disabili, hanno problemi molto piu' importanti di quelli di non riuscire a visualizzare "bene-bene-bene" un sito web.
      • rscano scrive:
        Re: Ma un modello da seguire, no?
        - Scritto da: Mi scoccio di loggare
        Oppure paghi un consulente per dirti che quella
        che sviluppi va bene, e che quelle
        raccomandazioni, puoi anche non seguirle perche'
        non sono dei
        divieti.Leggi sopra. Paghi il consulente quando non hai personale che si è letto quei quattro principi generali di sviluppo che in corsi spieghiamo in neanche 6 ore e che sanno applicare anche studenti che hanno imparato l'HTML poche settimane prima. Quindi anziché sparare all'esterno iniziamo a vedere in azienda chi sa fare e chi si vende per quel che non sa fare.

        Insomma...tutto questo serve solo per far campare
        i consulenti. I disabili, hanno problemi molto
        piu' importanti di quelli di non riuscire a
        visualizzare "bene-bene-bene" un sito
        web.Questo serve per garantire a chiunque dei riferimenti nello sviluppo. I pataccari che si fanno i soldi ci sono e ci son sempre stati, ci sarà sempre qualcuno che andrà a vendere consulenze sulle WCAG 1.0... dicendo che son meglio delle 2, tipo un tale Joe CLark :-)
      • panda rossa scrive:
        Re: Ma un modello da seguire, no?
        - Scritto da: Mi scoccio di loggare
        Certo,
        una pagina vuota.

        Oppure paghi un consulente per dirti che quella
        che sviluppi va bene, e che quelle
        raccomandazioni, puoi anche non seguirle perche'
        non sono dei
        divieti.Forse non ci siamo capiti.Sono io il consulente che vuole aggiornarsi per poter essere in grado di seguire le raccomandazioni.
        Insomma...tutto questo serve solo per far campare
        i consulenti. I consulenti campano lo stesso, invece.
        I disabili, hanno problemi molto
        piu' importanti di quelli di non riuscire a
        visualizzare "bene-bene-bene" un sito
        web.E allora mettiamo in tutte le pagine un bel blocco dove compare un bel messaggio in H1 che dice: "hai voluto essere disabile? Mo' arrangiati!"Facciamo cosi'?
        • Mi scoccio di loggare scrive:
          Re: Ma un modello da seguire, no?
          - Scritto da: panda rossa

          I disabili, hanno problemi molto

          piu' importanti di quelli di non riuscire a

          visualizzare "bene-bene-bene" un sito

          web.

          E allora mettiamo in tutte le pagine un bel
          blocco dove compare un bel messaggio
          in H1 che dice: "hai voluto essere disabile? Mo'
          arrangiati!"

          Facciamo cosi'?Meglio : " Non hai altro a cui pensare? "Ma secondo te, fino ad oggi, i disabili come hanno vissuto sul web? E non dite che non ci sono o hanno avuto problemi, perche' si e' spesso sentito in tv di gente con gravi problemi che passa diverse ore sul web ad informarsi e a socializzare...
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma un modello da seguire, no?
            - Scritto da: Mi scoccio di loggare

            Meglio : " Non hai altro a cui pensare? "Devo mettere della roba su web, e quindi sto pensando al modo migliore per farlo.Ti sembra molto strano questo?
            Ma secondo te, fino ad oggi, i disabili come
            hanno vissuto sul web? Esattamente come nel mondo reale: circondati da inutili barriere architettoniche.
            E non dite che non ci sono
            o hanno avuto problemi, perche' si e' spesso
            sentito in tv di gente con gravi problemi che
            passa diverse ore sul web ad informarsi e a
            socializzare...E quindi? Dove vuoi arrivare?Io sto cercando di mettere insieme delle pagine per renderle accessibili quanto piu' possibile, e tu che discorso mi stai facendo?Anche il disabile ha il diritto di essere utonto.Non perche' sia disabile allora deve essere tenuto a conoscere e saper usare la tecnologia.
    • ... scrive:
      Re: Ma un modello da seguire, no?
      Se leggi le linee guida, di fianco ad ognuna di esse ci sono due link di questo tipo:How To Meet 1.2.1Understanding 1.2.1Che spiega cosa bisogna fare, con tanto di esempi. La tecnologia di scripting lato client si può usare a patto che i contenuti siano ugualmente accessibili nel caso in cui (javascript ad esempio) sia disattivato. Si tratta semplicemente di associare una funzione javascript ad un ID o CLASS oppure ad un tag specifico. Un esempio: scrivi un link con una class che abbia valore "esterno", quando clicchi su tale link un javascript si occupa di aprire una nuova finestra, se il javascript è disattivato potrai comunque entrare in quella pagina. Qui ho scritto un piccolo esempio funzionante:http://pastebin.com/f77b91612
    • Teo_ scrive:
      Re: Ma un modello da seguire, no?
      - Scritto da: panda rossa
      Anche questa cosa dell'AJAX adesso e' accessibile.Non ho ancora letto le WCAG 2.0 ma immagino sia suggerito un approccio in stile Hijax.http://domscripting.com/blog/display/41In grossolana sintesi: il sistema deve funzionare senza script, se gli script sono supportati, allora funziona meglio.
      • panda rossa scrive:
        Re: Ma un modello da seguire, no?
        e il compilatore, quando la trova ci infila dentro il file menu.html in fase di compilazione e alla fine produco delle pagine html statiche.Si puo' fare di meglio?
        • amedeo scrive:
          Re: Ma un modello da seguire, no?
          Ci sono dei metodi per generare (ed utilizzare) dei menu a tendina tramite CSS (se cerchi in rete trovi diversi siti con esempi e qualcuno che te li genera personalizzati).Inoltre se utilizzi un linguaggio di scripting, nulla impedisce di effettuare un'inclusione come da te proposto (soluzione che mi sembra pulita e semplice) od in modo piu' sofisticato includendo uno script che genera al volo il codice html del menu (ad esempio leggendo una configurazione XML o da DB ecc.).Ovviamente il codice incluso (o generato) deve seguire le specifiche e nel caso di menu CSS generalmente dovresti essere a posto.Inoltre ci sono alcune specifiche sulla definizione degli URL per cui non dovresti piu' utilizzare cose del tipo ...index.php?par=val ma ...index/par/val; per questi problemi ti consiglio l'utilizzo di framework evoluti (io uso zend framework) che risolvono gia' questi problemi
        • rscano scrive:
          Re: Ma un modello da seguire, no?
          - Scritto da: panda rossa
          Si puo' fare di meglio?Si.http://applicazioniaccessibili.org/category/wai-aria/
        • Teo_ scrive:
          Re: Ma un modello da seguire, no?


