Il CEO di Intel Lip-Bu Tan ha annunciato durante il Cisco AI Summit che l’azienda inizierà a produrre GPU, quei processori specializzati che hanno trasformato Nvidia in una macchina da soldi. Il dettaglio piccante è che appena nove mesi fa, quando Tan si è insediato come CEO, aveva promesso solennemente che Intel si sarebbe concentrata sulle attività principali, consolidando il proprio core business. Ma tutti hanno il diritto di cambiare idea, o no?
Intel entra nel mercato GPU: la battaglia contro il gigante Nvidia inizia ora
Le GPU sono processori più specializzati rispetto alle CPU tradizionali che Intel sforna da decenni. Nate per il gaming, si sono rivelate ideali per addestrare modelli di intelligenza artificiale grazie alla capacità di gestire enormi quantità di calcoli paralleli. Ed è proprio questo mercato dell’AI che ha trasformato Nvidia in una gallina dalle uova d’oro. La quota di mercato è così dominante, che ha oscurato completamente la concorrenza.
In realtà Itel non è nuova al mondo delle GPU, ha già prodotto schede grafiche in passato, ma questa volta sembra voglia fare sul serio. Il progetto sarà supervisionato da Kevork Kechichian, vicepresidente esecutivo assunto a settembre. A gennaio si è aggiunto anche Eric Demers, strappato a Qualcomm dove ha lavorato per oltre 13 anni. Insomma, gente che ne capisce davvero.
Il problema è che il progetto sembra ancora in una fase embrionale. Tan ha dichiarato che l’azienda svilupperà la propria strategia in base alle richieste dei clienti. Non proprio il piano d’attacco di chi vuole conquistare un mercato dominato da un concorrente che ha anni di vantaggio tecnologico e una certa reputazione.
Perché va detto, Nvidia non ha inventato la GPU, ma l’ha perfezionata al punto da renderla indispensabile per chiunque voglia fare sul serio con l’intelligenza artificiale. Le sue GPU sono così avanzate e richieste che le aziende fanno letteralmente la fila per accaparrarsele, spesso aspettando mesi. Entrare in questo mercato adesso, da posizioni arretrate, non è impossibile, ma servirà qualcosa di davvero speciale per farsi notare.
AMD ci prova da anni, con risultati dignitosi, ma senza mai scalfire seriamente il dominio di Nvidia. Google e Amazon si producono chip custom per le proprie esigenze. Intel arriva adesso, con un progetto ancora vago e la speranza che i clienti gli dicano cosa vogliono.
L’AI fa gola a tutti
Dietro questa mossa c’è ovviamente la consapevolezza che l’intelligenza artificiale non è una moda passeggera, ma un mercato destinato a crescere in modo esponenziale. E chi produce i chip per addestrare e far girare questi modelli si trova seduto su una miniera d’oro. Nvidia lo ha capito prima e meglio di tutti.
Intel vuole la sua parte, ed è comprensibile. Ma una cosa è annunciare la produzione di GPU, un’altra è riuscire a produrre qualcosa che convinca le aziende a mollare Nvidia, con un prodotto ancora da dimostrare.
Per ora Intel ha fatto l’annuncio, assunto qualche esperto e dichiarato le sue intenzioni. Il resto deve ancora materializzarsi. E mentre l’azienda ci lavora, Nvidia continua a macinare profitti e a rafforzare il proprio vantaggio.