          e il compilatore, quando la trova ci infila
          dentro il file menu.html in fase di compilazione
          e alla fine produco delle pagine html
          statiche.

          Si puo' fare di meglio?Provo a riprendere lesempio. In questo caso il metodo Hijax potrebbe funzionare così indipendentemente da come la pagina viene generata (vanno bene la tua tecnica e quella di Amedeo).Caso JavaScript disattivati:Lutente clicca sulla voce menu per accedere al contenuto e lhref fa caricare lintera nuova pagina.Caso JavaScript attivati:Lutente clicca sulla voce menu per accedere al contenuto e lhref viene intercettato dal JavaScript che fa un HttpRequest (JSON, XML o quello che è) caricando solamente il contenuto che varia, lasciando quindi stare il menu ed eventuali altri elementi fissi.Così facendo luso di Ajax diventa una sovrastruttura al codice che aiuta la navigabilità ma non è indispensabile per la fruizione dei contenuti.Questo metodo aiuta anche a livello SEO, come del resto molte accortezze per laccessibilità. In fondo i bot dei motori di ricerca sono in qualche modo diversamente abili.
    • mrwhite75 scrive:
      Re: Ma un modello da seguire, no?
      si!non la fare tanto è inutile!;)
  • Mr.God scrive:
    PORTATE LA FORCHETTA..
    ..SE MAGNA ANCORA!
    • rscano scrive:
      Re: PORTATE LA FORCHETTA..
      Ah beh vista la mia stazza c'ho mangiato molto con l'accessibilità :-)Diciamo invece che chi si era lanciato nel Web 2.0 nella speranza di non veder mai problemi di progettazione ma solo risultati visivi (come accadeva qualche annetto fa, dove al cliente interessava maggiormente l'intro in Flash piuttosto che la struttura dei contenuti), ora dovrà studiare.
  • marco scrive:
    Sperano in altri contratti dalla P.A.
    Auspicare che le leggi recepiscano delle "raccomandazioni" tecniche vuol solo dire che i consulenti vogliono che gli enti pubblici (gli unici costretti ad applicare la normativa) gli facciano tanti bei contratti.La norma di Stanca ha già dato l'impulso culturale; anche se ci sono continue lamentele (sempre dagli stessi consulenti, non dagli utenti) la maggior parte dei siti delle P.A. adesso sono ragionevolmente accessibili. E i responsabili si sono abituati a "pensare accessibile". Che poi a volte ci siano dei problemi è normale, in un contesto dinamico come il web.Lo scandalo caso mai sono quelli delle aziende private. Ma loro non pagheranno mai un consulente, neanche per adeguarsi alle raccomandazioni vecchie.
    • rscano scrive:
      Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
      - Scritto da: marco
      Auspicare che le leggi recepiscano delle
      "raccomandazioni" tecniche vuol solo dire che i
      consulenti vogliono che gli enti pubblici (gli
      unici costretti ad applicare la normativa) gli
      facciano tanti bei
      contratti.Beh dovresti dirlo all'Unione Europea, non a noi. Senza norme tecniche e raccomandazioni tecniche non ci sarebbero strumenti per verificare la qualità dei servizi acquistati dalle P.A.
      La norma di Stanca ha già dato l'impulso
      culturale; anche se ci sono continue lamentele
      (sempre dagli stessi consulenti, non dagli
      utenti) la maggior parte dei siti delle P.A.
      adesso sono ragionevolmente accessibili. E i
      responsabili si sono abituati a "pensare
      accessibile". Che poi a volte ci siano dei
      problemi è normale, in un contesto dinamico come
      ilweb.Purtroppo le cose che dici sono limitate a un numero non elevato di realtà: certo che si auspica di arrivare alla completa cultura dell'e-inclusion nella P.A., ma significa svecchiare vecchi modi di pensare e non è facile farlo in due e due quattro.
      Lo scandalo caso mai sono quelli delle aziende
      private. Ma loro non pagheranno mai un
      consulente, neanche per adeguarsi alle
      raccomandazioni
      vecchie.Finché non gli arriverà qualche utente che non può acquistare nel loro shop on line, non può usare i loro servizi, non può leggere il loro giornale e gli avvia una causa ai sensi della legge 67/2006 :-)
      • advange scrive:
        Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.

        Finché non gli arriverà qualche utente che non
        può acquistare nel loro shop on line, non può
        usare i loro servizi, non può leggere il loro
        giornale e gli avvia una causa ai sensi della
        legge 67/2006
        :-)Anche perché la legge Stanca era pensata per le amministrazioni statali ed è stata poi estesa a quelle pubbliche; le aziende private non hanno di questi obblighi.
      • marco scrive:
        Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
        - Scritto da: rscano
        Beh dovresti dirlo all'Unione Europea, non a noi.
        Senza norme tecniche e raccomandazioni tecniche
        non ci sarebbero strumenti per verificare la
        qualità dei servizi acquistati dalle
        P.A.Ribadisco che chi le emana le chiama "raccomandazioni", cosa che sottointende quindi che sia meglio seguirle ma che si possano ignorare se ce n'è un buon motivo; se diventano legge, diventano anche obbligatorie.La legge dovrebbe essere del tipo "fate tutto quel che potete per rendere le pagine accessibili", ma se poi un mio collaboratore mette una parola lampeggiante in qualche pagina secondaria, questo non dovrebbe avere implicazioni legali.
        Purtroppo le cose che dici sono limitate a un
        numero non elevato di realtà: certo che si
        auspica di arrivare alla completa cultura
        dell'e-inclusion nella P.A., ma significa
        svecchiare vecchi modi di pensare e non è facile
        farlo in due e due
        quattro.Dissento, mi sembra strano che tu non ricordi com'erano le cose prima. I siti della P.A. li facevano gli architetti con Photoshop.
        Finché non gli arriverà qualche utente che non
        può acquistare nel loro shop on line, non può
        usare i loro servizi, non può leggere il loro
        giornale e gli avvia una causa ai sensi della
        legge 67/2006
        :-)A parte che ho sperimentato anche negozi on line in cui non sono riuscito a fare acquisti perché non mi supportavono il browser e una volta segnalatogli il problema sono stato completamente ignorato (peggio per loro, guadagnano di meno), la tragedia sono i siti che non vendono ma forniscono servizi: prova un po' a cercare il manuale di una lavastoviglie (che potresti aver smarrito) su qualche sito di produttori di elettrodomestici; il manuale c'è, ma ci sono tanti moduli Flash, e menu JavaScript, ecc... per cui sono del tutto irraggiungibili.Detto questo, ti stimo perché ti fai in quatto, ma altri tuoi colleghi ci marciano.
        • rscano scrive:
          Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
          - Scritto da: marco
          Ribadisco che chi le emana le chiama
          "raccomandazioni", cosa che sottointende quindi
          che sia meglio seguirle ma che si possano
          ignorare se ce n'è un buon motivo; se diventano
          legge, diventano anche
          obbligatorie.Il problema è che il W3C è un consorzio tecnico, non è ISO che emana norme tecniche (che spesso vengono recepite come normative). E' compito del legislatore recepire le indicazioni delle raccomandazioni e valutarne la "conversione" in regole tecniche (ossia raccomandazioni/norme tecniche con valore di legge).
          La legge dovrebbe essere del tipo "fate tutto
          quel che potete per rendere le pagine
          accessibili", ma se poi un mio collaboratore
          mette una parola lampeggiante in qualche pagina
          secondaria, questo non dovrebbe avere
          implicazioni
          legali.Il tuo collaboratore dovrebbe avere quelle quattro nozioni di pubblicazione contenuti che garantiscano l'accessibilità di quello che fa, altrimenti non gli fai metter mano al sito :-)
          Dissento, mi sembra strano che tu non ricordi
          com'erano le cose prima. I siti della P.A. li
          facevano gli architetti con
          Photoshop.Lo so lo so... ma ancora oggi ci sono siti della P.A. fatti male, fidati. Son meno ma ci sono :-)
          A parte che ho sperimentato anche negozi on line
          in cui non sono riuscito a fare acquisti perché
          non mi supportavono il browser e una volta
          segnalatogli il problema sono stato completamente
          ignorato (peggio per loro, guadagnano di meno),
          la tragedia sono i siti che non vendono ma
          forniscono servizi: prova un po' a cercare il
          manuale di una lavastoviglie (che potresti aver
          smarrito) su qualche sito di produttori di
          elettrodomestici; il manuale c'è, ma ci sono
          tanti moduli Flash, e menu JavaScript, ecc... per
          cui sono del tutto
          irraggiungibili.Eh lo so mi è successo con un cellulare .-)
          Detto questo, ti stimo perché ti fai in quatto,
          ma altri tuoi colleghi ci
          marciano.Io posso garantire per me e stop :-)
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
            - Scritto da: rscano

            La legge dovrebbe essere del tipo "fate tutto

            quel che potete per rendere le pagine

            accessibili", ma se poi un mio collaboratore

            mette una parola lampeggiante in qualche pagina

            secondaria, questo non dovrebbe avere

            implicazioni

            legali.

            Il tuo collaboratore dovrebbe avere quelle
            quattro nozioni di pubblicazione contenuti che
            garantiscano l'accessibilità di quello che fa,
            altrimenti non gli fai metter mano al sito
            :-)Beh, se uno deve sponsorizzare un prodotto o altro, e' normale che ci mette una parola lampeggiante.Vietarne l'uso, e' dannoso piu' della mancata vendita del presunto disabile che visita il sito e che forse quella sezione non la vedra' mai.
        • gino scrive:
          Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
          - Scritto da: marco
          Detto questo, ti stimo perché ti fai in quatto,
          ma altri tuoi colleghi ci
          marciano.Per esempio? Hai qualche nome?
      • shado scrive:
        Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.


        Lo scandalo caso mai sono quelli delle aziende

        private. Ma loro non pagheranno mai un

        consulente, neanche per adeguarsi alle

        raccomandazioni

        vecchie.

        Finché non gli arriverà qualche utente che non
        può acquistare nel loro shop on line, non può
        usare i loro servizi, non può leggere il loro
        giornale e gli avvia una causa ai sensi della
        legge 67/2006
        :-)Gridare allo scandalo mi sembra fazioso, nel settore privato gli investimenti si fanno in termini di ritorno economico. Se non c'è, qualunque progetto non decolla, e se altri progetti diventano non remunerativi si tagliano.Che poi ci possano essere risorse per 'adeguarsi' ok. Ma da qui a imporre costi ... dissento completamente.Si può fare 'carità' ma non mi riduco a chiederla poi per vivere.
        • rscano scrive:
          Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
          - Scritto da: shado
          Gridare allo scandalo mi sembra fazioso, nel
          settore privato gli investimenti si fanno in
          termini di ritorno economico. Se non c'è,
          qualunque progetto non decolla, e se altri
          progetti diventano non remunerativi si
          tagliano.Questo non manleva il privato da rispettare i diritti di tutti i potenziali clienti, così come avviene per le barriere architettoniche nei negozi, ecc. ecc.Altrimenti per lo stesso ragionamento per interesse privato potrei mettere dei chiodi fuori dalla porta del mio negozio perchè mi danno fastidio le auto parcheggiate davanti? :-)

          Che poi ci possano essere risorse per 'adeguarsi'
          ok. Ma da qui a imporre costi ... dissento
          completamente.Chi parla di imporre costi. Si parla di inserire nel normale processo di sviluppo dei servizi i quattro principi basilari dell'accessibilità. Lo fanno già le aziende per i prodotti informatici (è un costo secondo te inserire il riconoscimento dei caratteri F e J nella tastiera e nel numero 5 del cellulare? Non credo. E' un costo consentire il cambio degli skin / desktop fornendo già una serie di valori tra cui uno adatto agli ipovedenti? Non credo... e così via).
          Si può fare 'carità' ma non mi riduco a chiederla
          poi per vivere.Tu la chiami carità, noi la chiamo sviluppare per tutti. Il Web per definizione è uno strumento per tutti, quindi chi non sviluppa per tutti non è un buon sviluppatore per il Web.
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
            - Scritto da: rscano
            Questo non manleva il privato da rispettare i
            diritti di tutti i potenziali clienti, così come
            avviene per le barriere architettoniche nei
            negozi, ecc.
            ecc.
            Altrimenti per lo stesso ragionamento per
            interesse privato potrei mettere dei chiodi fuori
            dalla porta del mio negozio perchè mi danno
            fastidio le auto parcheggiate davanti?
            :-)Potresti esser denunciato per occupazione di suolo pubblico ( i chiodi sono i tuoi ).Voglio vedere invece il negozio che si fa installare dinanzi al proprio ingresso la rampa per disabili per poter attraversare agevolmente la strada ed entrare direttamente nel negozio...Insomma, si i disabili devono essere rispettati, ma non si puo' tutelare i loro interessi calpestando quelli degli altri.
            Chi parla di imporre costi. Si parla di inserire
            nel normale processo di sviluppo dei servizi i
            quattro principi basilari dell'accessibilità. Lo
            fanno già le aziende per i prodotti informatici
            (è un costo secondo te inserire il riconoscimento
            dei caratteri F e J nella tastiera e nel numero 5
            del cellulare? Non credo. Il costo e' quello di "certificare" che il sito corrisponda ai requisiti.
            E' un costo consentire
            il cambio degli skin / desktop fornendo già una
            serie di valori tra cui uno adatto agli
            ipovedenti? Non credo... e così
            via).Certo che si. Fare un sito "skinnabile" richiede maggior tempo ( e quindi costi maggiori ) di uno "non skinnabile".Se poi, fare siti, per alcuni e' prendere cms open e metterci su un po' di grafica...

            Si può fare 'carità' ma non mi riduco a
            chiederla

            poi per vivere.

            Tu la chiami carità, noi la chiamo sviluppare per
            tutti. Il Web per definizione è uno strumento per
            tutti, quindi chi non sviluppa per tutti non è un
            buon sviluppatore per il
            Web.Panzanata.Domani denuncio youtube perche' i video non sono "visibili" ai non vedenti...Il web e' uno strumento per tutti, ma in sistemi dove "chi fa spender di meno vince l'appalto", non c'e' spazio per sviluppare per tutti.In sintesi : se c'e' possibilità di seguire delle "raccomandazioni", ok, ma se non c'e' possibilità, non vedo perche' io debba essere denunciato o portato in tribunale per non aver seguito delle norme di buonsenso. Il mondo, dopotutto, e' bello perche' e' vario, e limitarne la creatività, rende i siti tutti uguali e brutti.
          • rscano scrive:
            Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
            - Scritto da: Mi scoccio di loggare
            Potresti esser denunciato per occupazione di
            suolo pubblico ( i chiodi sono i tuoi
            ).
            Voglio vedere invece il negozio che si fa
            installare dinanzi al proprio ingresso la rampa
            per disabili per poter attraversare agevolmente
            la strada ed entrare direttamente nel
            negozio...Se la legge lo consente può farla.
            Insomma, si i disabili devono essere rispettati,
            ma non si puo' tutelare i loro interessi
            calpestando quelli degli
            altri.Le norme tecniche servono proprio per garantire i servizi a tutti senza calpestare i diritti di nessuno.
            Il costo e' quello di "certificare" che il sito
            corrisponda ai
            requisiti.Ancora con questa certificazione? Non è ancora chiaro che sono principi di sviluppo? Ossia quando il tuo sviluppatore inserisce qualcosa in una pagina deve sapere che quel qualcosa va inserito in un determinato modo... e non "alla carlona" :-)
            Certo che si. Fare un sito "skinnabile" richiede
            maggior tempo ( e quindi costi maggiori ) di uno
            "non
            skinnabile".Appunto: si chiede di farne uno solo e buono per tutti, poi se vuoi fare altri skin puoi fsrli :-)
            Se poi, fare siti, per alcuni e' prendere cms
            open e metterci su un po' di
            grafica...Alcuni dicono che fanno siti ed invece fanno opere grafiche ;-)
            Panzanata.
            Domani denuncio youtube perche' i video non sono
            "visibili" ai non
            vedenti...Youtube ti da gli strumenti per fare i sottotitoli. In caso denunci l'utente che ha pubblicato il video, non youtube :-)
            Il web e' uno strumento per tutti, ma in sistemi
            dove "chi fa spender di meno vince l'appalto",
            non c'e' spazio per sviluppare per
            tutti.Appunto. Sviluppa chi sa sviluppare e che al medesimo costo di uno che deve farsi certificare (perchè da solo non è in grado di fare le cose basilari) riesce a fornire un prodotto a norma, evitando il costo della "certificazione".
            In sintesi : se c'e' possibilità di seguire delle
            "raccomandazioni", ok, ma se non c'e'
            possibilità, non vedo perche' io debba essere
            denunciato o portato in tribunale per non aver
            seguito delle norme di buonsenso. Il mondo,
            dopotutto, e' bello perche' e' vario, e limitarne
            la creatività, rende i siti tutti uguali e
            brutti.Frasi fatte e smentite :-)
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
            - Scritto da: rscano
            - Scritto da: Mi scoccio di loggare

            Potresti esser denunciato per occupazione di

            suolo pubblico ( i chiodi sono i tuoi

            ).

            Voglio vedere invece il negozio che si fa

            installare dinanzi al proprio ingresso la rampa

            per disabili per poter attraversare agevolmente

            la strada ed entrare direttamente nel

            negozio...

            Se la legge lo consente può farla.No, qui si sta parlando di farla passare come legge nel prossimo futuro e quindi di rendere obbligatorio il seguire tali regole. Quindi mi chiedo perche' non rendere obbligatorio per ogni negozio installare una rampa per disabili per permettere la salita/discesa dal marciapiede.Forse perche' la categoria dei commercianti vale piu' di quella dei programmatori?

            Le norme tecniche servono proprio per garantire i
            servizi a tutti senza calpestare i diritti di
            nessuno.Non e' detto.Se per esempio io voglio un sito in Flash perche' credo che renda meglio l'idea della mia azienda ( e potrei darti un sito in flash bellissimo fatto da una società americana ), non vedo perche' non posso farlo senza dover mettere un link o un rimando ad una versione "piatta".


            Il costo e' quello di "certificare" che il sito

            corrisponda ai

            requisiti.

            Ancora con questa certificazione? Non è ancora
            chiaro che sono principi di sviluppo? Ossia
            quando il tuo sviluppatore inserisce qualcosa in
            una pagina deve sapere che quel qualcosa va
            inserito in un determinato modo... e non "alla
            carlona"
            :-)E una volta completato il sito a chi devo rivolgermi per sapere se corrisponde o meno ai requisiti? Non ad un consulente certificato?

            Certo che si. Fare un sito "skinnabile" richiede

            maggior tempo ( e quindi costi maggiori ) di uno

            "non

            skinnabile".

            Appunto: si chiede di farne uno solo e buono per
            tutti, poi se vuoi fare altri skin puoi fsrli
            :-)
            Ma quello buono e valido per tutti, non puo' avere effetti speciali, non puo' avere forti contrasti di colore, non puo' avere colori che potrebbero non esser ben identificati a chi ha problemi di vista...

            Panzanata.

            Domani denuncio youtube perche' i video non sono

            "visibili" ai non

            vedenti...

            Youtube ti da gli strumenti per fare i
            sottotitoli. In caso denunci l'utente che ha
            pubblicato il video, non youtube
            :-)Si, pero' i sottotitoli non ti permettono di usufruire al massimo del video.Oppure altro esempio : denuncio le major perche' non permettono ai sordi di usufruire dei loro prodotti....

            Il web e' uno strumento per tutti, ma in sistemi

            dove "chi fa spender di meno vince l'appalto",

            non c'e' spazio per sviluppare per

            tutti.

            Appunto. Sviluppa chi sa sviluppare e che al
            medesimo costo di uno che deve farsi certificare
            (perchè da solo non è in grado di fare le cose
            basilari) riesce a fornire un prodotto a norma,
            evitando il costo della
            "certificazione".Mi scoccio di tirar in ballo sempre lo stesso ( anche perche' poi mettiamo il dito nella piaga ), ma "italia.it" non e' stato supervisionato da quelli che di "accessibilita'" se ne intendevano? Ed il costo, non mi e' neanche sembrato quello di un "qualsiasi sito web"


            In sintesi : se c'e' possibilità di seguire
            delle

            "raccomandazioni", ok, ma se non c'e'

            possibilità, non vedo perche' io debba essere

            denunciato o portato in tribunale per non aver

            seguito delle norme di buonsenso. Il mondo,

            dopotutto, e' bello perche' e' vario, e
            limitarne

            la creatività, rende i siti tutti uguali e

            brutti.

            Frasi fatte e smentite :-)In una discussione di qualche tempo fa, dicesti che il Vs. gruppo era costituito solo da persone che cercavano di trovare soluzioni idonee per migliorare il proprio lavoro.Oggi, ci ritroviamo, ad un passo dal rendere "standard" e/o "obbligatorio" il vs. sistema di sviluppo.Quindi se parliamo di smentite, non vengono da frasi fatte...
          • rscano scrive:
            Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
            - Scritto da: Mi scoccio di loggare
            No, qui si sta parlando di farla passare come
            legge nel prossimo futuro e quindi di rendere
            obbligatorio il seguire tali regole. Quindi mi
            chiedo perche' non rendere obbligatorio per ogni
            negozio installare una rampa per disabili per
            permettere la salita/discesa dal
            marciapiede.Se il negozio fa ristrutturazioni o apre un nuovo negozio deve garantire passaggi delle porte, bagno, ecc. rispettando le normative sull'abbattimento barriere architettoniche.
            Non e' detto.
            Se per esempio io voglio un sito in Flash perche'
            credo che renda meglio l'idea della mia azienda (
            e potrei darti un sito in flash bellissimo fatto
            da una società americana ), non vedo perche' non
            posso farlo senza dover mettere un link o un
            rimando ad una versione
            "piatta".Se hai letto l'articolo e le WCAG 2.0, Flash lo puoi usare ma devi saperlo usare non solo per fare cose graficamente "fighe", ma anche garantire la navigabilità degli oggetti. Nessuno ti chiede la versione "piatta".
            E una volta completato il sito a chi devo
            rivolgermi per sapere se corrisponde o meno ai
            requisiti? Non ad un consulente
            certificato?No. Neppure oggi è così. Sta a te valutare la fornitura, sta al fornitore lavorare secondo i dettami normativi.
            Ma quello buono e valido per tutti, non puo'
            avere effetti speciali, non puo' avere forti
            contrasti di colore, non puo' avere colori che
            potrebbero non esser ben identificati a chi ha
            problemi di
            vista...Allora mi confermi che vuoi fare un sito fruibile da pochi, quindi non è un sito Web ma è un bel dipinto che piace all'artista, che possono capire alcuni, e niente più.
            Si, pero' i sottotitoli non ti permettono di
            usufruire al massimo del
            video.

            Oppure altro esempio : denuncio le major perche'
            non permettono ai sordi di usufruire dei loro
            prodotti....Dipende anche dal contesto. La musica è qualcosa difficile da "convertire", mentre audio e video (vedi i film) prevedono i sottotitoli,ecc. ecc.
            Mi scoccio di tirar in ballo sempre lo stesso (
            anche perche' poi mettiamo il dito nella piaga ),
            ma "italia.it" non e' stato supervisionato da
            quelli che di "accessibilita'" se ne intendevano?Ti sbagli. Non è stato supervisionato ma è stato verificato DOPO interrogazioni parlamentari ed è stato adeguato DOPO.
            Ed il costo, non mi e' neanche sembrato quello di
            un "qualsiasi sito
            web"Forse perché il costo effettivamente speso non riguardava solo un sito Web. Spiegami allora il milione e mezzo di euro di www.turismocampania.it :-)
            In una discussione di qualche tempo fa, dicesti
            che il Vs. gruppo era costituito solo da persone
            che cercavano di trovare soluzioni idonee per
            migliorare il proprio
            lavoro.
            Oggi, ci ritroviamo, ad un passo dal rendere
            "standard" e/o "obbligatorio" il vs. sistema di
            sviluppo.
            Quindi se parliamo di smentite, non vengono da
            frasi
            fatte...Il "nostro" se guardi bene è un sistema approvato da gran parte dei grandi vendor e non solo: vai a vedere le dichiarazioni stampa fatte da Adobe, IBM, Microsoft, Unesco, ISOC e la nostra come IWA.http://www.w3.org/2008/12/wcag20-testimonial
          • shado scrive:
            Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
            Non condivido l'equazione: sito web da vedere = deve essere visibile/accessibile a tutticome non condivido:non accessibilita = punizione/multa o quant'altrodevo essere libero di offrire 'il sito' ed eventuali servizi affini come lo voglio io. Se un navigatore non riesce ad interaggire cambierà sito e comprerà eventualmente da un altro. Sta eventualmente a me decidere se quella eventuale perdita non mi sta bene e comportarmi di conseguenza.Quali sono i diritti dei naviganti che entrano in un sito privato (nel senso di distinto da pubblica amministrazione e simili)? Accedono alle condizioni che il proprietario a deciso, non gli stanno bene? Cambia sito.Il fatto che un sito privato sia accessibile da chiunque non lo rende 'pubblico' nel senso stretto del termine con il quale vanto qualche diritto ...
      • Mi scoccio di loggare scrive:
        Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
        Per quanto riguarda la P.A., dovrebbero essere fatti appalti quando provano ad acquistare servizi web ( e fatti alla luce del sole e non applati che li mettono in circolazione il 5 dicembre e devono essere consegnati entro il 7 ), con i soliti mezzucci italiani.Inoltre queste specifiche dovrebbero essere "suggerimenti" e non "obblighi", perche' la RETE deve essere LIBERA da qualsiasi legge che IMPONE REGOLE ( il paese che non aderisce al W3C perche' dovrebbe sottostare a queste regole? e nel piccolo, se un artista non vuole sottostare a queste regole, perche' non puo' creare il sito come vuole? )E regola poi fondamentale, quella di non affidarsi a 4 consulenti che con un pezzo di carta stampato e certificato da un loro amico/conoscente va a chiedere per una consulenza cifre da 5 zeri.
        • rscano scrive:
          Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
          - Scritto da: Mi scoccio di loggare
          Per quanto riguarda la P.A., dovrebbero essere
          fatti appalti quando provano ad acquistare
          servizi web ( e fatti alla luce del sole e non
          applati che li mettono in circolazione il 5
          dicembre e devono essere consegnati entro il 7 ),
          con i soliti mezzucci
          italiani.Esistono anche le sedi appropriate per denuciare certe cose.
          Inoltre queste specifiche dovrebbero essere
          "suggerimenti" e non "obblighi", perche' la RETE
          deve essere LIBERA da qualsiasi legge che IMPONE
          REGOLE ( il paese che non aderisce al W3C perche'
          dovrebbe sottostare a queste regole? e nel
          piccolo, se un artista non vuole sottostare a
          queste regole, perche' non puo' creare il sito
          come vuole?La rete è libera ma non per questo ti consente di fare quel che vuoi in modo da non garantire a tutti l'informazione (che è un principio basilare della rete). Le normative dicono solo che se sei un ente pubblico devi fornire servizi a tutti, e quindi devi applicare delle regole tecniche (ovvero delle raccomandazioni convertite in legge).
          E regola poi fondamentale, quella di non
          affidarsi a 4 consulenti che con un pezzo di
          carta stampato e certificato da un loro
          amico/conoscente va a chiedere per una consulenza
          cifre da 5
          zeri.Ah beh quello è poco ma sicuro. Basta leggerle (e a breve ci saranno in italiano), applicarle, discuterne senza spender soldi in consulenti.
        • ... scrive:
          Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
          Se la rete è libera allora è un dovere garantire l'accesso ai documenti anche a chi ha difficoltà, per questo motivo esistono le linee guida, che in ogni caso non sono un obbligo.Libertà non è anarchia, libertà è garanzia di pari opportunità.
      • ullala scrive:
        Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
        - Scritto da: rscano
        - Scritto da: marco

        Auspicare che le leggi recepiscano delle

        "raccomandazioni" tecniche vuol solo dire che i

        consulenti vogliono che gli enti pubblici (gli

        unici costretti ad applicare la normativa) gli

        facciano tanti bei

        contratti.

        Beh dovresti dirlo all'Unione Europea, non a noi.
        Senza norme tecniche e raccomandazioni tecniche
        non ci sarebbero strumenti per verificare la
        qualità dei servizi acquistati dalle
        P.A.


        La norma di Stanca ha già dato l'impulso

        culturale; anche se ci sono continue lamentele

        (sempre dagli stessi consulenti, non dagli

        utenti) la maggior parte dei siti delle P.A.

        adesso sono ragionevolmente accessibili. E i

        responsabili si sono abituati a "pensare

        accessibile". Che poi a volte ci siano dei

        problemi è normale, in un contesto dinamico come

        ilweb.

        Purtroppo le cose che dici sono limitate a un
        numero non elevato di realtà: certo che si
        auspica di arrivare alla completa cultura
        dell'e-inclusion nella P.A., ma significa
        svecchiare vecchi modi di pensare e non è facile
        farlo in due e due
        quattro.


        Lo scandalo caso mai sono quelli delle aziende

        private. Ma loro non pagheranno mai un

        consulente, neanche per adeguarsi alle

        raccomandazioni

        vecchie.

        Finché non gli arriverà qualche utente che non
        può acquistare nel loro shop on line, non può
        usare i loro servizi, non può leggere il loro
        giornale e gli avvia una causa ai sensi della
        legge 67/2006
        :-)Improbabile... con tutti i siti ("è richiesto I.E. 6.6.26-54+22.3x30") che si trovano addirittura nella P.A. ci sono talmente tanti possibili "infringers" e "danti causa" da mettere in crisi strutture ben più efficienti della nostra giustizia....Magari sulla carta hai anche ragione, ma il realismo dovrebbe indurre (IMHO) ad affermazioni meno "draconiane"...
        • rscano scrive:
          Re: Sperano in altri contratti dalla P.A.
          - Scritto da: ullala
          Improbabile... con tutti i siti ("è richiesto
          I.E. 6.6.26-54+22.3x30") che si trovano
          addirittura nella P.A. ci sono talmente tanti
          possibili "infringers" e "danti causa" da mettere
          in crisi strutture ben più efficienti della
          nostra
          giustizia....
          Magari sulla carta hai anche ragione, ma il
          realismo dovrebbe indurre (IMHO) ad affermazioni
          meno
          "draconiane"...Aspetta le class action ;-)
  • desyrio scrive:
    Finalmente...
    E' incredibile la lentezza con cui sfornano questi documenti: a fine 2006, dovendone parlare nella tesi, mi chiedevo se fosse il caso di fare riferimento alle WCAG 1.0 o 2.0, il cui rilascio sembrava veramente imminente. Invece sono passati più di 2 anni!!!Comunque la speranza è che siano adottate diffusamente, anche se la vedo dura... Per esempio, praticamente tutti i siti di artisti sono in flash, il quale NON è accessibile e non andrebbe usato a meno di non fornire un'alternativa accessibile di TUTTI i contenuti. Per non parlare del fatto che una preerogativa dell'accessibilità è l'uso corretto di XHTML e CSS, cosa che ben pochi fanno.
    • rscano scrive:
      Re: Finalmente...
      - Scritto da: desyrio
      E' incredibile la lentezza con cui sfornano
      questi documenti: a fine 2006, dovendone parlare
      nella tesi, mi chiedevo se fosse il caso di fare
      riferimento alle WCAG 1.0 o 2.0, il cui rilascio
      sembrava veramente imminente.

      Invece sono passati più di 2 anni!!!E pensa che ne son passati quasi 10 dagli inizi dei lavori :-) Il punto focale è che si è voluto fare una specifica idonea a qualsiasi tipo di tecnologia, rendendola quindi meno obsoleta e di più lunga durata.

      Comunque la speranza è che siano adottate
      diffusamente, anche se la vedo dura... Per
      esempio, praticamente tutti i siti di artisti
      sono in flash, il quale NON è accessibile e non
      andrebbe usato a meno di non fornire
      un'alternativa accessibile di TUTTI i contenuti.Adobe Flash può essere utilizzato e può essere inserito all'interno delle tecnologie con supporto per l'accessibilità solo se lo sviluppatore implementa il rispetto delle linee guida e dei principi presenti nelle WCAG 2.0.
      Per non parlare del fatto che una preerogativa
      dell'accessibilità è l'uso corretto di XHTML e
      CSS, cosa che ben pochi
      fanno.Questo è chiaro che aiuta :-)
    • fasibia scrive:
      Re: Finalmente...

      Comunque la speranza è che siano adottate
      diffusamente, anche se la vedo dura... Per
      esempio, praticamente tutti i siti di artisti
      sono in flash, il quale NON è accessibile e non
      andrebbe usato a meno di non fornire
      un'alternativa accessibile di TUTTI i contenuti.Per fortuna i siti solo flash stanno diminuendo, perché sono poco adatti all'indicizzazione di Google. Anche usando accorgimenti e trucchetti, rischi seriamente l'invisibilità.
      • Funz scrive:
        Re: Finalmente...
        - Scritto da: fasibia
        Per fortuna i siti solo flash stanno diminuendo,
        perché sono poco adatti all'indicizzazione di
        Google. Anche usando accorgimenti e trucchetti,
        rischi seriamente
        l'invisibilità.Poi i siti in Flash mi sanno tanto di filosofia "programma per la TV adattato al web, con due link appiccicati". Ne farei volentieri a meno anche io.
      • ullala scrive:
        Re: Finalmente...
        - Scritto da: fasibia

        Comunque la speranza è che siano adottate

        diffusamente, anche se la vedo dura... Per

        esempio, praticamente tutti i siti di artisti

        sono in flash, il quale NON è accessibile e non

        andrebbe usato a meno di non fornire

        un'alternativa accessibile di TUTTI i contenuti.

        Per fortuna i siti solo flash stanno diminuendo,
        perché sono poco adatti all'indicizzazione di
        Google. Anche usando accorgimenti e trucchetti,
        rischi seriamente
        l'invisibilità.Ci son responsabilità precise...Be come nella celebre macchietta "vieni avanti creativo".... o non era "creativo" la parola? :)
  • youdikle scrive:
    se disattivo gli script di questa pagina
    ...non si carica o visualizza o che so io, più il menu laterale con il sommario...non vedo la firma nell'articolo, e non mi stupisce
    • Semmai scrive:
      Re: se disattivo gli script di questa pagina
      Semmai il problema è che ne parla solo pi
    • Funz scrive:
      Re: se disattivo gli script di questa pagina
      - Scritto da: youdikle
      ...non si carica o visualizza o che so io, più il
      menu laterale con il
      sommario...Questo non sarebbe male :)A me piacerebbe far sparire anche la tag cloud oltre al sommario, e magari recuperare lo spazio-schermo inutilizzato. Chissà se è possibile farlo.Per adesso mi limito a ridurre la finestra in orizzontale per non vederli, ma è una soluzione del cavolo.
      • ... scrive:
        Re: se disattivo gli script di questa pagina
        In termini di accessibilità non è necessario eliminarlo, dipende solo da come costruisci la pagina, strutturalmente, in testa metti il contenuto principale e a seguire il menu di navigazione. Poi con i CSS il menu puoi spostarlo dove ti pare senza che un browser vocale o testuale ne risenta.
        • Funz scrive:
          Re: se disattivo gli script di questa pagina
          - Scritto da: ...
          In termini di accessibilità non è necessario
          eliminarlo, dipende solo da come costruisci la
          pagina, strutturalmente, in testa metti il
          contenuto principale e a seguire il menu di
          navigazione. Poi con i CSS il menu puoi spostarlo
          dove ti pare senza che un browser vocale o
          testuale ne
          risenta.Ma questo lo fa chi scrive la pagina, oppure un utente può intervenire sul CSS? (newbie)Con greasemonkey ci sono script per cambiare l'aspetto delle pagine che visiti, ma non sono abbastanza esperto per farmene uno da solo.
          • ... scrive:
            Re: se disattivo gli script di questa pagina
            È il compito di chi costruisce l'interfaccia. Oltre a GreaseMonkey c'è anche un'altra estensione utile per gli utenti, si chiama Stylish e permette di applicare le proprie regole css ai siti web. Volendo puoi nascondere il menu di un sito, o cambiarne i colori.
      • Stiv Giobs scrive:
        Re: se disattivo gli script di questa pagina
        Installa Stylish o usa Opera o Safari e cambi qualsiasi cosa nella pagina come ti pare.
        • Funz scrive:
          Re: se disattivo gli script di questa pagina
          - Scritto da: Stiv Giobs
          Installa Stylish o usa Opera o Safari e cambi
          qualsiasi cosa nella pagina come ti
          pare.Grazie, proverò.A dire il vero Stylish ce l'ho già installato, anche se ho solo 3 script:per evidenziare in giallo le URL delle pagine in https (chissà perchè l'hanno levato), per mettere il campo "keyword" nella finestrella di aggiunta nuovo bookmark,per combinare i tasti "stop" e "reload" (sono un fanatico del risparmio di spazio sulla barra :D )
          • Funz scrive:
            Re: se disattivo gli script di questa pagina
            Riprovato Stylish, e direi che è al di là delle mie capacità. :$Però ho trovato uno script già fatto per "ripulire" PI, uno che fa le veci di Adblock (che non carica le ads oltre a nasconderle), e questa estensione:RIP - remove it permanentiyesattamente quello che cercavo, facile per chi non conosce il CSS come me, visto che evidenzia la parte di pagina che vuoi nascondere.
  • Den Lord Troll scrive:
    ma tra poco
    il G8 non approverà la limitazione a queste linee e pure al Web introducendo le sfavillanti modifiche chiamate 'ai caontraol iu & sacc uat fai, basato sul modello di Pyongyang' ?be' se poi per PURO caso la peggior nazionalità mai apparsa nei confini dell'universo conosciuto cesserà di esistere, il web tornerà a vivere, poco ma sicuro
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